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Fotografia: Moana sensuale casta diva

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Ha lo sguardo enigmatico di un ritratto che fissa lo spettatore senza rivelare nulla del proprio animo e la disinvoltura di un corpo esibito nella sua naturale forma.

Ha lo sguardo enigmatico di un ritratto che fissa lo spettatore senza rivelare nulla del proprio animo e la disinvoltura di un corpo esibito nella sua naturale forma. Il viso fiero di chi è consapevole di ciò che fa e lo vuole comunicare e l’espressione altera e distante di una donna di classe. Negli scatti di Gianfranco Salis in mostra dal 23 gennaio al 27 marzo presso la galleria d’arte Contemporary Concept di Bologna, Moana sembra a pieno titolo un’icona del cinema, lo stesso cinema di cui aveva conosciuto solo poche sequenze ma che aveva sognato quando giovanissima aveva lasciato la sua terra d’origine per trasferirsi nella capitale inseguendo la notorietà. L’esposizione, il cui titolo ‘Casta Diva’ ricorda l’opera di Vincenzo Bellini, riunisce quindici inediti d’alto profilo estetico e artistico realizzati da Salis, celebre ritrattista di soggetti femminili, che nel corso degli anni Ottanta ha immortalato alcune tra le più belle donne del cinema e della moda tra cui Sofia Loren e Laura Morante.

Lontana dalle tinte accese degli scandali da rotocalco, distante dalle voci di sottofondo che hanno accompagnato la sua turbolenta vita, Moana emerge dalle fotografie nella sua bellezza statuaria, velatamente sensuale ma mai eccessiva. Decine di articoli, opinioni di esperti di costume e migliaia di immagini hanno tentato di tracciare i contorni di una delle più controverse figure femminili degli ultimi decenni, eppure il carisma di Moana Pozzi e la forza di chi ha il coraggio di rendere pubbliche le proprie scelte mai sono state così evidenti come negli scatti che immortalano la casta diva dell’hard immobile, eterna nell’abito rosso fuoco.

Colpito dall’eleganza di Moana, Salis contravvenne alla propria abitudine di non fotografare mai lo stesso soggetto più di una volta realizzando immagini originariamente in bianco e nero, colorate in una seconda fase. Il risultato è un effetto quasi pittorico, una fotografia cristallina, purissima, palpabile. L’oggettività della rappresentazione si arricchisce degli interventi di tipo artistico, l’originale è un punto di partenza da evolvere come se si trattasse di una bozza per un pittore, in una ricerca continua della tonalità più adatta. Il lavoro di Gianfranco Salis è una forma d’incontro tra la fotografia classica legata all’ottica e un risultato che riesce ancora ad andare oltre il livello raggiunto dal digitale.

La vita di Moana Pozzi arricchita di particolari barocchi, dai volti di coloro con cui ha avuto relazioni vere o presunte agli imbarazzanti ingressi in politica, annega in uno sfondo uniforme e neutro che decontestualizza la Donna e le regala un’immortale eleganza.

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