A Mundzuku Ka Yina: il domani a Maputo

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A Mundzuku Ka Yina (Il nostro domani) è un’esposizione che si è tenuta dal 6 al 20 febbraio alle Officine Fotografiche di Roma. È il risultato di un laboratorio di fotografia realizzato in Mozambico, nella discarica di Maputo, da un gruppo di giovani che vi abitano.

A Mundzuku Ka Yina (Il nostro domani) è un’esposizione che si è tenuta dal 6 al 20 febbraio alle Officine Fotografiche di Roma. È il risultato di un laboratorio di fotografia realizzato in Mozambico, nella discarica di Maputo, da un gruppo di giovani che vi abitano. Il progetto nasce nel 2008, da un’ idea di Roberto Galante e il sostegno dell’Associazione Basilicata Mozambico di Matera, come laboratorio di comunicazione tra le baracche di Barrio Hulene, dove si studia fotografia, video ed elaborazione digitale delle immagini.

 

“Cinque ragazzi sono già stati assunti da un settimanale di Maputo, tre sono diventati fotografi e due grafici ” racconta, durante la presentazione dell’esposizione, Daniele Testa, fotografo e volontario del laboratorio in Mozambico. E non si stenta a credergli osservando le foto esposte.

Sono scatti che raccontano la vita quotidiana in una discarica, e tutto il mondo che le ruota intorno. “Il  lavoro della gente di Hulene è raccogliere alluminio e plastica” spiega Daniele Testa “e la maggior parte delle persone si nutre di quello che trova per terra.” E infatti, tra le foto c’è quella di un bambino sorridente che affonda una mano nell’ immondizia e avvicina l’altra alla bocca.

 

A far pensare è soprattutto la carica vitale che traspare da alcuni scatti. “La gente che vede dal di fuori, nota solo il male di quel posto; ma i ragazzi lo rendono diverso con la forte energia che emanano”. Sono le pulsioni attive, il cuore che batte, perché non è morto. C’è ancora tanto da lavorare, però, come dice proprio un volontario in Mozambico, “la fantasia è inalienabile all’uomo in qualsiasi contesto egli viva”.

“Bisogna cercare i mezzi per trovare un’ evoluzione e far uscire la gente da questa condizione”, continua Daniele Testa, che quando mostra il documentario del progetto, ha in volto il sorriso di chi sa che sta tentando di spiegare cose, che solo vivendole con i propri occhi si possono realmente sentire.

E uno dei ragazzi di Maputo, parlando con lui, progetta un viaggio in Italia e s’informa di come sia la discarica di Roma: “La discarica di un Paese ricco deve essere sicuramente migliore”.

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