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Lidia Ravera: “Non mi considero faziosa, ma certamente neanche neutrale”

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Lidia Ravera debutta giovanissima come scrittrice con Porci con le ali, romanzo scritto a quattro mani con Marco Lombardo Radice che vende in trent’anni oltre due milioni e mezzo di copie.

Lidia Ravera debutta giovanissima come scrittrice con Porci con le ali, romanzo scritto a quattro mani con Marco Lombardo Radice che vende in trent’anni oltre due milioni e mezzo di copie. Seguono romanzi che affrontano amore e legami familiari descrivendo il disagio di una generazione che affronta lo scorrere del tempo. Non solo. Scrive per l’Unitàe MicroMega. Collabora a molte sceneggiature per cinema e televisione. Attenta testimone della sua epoca è spesso stata vittima di polemiche. Oggi ha deciso di candidarsi in politica per le elezioni regionali sostenendo la lista civica per Emma Bonino, senza però tralasciare il suo mestiere di scrittrice. Lidia Ravera è, infatti, impegnata alla stesura del suo ultimo romanzo di cui ci parla in anteprima. Una breve conversazione con lei in cui ci racconta anche il suo punto di vista su alcuni temi importanti come giornalismo, universo femminile e politica.

 

Il tempo rallentato – Elogio dell’isola di Stromboli: è questo il titolo del romanzo a cui stai lavorando?

Ancora non so. Forse si chiamerà Stromboli, oppure Il tempo, l’isola. Ho anche pensato a Il tempo sull’isola. Uscirà il 30 Giugno con la casa editrice Laterza. Mi sono chiesta cosa voglia dire stare su un’isola e ne ho sviluppato una riflessione sia simbolica che reale. E’ un romanzo un po’ lirico e un po’ autobiografico. Ho voluto scrivere una lettera d’amore per l’isola di Stromboli e i suoi quattro elementi: aria, fuoco, terra, acqua. E’ un saggio, ma soprattutto un consiglio, per chi non è più giovane: andate su un’isola. Su un’isola il tempo atmosferico è molto più importante di quello degli orologi e il tempo atmosferico invece di scorrere compie cicli continui: la primavera torna tutti gli anni. Un bel vantaggio dai cinquant’anni in su!

 

Lidia tu non sei solo scrittrice ma anche giornalista: non credi che il vero giornalista sia colui che riesca a mantenere la perfetta imparzialità permettendo al lettore di crearsi da solo una propria opinione?

Io non mi definisco una giornalista: sono una scrittrice. Svolgo sia su l’Unità che su MicroMega il lavoro di commentatore, editorialista. Non mi considero faziosa, ma certamente neanche neutrale. Quando scrivo, cerco di essere obiettiva e di motivare sempre le mie posizioni.

 

Posizioni forti le hai spesso prese anche in difesa dell’universo femminile. Alcuni artisti hanno descritto il mondo femminile come un mondo pervaso dal sacrificio.

Le donne sono continuamente costrette a sacrificarsi perché reggono sulle spalle il peso di un benessere sociale che non c’è, non credo che questa caratteristica sessuale sia secondaria. Il ruolo della donna nella società è coatto. Non c’entra l’essere empatiche e altruiste, quelle sono belle qualità ma andrebbero equamente distribuite tra i generi.

 

Ora le tue idee cercano spazio nel mondo della politica, ma inizialmente non eri convinta di candidarti alle elezioni regionali. Non senti a volte la paura di aver commesso un passo falso?

No, non ho commesso un passo falso. Sto lavorando per portare voti a Emma Bonino e se sarò eletta, farò il mio dovere nel miglior modo possibile. Ho più talento e cervello di tanti politici e non sono a caccia di un posto di lavoro.

 

Contro il disincanto, riprendiamoci la politica…

Disincanto. Sì, ho scelto accuratamente la parola. Molti si sono riconosciuti. E’ la cifra della nostra delusione.

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