Condividi su facebook
Condividi su twitter

Musica: Chi vuol essere Fabri Fibra in tv?

di

Data

Giovedì 18 Febbraio alle ore 21.00 su Mtv ha avuto inizio la nuova trasmissione condotta da Fabri Fibra "in Italia", dall’omonima canzone ormai famosissima.

Giovedì 18 Febbraio alle ore 21.00 su Mtv ha avuto inizio la nuova trasmissione condotta da Fabri Fibra “in Italia”, dall’omonima canzone ormai famosissima. Si tratta di un format di 5 puntate settimanali nelle quali il rapper viaggerà per lo Stivale tentando di raccontare, attraverso il suo punto di vista, come si vive oggi nel nostro Paese. Nella prima puntata Fabri Fibra ha voluto presentare, attraverso il racconto di due ragazze di vent’anni, le differenti realtà che caratterizzano l’universo rom della capitale. Il taglio dei dialoghi è prettamente giovanile nel classico stile di mtv ne esce fuori però un interessante spaccato di vita romana nel quale si delineano i profili delle due ragazze entrambe rom ma con diversi stili di vita. Una è slava si chiama Malena e vive nel campo del Travertino, una trentina di persone e tutte imparentate in condizioni molto dignitose, vicino al centro della capitale. L’altra è rumena si chiama Codruza vive nel campo di Salone, enorme quasi 1000 persone in situazioni di igiene al limite della vivibilità, a 20 km da Roma. Tradizioni diverse, caratteri diversi,  Codruza salda con i piedi per terra determinata e con un lavoro fisso,  Malena più spensierata con una visione della vita molto più simile alle sue coetanee italiane. Codruza sogna di prendere la patente, di vivere con i propri soldi in maniera normale e uscire dal suo campo, Malena sogna la televisione, la visibilità i bei vestiti, e per ora cerca lavoro andando a sbattere sia contro la diffidenza verso la sua etnia sia contro la sua poca determinazione. La vita di due giovani che affrontano i loro problemi e tentano di realizzarsi in Italia. È questo quello che Fibra vuole raccontare in una trasmissione dedicata alle nuove generazioni e alle opportunità che il nostro paese gli offre.

 

Nel 2010, oltre a questa nuova esperienza da conduttore, il rapper ha anche in progetto il suo nuovo album “Controcultura” in uscita a Settembre e che dovrebbe concentrarsi proprio sull’immobilismo che caratterizza l’Italia. Emblematica a proposito la scritta che Fibra ha posto sulla copertina del cd “Fate i nonni non i capi, il mio futuro lo stanno decidendo persone che il futuro non lo vedranno”, criticando il fatto che l’Italia sia un paese in mano ad una generazione che non rappresenta il futuro ma continua a rappresentare il passato e dove i giovani non riescono a ottenere i giusti spazi per esprimere le loro idee e le loro potenzialità. In molte interviste a cui è stato sottoposto Fibra ha sempre spinto i ragazzi a credere nei propri progetti e a percorrere la propria strada senza lasciarsi influenzare da falsi miti o da genitori troppo invadenti. Molte delle sue frasi si inseriscono anche all’interno di dibattiti particolarmente caldi oggi come quello sui “bamboccioni” o sulla cocaina per esempio. Quando, nel 2008, era stato invitato alla trasmissione “il senso della vita” di Paolo Bonolis, Fibra dichiarava: “la famiglia è importante come nucleo ma è anche dannosa, bisognerebbe capire prima quand’è il momento di andarsene e in Italia è difficilissimo farlo”, un consiglio per i ragazzi a uscire di casa e a maturare più in fretta diventando i protagonisti della propria vita e, magari, della vita del paese. Un altro tema di cui parla spesso è quello delle droghe e della cocaina in particolare, sostanza dalla quale è stato fortemente dipendente fino ad arrivare a passare un giorno in coma, “la cocaina è il dramma principale dell’Italia, la usano tutti è dappertutto e soprattutto nel mondo dello spettacolo, moltissima gente me la offre in camerino prima dei concerti – racconta Fibra a “le invasioni barbariche” di Daria Bignardi – è una sostanza che ti distrugge, se cominci a usarla a 16 anni arrivi a vent’anni che non provi sensazioni, non vivi le relazioni, non hai erezioni, il problema è che di tutto ciò non ci si rende conto e questo perché chi se ne deve occupare è ancora fermo allo spinello”. L’ipocrisia del mondo dello spettacolo e i falsi miti che genera, la dipendenza dalla droga, la vanità del successo, sono i principali temi che Fibra ha affrontato con i suoi ultimi album da quando a 30 anni suonati,  nel 2006 con “Tradimento”, primo album prodotto dalla Universal, conquista il disco d’oro (riconoscimento che otterrà anche con i due successivi album) diventando un artista famoso e, di conseguenza, un personaggio pubblico. Prima comunque ci sono 10 anni passati nella scena musicale underground,  anni nei quali produce tre cd e si impone come protagonista del rap italiano, caratterizzandosi sempre per uno stile diretto, ironico e provocatorio ma allo stesso tempo fortemente introspettivo, esprimendo un disagio sociale in cui si rispecchiano molti giovani che faticano a trovare una strada da percorrere o qualcosa in cui credere. Ora i suoi dischi vendono tantissimo e lui gode di grande successo, molti lo criticano per aver cambiato stile ed essersi venduto alla musica commerciale, lui risponde che è semplicemente cambiato lui e con lui è cambiata anche la sua musica, “mica sono uno stereo che trasmette sempre le stesse cose, tutti cambiamo non posso essere lo stesso di 10 anni fa’”, in merito alla commercializzazione dice: “Chiunque vorrebbe essere al mio posto, chiunque fa musica”. La grande visibilità a cui è sottoposto ora lo porta anche ad aver maggiori responsabilità verso il suo pubblico e carica di significato ogni parola che scrive in un suo testo, questo dovrebbe prevedere una maturazione artistica non da poco. Per esempio nel dvd che ha voluto affiancare al suo ultimo album “Chi vuole essere Fabri Fibra?”, è forte la denuncia all’idealizzazione che si fa del suo personaggio. Dice di rendersi conto del pericolo di essere preso come un Dio o un Supereroe dalle migliaia di ragazzini che vanno ai suoi concerti e vuole spingere chi lo segue ad aprire gli occhi su di lui e sulla realtà, perché quello che si vede è solo spettacolo e intrattenimento ma poi “vanno tutti a casa, a pensare a che cazzo faranno il giorno dopo”. Il messaggio è rivolto a chi vuole intraprendere la carriera artistica solo per la fama e il successo e non per una naturale propensione e per la voglia di farlo. “Io vedo diciassettenni che fanno le prime canzoni – dice nel suo dvd – e pretendono già di andare in televisione, se il tuo scopo è di arrivare in televisione per giustificare il fatto che nella vita non fai un cazzo, puoi presentarti come rapper ma in realtà sei una figurina”.  Secondo Fibra non è il successo a cambiarti la vita ma fare quello che vuoi. “La gente crede che lo spettacolo sia qualcosa di migliore, di speciale, perché gli fa talmente schifo la vita di tutti i giorni che preferisce sperare ci sia qualcosa di meglio”.

Più volte Fibra ha affermato che il successo non lo ha cambiato ma ha cambiato il modo in cui la gente si relaziona con lui ora che è famoso, lui però è rimasto lo stesso e continua a vedere le cose per quelle che sono senza filtri e senza facili entusiasmi. Un occhio lucido sulla realtà e la capacità di mettere sempre in dubbio ciò che gli si presenta davanti, una voce fuori dal coro insomma ma che il coro non disdegna affatto. È per questo motivo che molte trasmissioni lo hanno invitato come ospite, e che ora gli viene data la possibilità di condurre un programma su mtv,  perché ci si rende conto che ha qualcosa di nuovo da dire e che ha un grosso seguito a cui dirlo, “un personaggio di spessore” come lo ha definito Paolo Bonolis, “un genio incompreso” a detta di Daria Bignardi.

Dire quello che si pensa a così tanta gente non è cosa da poco, Fabri Fibra per ora si sta meritando questa occasione raccontando la vita in Italia per quella che è, vedremo quanto durerà perché basta poco per cadere nel dimenticatoio  e Fibra sembra saperlo bene.

Altri racconti
in archivio

Sfoglia
MagO'