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Ape Regina: “Se i Maya avevano ragione lo scopriremo insieme, noi e gli uomini”

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Dice la profezia Maya: quando tutte le api moriranno il mondo cesserà di esistere. La Regina dell’alveare, che abbiamo raggiunto in un insediamento sui monti dell’Abruzzo, vicino a Tagliacozzo

Dice la profezia Maya: quando tutte le api moriranno il mondo cesserà di esistere. La Regina dell’alveare, che abbiamo raggiunto in un insediamento  sui monti dell’Abruzzo, vicino a Tagliacozzo, ci parla del suo mondo, delle sue suddite, dei problemi sempre più grandi che l’alveare deve affrontare.

 

Abbiamo sentito che gli alveari stanno attraversando un brutto periodo. Ci può spiegare perché ?

Abbiamo molte morti inspiegabili. Potrei dire che, in alcuni casi, si potrebbe parlare di strage. Sembrano esserci varie cause, alcune riconosciute, altre ancora misteriose. Una cosa è certa: sembra che purtroppo la profezia abbia cominciato ad avverarsi.

 

Non possiamo immaginare un mondo senza api. Come si potrebbe fare con l’impollinazione ?

Non so come gli uomini potrebbero trovare un’alternativa al nostro lavoro. Il nostro passare incessantemente da un fiore all’altro provoca la fecondazione dei fiori e la nascita dei frutti. Posso dire, con vanto, che facciamo un’opera capillare di aiuto genetico per il mondo vegetale.

 

Può parlarci di qualche causa che sembra essere più chiara delle altre?

Una causa accertata , e per cui  gli uomini sembrano aver individuato anche una cura, è un parassita dal nome  Verroa. Questo acaro sembra vivere in latenza per molti mesi all’anno e non si sa perché. Viene però attivato dall’odore che hanno le nostre piccole larve. A quel punto si sveglia, si attacca alle nuove nidiate e le distrugge. Non è attirato dall’odore delle nostre operaie, evidentemente lo considera un “odore vecchio” Ma si esalta al profumo dei nostri piccoli.

Lei può capire che un alveare che non ha ricambio annuale è un alveare distrutto. Le operaie muoiono dopo aver terminato il loro ciclo di vita e, non avendo delle nuove che le possano sostituire, l’alveare diventa un deserto di morte.

 

Qualcuno può fare qualcosa?

Sì, gli uomini si sono molto preoccupati per questo parassita e hanno inventato dei pesticidi che lo distruggono ma che per noi sono innocui.

Sembra che si stiano ottenendo dei discreti risultati, ma è ancora presto per dirlo con esattezza.

 

Ci sono altri problemi?

Oh si, c’è un grande problema che ufficialmente non esiste, ma che i nostri amici apicoltori conoscono molto bene. Noi non riusciamo a vivere in presenza di forti onde magnetiche.

La frequenza con cui ci parliamo viene invasa dalle onde che si propagano da tralicci elettrici e da antenne per i telefonini e ci uccide senza alcuna possibilità di scampo. Ci fa impazzire, si vedono le nostre operaie sbandare, contorcersi a terra e poi morire.

Ma gli uomini non lo vogliono ammettere. Per loro quella strana cosa che chiamano progresso, ma che si dovrebbe piuttosto chiamare arma di distruzione del pianeta terra, deve andare avanti, costi quello che costi.

 

Ma è veramente spaventoso! Come è possibile che persone capaci che sono riuscite a creare tante cose meravigliose e ad arrivare sulla luna non capiscano che la vostra strage comprometterebbe il ciclo stesso della natura!

Purtroppo non capiscono che quando avranno inquinato tutta l’aria, le acque e la terra moriranno anche loro.

Dovrebbero imparare da noi, che accumuliamo quello che ci serve e lo godiamo nel pieno rispetto della natura e in armonia con questa. Loro pensano che deformare quello che esiste li possa portare ad una vittoria sulla natura. Tutto  in natura è strettamente connesso. Alterando un dettaglio di una sola  piccola fase si altera tutto  di conseguenza. Prendiamo per esempio le colture di mais. Per poter avere un raccolto abbondante gli uomini cospargono il mais di pesticidi. Il più usato è per noi un terribile veleno. Ci sono voluti anni perché capissero la connessione tra quel pesticida e la nostra morte. Sembra che ora finalmente ci siano riusciti e ne è stato vietato l’uso. Quest’anno finalmente nessun alveare nei dintorni di campi di granturco ha mostrato di avere problemi. Le nostre operaie hanno lavorato tranquillamente ed in buona salute.

 

Forse non tutto è perduto! La profezia Maya, ora che è ben conosciuta da tanti, avrà la forza di impedire la vostra strage.

Mi auguro sia così. Io faccio nascere milioni di larve e quando vedo che tutti i miei sforzi sono inutili perché la natura è ormai così alterata che non riusciamo più a sopravvivere, penso che ormai  abbiamo finito il nostro ciclo e il nostro compito nella natura e ci resta soltanto far compiere la profezia.

 

Per carità Maestà, sento dalle sue parole che è veramente amareggiata da quanto ci accade intorno, ma ognuno di noi deve sempre cercare di affrontare positivamente le difficoltà.

Faccio e continuerò a fare del mio meglio. Il mio compito è quello di far nascere le operaie che ogni anno vanno a sostituire quelle che hanno finito il proprio ciclo. Questo continuerò a fare. Se i Maya avevano ragione lo scopriremo insieme, noi e gli uomini. Quando noi non ci saremo più non ci saranno più nemmeno loro…

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