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Museo Venanzo Crocetti, questo sconosciuto

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Fra musei statali, comunali, vaticani, gallerie pubbliche e private, senza dimenticare le opere a cielo aperto e il patrimonio archeologico sopra e sotto terra, Roma è indubbiamente la città d’arte per antonomasia.

Fra musei statali, comunali, vaticani, gallerie pubbliche e private, senza dimenticare le opere a cielo aperto e il patrimonio archeologico sopra e sotto terra, Roma è indubbiamente la città d’arte per antonomasia. Ma sfiderei chiunque, non solo turista ma persino romano della parte nord della città, ad immaginare anche solo l’esistenza del piccolo ma completo Museo Crocetti. È infatti probabile che la sua presenza sia sfuggita alla maggior parte degli abitanti della zona, ma sulla via Cassia, fra San Godenzo e villa Manzoni, ha sede da qualche anno una bella esposizione permanente di gruppi scultorei.

Il Museo Venanzo Crocetti raccoglie le opere realizzate dallo scultore abruzzese, autore fra l’altro della Porta dei Sacramenti nella Basilica di San Pietro, nel corso di settant’anni di attività artistica.

Nato a Giulianova, in Abruzzo, nel 1913 e spentosi a Roma il 3 febbraio 2003, Crocetti si fece notare già a diciannove anni, con la vittoria di un concorso di scultura nazionale. Il suo nome cominciò ad essere sempre più conosciuto, anche a livello internazionale, cosicché le sue opere, di pari passo, aumentavano di valore.

La struttura museale a più piani di via Cassia 492 ospita ad oggi novanta sculture in bronzo e una di marmo, due dipinti su tela e quindici tra disegni e tecniche miste su carta. Ai più curiosi è offerta, inoltre, la possibilità di osservare lo studio dove lavorava l’artista, rimasto inalterato.

Fra le opere esposte, non ci si dovrebbero far sfuggire capolavori come Gazzella ferita e Fanciulla al fiume (1934), Ragazza seduta  (1946), Bozzetto per la porta di San Pietro in Vaticano (1958), Modella che riordina i capelli (1985) e Maternità (1998).

Oltre alle cinque sale per l’esposizione permanente, il Museo è provvisto di una sala conferenze, destinabile anche a mostre temporanee e a presentazioni di libri. Talvolta ospita concerti di musica classica e, salvo eventi particolari, in questo periodo invernale è aperto dal giovedì al lunedì dalle ore 11 alle 18.

Insomma, il turista che è in città di passaggio ha il sacrosanto diritto e dovere di dedicarsi alla visita di altri tesori, ma chi, avendo l’onore e l’onere di vivere a Roma, è pure curioso ed un po’ snob, sappia che, se alle mostre di Caravaggio ed Hopper c’è troppa fila ed è costretto a rimandare, ha comunque una possibilità in più.

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