La Fiction. Comunicativi e seducenti: V-Visitors

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L’invasione inizia il mattino di un giorno qualunque: un sacerdote prega in chiesa, una donna si prepara per uscire, un uomo di colore acquista un anello per la fidanzata…

L’invasione inizia il mattino di un giorno qualunque: un sacerdote prega in chiesa, una donna si prepara per uscire, un uomo di colore acquista un anello per la fidanzata… All’improvviso il cielo si oscura, la terra trema, un caccia precipita su New York, mentre l’ombra di enormi dischi volanti si allunga sulle città del mondo. E sui teleschermi appaiono inquietanti interrogativi che subito fanno aleggiare la minaccia terroristica: «Dov’eri l’11 settembre? Dove sei oggi?».

Questo è l’incipit di V, remake della celebre serie degli anni ottanta V-Visitors, che ha debuttato sul canale Joi del bouquet digitale terrestre Mediaset. Trasmessa dalla Abc, questa prima parte del telefilm è andata in onda a novembre, mentre i nuovi episodi sono attesi in America dal 31 marzo. A capo del progetto troviamo Scott Peters, già ideatore di prodotti come 4400 e Outer limits.

È vero che i tempi che cambiati così come i comportamenti degli alieni anche se l’obiettivo rimane sempre lo stesso: portare un messaggio di pace sulla terra. “Non abbiate paura, non vogliamo farvi del male”, è la frase pronunciata da Anna, leader del popolo di nuovi Visitors, che annuncia lo sbarco in pace degli alieni sulla terra. E come non crederle? Anna è una “donna” affascinante, si presenta agli abitanti della terra vestita come una manager d’azienda, una donna tutta d’un pezzo che per annunciare “l’invasione” comunica attraverso giganteschi megaschermi dalle astronavi e indice conferenze stampa per trasmettere al mondo il suo messaggio di pace. I “Visitors” non sono travestiti da esercito d’occupazione ma vestono abiti borghesi e comunicano con le più moderne tecniche di marketing che incantano i terrestri. Utilizzano la televisione per diffondere il loro messaggio e la padroneggiano con competenza e abilità. Sono consapevoli della straordinaria centralità dei media per diffondere messaggi e “fomentare” la devozione. Alcuni di essi poi sono già infiltrati nella vita quotidiana degli umani, mimetizzati, nascosti, in grado di influenzare le nostre attività.

Pur muovendo dallo stesso concept, emerge come  questa serie tv voglia distinguersi dall’originale. Nella versione degli anni ottanta i “visitatori” assomigliavano più che altro ad un esercito di invasione simile ai nazisti; ben chiara l’ispirazione al romanzo di Sinclair Lewis “Non può succedere qui” in cui vengono analizzate le possibilità di un futuro nazista in America. Nella versione attuale oltre alla fiducia (possiamo davvero fidarci di tutti?) e alla comunicazione troviamo anche intensi riferimenti alla chiesa e alla religione e ai dubbi che assillano costantemente l’essere umano.

Un ulteriore elemento di differenza rispetto alla prima versione è l’ottimo lavoro fatto sui personaggi. Protagonista della serie è Elizabeth Mitchell, agente dell’ FBI, che da vita ad un personaggio forte e sicuro impegnata nelle indagini su un gruppo terroristico, si imbatte  in realtà in un nucleo di resistenza agli alieni, scoprendo così verità sconcertanti. «Erica è un personaggio forte – ha raccontato la Mitchell -. Il marito l’ha appena lasciata, lei è sfortunatissima con gli uomini. Tutti la scaricano. È una mamma single, suo figlio è ossessionato dai Visitors. Interpretabili come una metafora dei pericoli con cui si confrontano gli adolescenti di oggi e che ogni genitore teme». Chad Decker è invece un giornalista televisivo che, sebbene sia diventato il reporter ufficiale dei Visitors, comprende che sotto le loro intenzioni benevole si nasconde qualcosa di sinistro. Ci sono poi Anna (l’attrice brasiliana Morena Baccarin), una “donna” affascinante e dai toni molto obamiani  che si presenta agli abitanti della terra vestita come una manager d’azienda e il pastore Jack Landry che proverà ad illuminarci sulle implicazioni spirituali e più praticamente religiose dell’invasione aliena.

Anche la critica ha accolto la serie con entusiasmo. Secondo “Usa Today” il remake ha da subito una sua identità; mentre “The Hollywood Reporter” sottolinea come la serie è abbastanza intelligente da diventare un cult, ma anche accessibile ad un pubblico più vasto.

La serie presenta novità anche dal punto di vista visivo. Ottima la regia e alto lo standard degli effetti speciali, che danno il loro meglio nell’arrivo delle astronavi nei cieli della Terra. Un’invasione sottile, persuasiva e suadente. Una serie nella quale non si racconta solo dell’eterno scontro fantascientifico tra gli extraterrestri decisi a conquistare il nostro pianeta e gli umani che vogliono ributtarli nello spazio. È narrato in modo efficace anche il conflitto, tutt’altro che immaginario, fra chi detiene un potere e chi fa il mestiere di informare dimostrando che in fondo la conquista parte sempre dal piccolo schermo (ogni riferimento all’attualità è casuale).

In definitiva, il piano è pronto e la guerra tra bene e male sta per scoppiare di nuovo. Fino a nuova comunicazione: “Pace per tutti!”.

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