La fiction. Sophia Loren: Vita da fiction

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«Questo film è un omaggio che ho voluto fare a mia madre, che non c’è più. È una donna che ho amato tantissimo e che ha fatto tanti sacrifici.

«Questo film è un omaggio che ho voluto fare a mia madre, che non c’è più. È una donna che ho amato tantissimo e che ha fatto tanti sacrifici. Cercava di stare con noi, di aiutarci. Era una tigre durante la Guerra. Tutte queste cose verranno mostrate e già parlandone ora mi commuovo moltissimo».

Con queste parole Sofia Loren ha presentato alla stampa la miniserie in due puntate “La mia casa è piena di specchi” (in onda su Rai Uno).

Una storia di sofferenza, stenti, sacrifici ma anche dell’amore di una madre per le sue due figlie.

La fiction, liberamente ispirata all’omonimo romanzo autobiografico della sorella minore Maria Scicolone, edito da Gremese, racconta la storia di Sofia Scicolone (in arte Sophia Loren), interpretata dalla giovane Margareth Made’, e della sua solare e straordinaria ascesa che la porterà a diventare una delle stelle più luminose del firmamento cinematografico mondiale. «Ci ho messo molto tempo per dire di sì a questo progetto – ha dichiarato la Loren- ma poi ho accettato per fare un omaggio a mia madre, una donna forte che si è battuta per dare alle sue figlie una vita, per farci mangiare in tempi di guerra. Io avevo cinque, sei anni ma sono cose che non si dimenticano. Questa non è una fiction ma una storia vera». Come ha poi precisato Maria Scicolone: «Il mio libro è stato riadattato per la fiction, perché abbiamo vissuto diversamente il personaggio di mia madre. Per mia madre Sophia era la realizzazione delle sue grandi delusioni. Con me il rapporto era diverso, ho vissuto a lungo con lei senza essere riconosciuta da mio padre ed era una vita disperante, nonostante fosse una donna buona, perché già da quando avevo 5 anni mi ripeteva che quando sarebbe morta sarei rimasta sola. Alla fine per vivere la mia vita liberamente ho dovuto rinchiudere mia madre in un cerchio fatto di amore e di oblio».

La narrazione dell’insensibilità di un padre che non si è mai occupato economicamente delle figlie e che si è sempre rifiutato di incontrare e riconoscere Maria fa luce sull’infanzia vissuta dalle sorelle Scicolone e anche sulla personalità della loro madre, una donna a tratti spietata nella volontà di ottenere il successo attraverso la prima figlia, anche a scapito della secondogenita, dalla quale pretendeva di non essere lasciata sola.

E proprio Romilda, la madre, interpretata dalla Loren, fulcro centrale dell’intera narrazione, è una donna forte, intelligente, ironica, complessa, spesso ossessiva ed egoista, ma allo stesso tempo anche crudele, una crudeltà nata dalla sua fragilità interiore. Suona il piano e partecipa a un concorso della Metro Goldwin Mayer che cerca la sosia di Greta Garbo. Vince il contratto, ma la madre glielo strappa e lei allora fugge via, a Roma, dove, tra un concerto e un altro s’innamora di un uomo come tanti, che lei santifica con lo sguardo offuscato dell’amore. Lui si chiama Riccardo Scicolone (interpretato da Enzo Decaro). Ma la lascia e lei torna a casa in dolce attesa e con bimbetta di pochi anni per mano, Sofia. Le figlie crescono. Sofia è uno splendore.

Romilda allora sposta tutte le ambizioni su di lei.

Nel ruolo di Sophia troviamo la giovane Margareth Madè, già nota al pubblico per aver interpretato un ruolo in ‘Baaria’ di Giuseppe Tornatore. «Ho accettato con gioia perché avere l’opportunità di lavorare con un pilastro del cinema mondiale ma soprattutto una grandissima donna come Sophia è stata una meravigliosa scuola» ha dichiarato la Madè, che spera di «riuscire in futuro a gestire altrettanto brillantemente e con la stessa completezza il ruolo di attrice e di mamma», come ha fatto la Loren.

La regia della fiction è di Vittorio Sindoni mentre le musiche agrodolci e flautate sono di Nicola Piovani. Melodie che non stonano con la scelta di sceneggiare con sguardo partenopeo il racconto dei sentimenti e della realtà.

Una fiction che alterna sentimento, drammaticità ed ironia dove gli specchi per Maria sono i pezzi di ricordi, di memorie e per Sofia rappresentano immagini mai riflesse dalle quali arriva, in modo essenziale e senza mai eccessi di drammatizzazione, una storia autentica, vera. Una narrativa televisiva che, ancora una volta, riesce a raccontare le piccole storie quotidiane intrecciandole con la grande Storia, con le vicende che hanno determinato il destino di un Paese.

Un racconto biografico che si muove alla ricerca di un tempo perduto provando a riconoscergli un senso, un significato. Una fiction che piacerà senza dubbio a chi ama il cinema e a chi desidera sentimenti e storie d’amore. Ma soprattutto di vita.

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