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Dacia Maraini: “Scrivere è per me narrare storie”

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Occhi scintillanti e labbra che sfiorano una tazza di tè. A pochi minuti dalla presentazione dell’audiolibro La ragazza con la treccia presso la Biblioteca delle Donne di Bologna, Dacia Maraini parla sorridendo.

Occhi scintillanti e labbra che sfiorano una tazza di tè. A pochi minuti dalla presentazione dell’audiolibro La ragazza con la treccia presso la Biblioteca delle Donne di Bologna, Dacia Maraini parla sorridendo. La sua antologia di racconti pubblicata nel ’94 da Viviani Editore per Alitalia, oggi viene riproposta nella forma audiobook: registrazione audio del libro, letto ad alta voce da Alessandra Bedino, Eleonora Calamita, Maria Grazia Mandruzzato e Lucia Schierano

 

In che modo la dimensione orale può moltiplicare le possibilità di un testo?

Non toglie nulla alla lettura ma aggiunge qualcosa in più.L’audiolibro non è un surrogato del libro, lo accompagna rendendolo accesibile ad un pubblico più vasto: può essere una piacevole esperienza mentre si eseguono lavori manuali che occupano gli occhi ma non la mente o un’utile risorsa per coloro che hanno problemi alla vista.

 

I suoi libri hanno una forte dimensione narrativa, c’è gestualità, movimento, ritmo. L’oralità è componente fondamentale di un racconto scritto?

Certo. La letteratura  per secoli è stata tramandata oralmente come dimostra la lunga tradizione omerica. Ancora oggi il primo apprendimento durante l’infanzia avviene grazie all’ascolto, testimonianza di una  forte cultura della parola. Scrivere è per me narrare storie, fino a quando ci saranno fiabe e genitori che le racconteranno la letteratura non vedrà la sua fine.

 

Molti autori come Flaubert rileggevano ad alta voce la pagina appena scritta…

Solo così si prova la tenuta ritmica di un testo e si capiscono cose che sfuggirebbero ad una lettura silenziosa. La sonorità infatti aiuta a scegliere per evitare frasi prevedibili e luoghi comuni: i terribili parassiti che insidiano la scrittura soprattutto degli esordienti. Ho notato che molti giovani possiedono ottime capacità ma scarsa attenzione linguistica. Leggevo i loro lavori e chiedevo: qualcun altro potrebbe scrivere così? Se la risposta era affermativa, li incitavo a cancellare e riscrivere. In ogni frase devi mettere la tua carne.

 

I temi dell’audiolibro La ragazza con la treccia sono diversificati ma accomunati dalla giovane età dei protagonisti e dalla prevalenza di figure femminili, citando un verso di un suo componimento  ‘le donne per diventare persone devono ancora fare una guerra dolorosa e gioiosa contro loro stesse’?

Noi donne abbiamo introiettato una cultura misogina che in alcuni casi è diventata nostra, episodi di solidarietà femminile oggi sono molto meno frequenti di invidie e maldicenze. Le grandi conquiste delle donne tendono ad essere annullate da una civiltà androcentrica che pone al centro della vita politica e sociale l’essere maschile. Coloro che non hanno gli strumenti per acquisire un acuto spirito critico rischiano di avere una visione distorta della  realtà considerando parte della normalità le sequenze da ‘casino felliniano’ che scorrono nei fotogrammi televisivi. A questo proposito il panorama presentato dal documentario ‘Il corpo delle donne’ di Lorella Zanardo è impressionante…

 

Eppure le voci di donne nella letteratura e nell’arte sono ogni anno più numerose…

Tutti sono capaci a parlare di donne ma pochi conoscono e rivelano le ragioni delle donne. Ragioni non biologiche ma storiche, culturali e filosofiche. Nonostante ora ci consideriamo emancipate, non possiamo fingere di non portare i segni di secoli di differenze la cui genesi risiede nell’origine della società occidentale. Occorre essere vigili…

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