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Libri: Puglia, si gira!

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Ozpetek, con le sue Mine vaganti, è solo l’ultimo di una lunga serie. Michele Placido, Gianni Amelio, Gabriele Salvatores, Sergio Rubini e Nanni Moretti ma anche...

Ozpetek, con le sue Mine vaganti, è solo l’ultimo di una lunga serie. Michele Placido, Gianni Amelio, Gabriele Salvatores, Sergio Rubini e Nanni Moretti ma anche, tornando indietro con gli anni, Totò, Pier Paolo Pasolini, i fratelli Taviani, Mario Monicelli, Lina Wertmuller: sono centinaia i registi che hanno mostrato nel tempo il fascino del paesaggio variegato di questa regione. La gente di cinema che si è innamorata della Puglia tanto da preferirla come scenario dei propri lavori, contribuendo in tal modo a farne scovare e riscoprire le bellezze, è davvero parecchia. Talmente tanta che qualcuno ha pensato di realizzare una guida turistica della regione indicando località e percorsi teatro di tutti quei ciak che hanno aperto e chiuso le scene prima immaginate e poi girate dai diversi registi.

Così, attraverso i palazzi barocchi in pietra leccese di Mine vaganti e L’uomo nero, i borghi rurali di Mio fratello è figlio unico, le distese di grano di Io non ho paura, i luoghi scelti come location di tante pellicole possono diventare lo spunto per riscoprire questa regione tutta da girare anche senza cinepresa.

 

Sono almeno dieci gli itinerari cinematografici suggeriti dai giornalisti Alessandra Benvenuto, Costantino Foschini, Antonella Gaeta, Gloria Indennitate e Teo Pepe, racchiusi nel volume Effetto Puglia, una guida concepita principalmente per il viaggiatore attratto dal cinema ed edita dalla casa editrice Laterza. Partendo da nord, il libro procede sviluppandosi verso sud: dal Gargano e le isole Tremiti a Foggia e il Tavoliere; Barletta, Andria e Trani. E ancora: le Murge, Bari, Massafra e le Gravine, Brindisi e la Valle d’Itria; il Golfo di Taranto; Lecce e la costa Adriatica. Per finire con le spettacolari coste del Salento Ionico, che ultimamente vivono un meritatissimo boom turistico.

 

Gli itinerari non  toccano solo i luoghi più noti ma anche i castelli di Federico II, le cattedrali romaniche meno frequentate, le ciminiere dell’Ilva e le periferie metropolitane. Effetto Puglia finisce con l’offrire a tutti, turisti e pugliesi doc, amanti del cinema e no, una collezione di spunti interessanti che stuzzicheranno non poco i viaggiatori curiosi e non banali, sempre in cerca di luoghi nuovi da esplorare. I cinefili avranno poi una marcia in più, potendo contare su una piacevole sensazione di déjà vu ad accompagnarli nel tour prescelto, a meno che, naturalmente, il film corrispondente non abbia lasciato loro un ricordo sgradito.

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