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Napoli sotterranea (Foto di Mariagrazia Veneziano)

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A proposito di Napoli Sotterranea. Il mio amico Osvaldo Sotutto, mentre stavamo in fila alla cassa di un cinema, mi ha detto, a riguardo...

A proposito di Napoli Sotterranea.

Il mio amico Osvaldo Sotutto, mentre stavamo in fila alla cassa di un cinema, mi ha detto, a riguardo, un sacco di cose appassionanti; mi ha detto che i primi scavi risalgono addirittura alla fine dell’era preistorica, e che queste escavazioni primordiali furono utilizzate successivamente dai Greci per prelevare il tufo, con il quale costruirono la Neapolis del IV sec. a.C.; poi mi ha detto che in epoca augustea arrivarono i Romani, che continuando a scavare, realizzarono un grandioso acquedotto; ingrandito molto tempo dopo, nel 1629, (vista anche l’inevitabile estensione della città) con uno nuovo, creato dal Carmignano: un facoltoso nobile napoletano; poi Osvaldo ha continuato dicendomi che nel 1900 si cessò di scavare per il rifornimento idrico, abbandonando così a se stessa una rete di cunicoli sotteranei di oltre 2 milioni di mq; la maggior parte dei quali usati in seguito, durante la seconda guerra mondiale, come ripari antiaerei e rifugi dai bombardamenti; e attualmente, purtroppo, come pattumiere dei rifiuti scaricati abusivamente dai pozzi che collegano la strada in superficie al sottosuolo.

Infine, arrivati davanti alla cassa, il mio amico Osvaldo Sotutto (aggiungendo velocemente che Napoli Sotterranea, data la notevole profondità, oscurità e strettezza dei suoi tunnel è sconsigliata ai claustrofobici) s’è allontanato come una saetta dalla fila, e rifilandomi la patetica scusa che doveva andare urgentemente in bagno, ha lasciato come sempre, tutto a me, “l’enorme piacere” di pagare i biglietti.

Ma questa volta i soldi me li faccio ridare però!

© Mariagrazia Veneziano
© Mariagrazia Veneziano
© Mariagrazia Veneziano
© Mariagrazia Veneziano
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