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Controcorrente

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Nel 1978 una ragazza della Florida divenne famosissima in tutto il mondo: a soli 18 anni Dolly Freed aveva le idee molto chiare...

Nel 1978 una ragazza della Florida divenne famosissima in tutto il mondo: a soli 18 anni Dolly Freed aveva le idee molto chiare su cosa fosse giusto e cosa fosse sbagliato. E soprattutto sapeva cosa l’avrebbe resa felice e cosa le avrebbe rovinato la vita. Sicuramente odiava la scuola, che lasciò a sedici anni: detestava stare chiusa in un’aula per tutte quelle ore. Appena poteva se ne stava all’aria aperta e andava a pescare con suo padre Frank, un tecnico militare. Dolly capì subito che per vivere bene ed essere felice non aveva affatto bisogno di soldi, lavori frustranti o cose costose. In quell’ettaro e mezzo di terreno Dolly aveva tutto: cibo, vestiti e aria pulita. Il resto era superfluo. La teoria di Dolly era semplice: “è più facile fare a meno delle cose che il denaro può comprare che guadagnare i soldi per comprarle”. E così per spezzare il circolo vizioso del  sistema capitalistico, questa strana teenager americana, che non possedeva né tv, né corrente elettrica, pubblicò il libro “Possum living: How to live well without a job and with almost no money”. In poco tempo Dolly divenne la ragazza più ricercata dai media: lei sembrava la risposta alla crisi economica e all’aumento del prezzo del petrolio. La sua idea era semplice e geniale allo stesso tempo: e la cosa straordinaria era che l’avesse lanciata una ragazzina. Una ragazzina come tante: né bella, né particolarmente intelligente. Dopo il successo di “Possum living” Dolly si ritirò e nessuno ne seppe più nulla. Il libro non venne ristampato e i pochi che lo possedevano lo hanno custodito gelosamente. Ma, con la nuova crisi economica, tornano alla ribalta anche le vecchie soluzioni: su internet si susseguono gli appelli per scovare Dolly Freed, per ritrovare il suo libro e per sapere come ha vissuto la teorica del “vivere senza soldi”. Paige Williams, giornalista freelance, è riuscita a rintracciare questa ex ragazza prodigio e ne ha documentato la sua nuova vita, senza lavoro né troppo soldi, ma felice ( http://www.paige-williams.com/). Oggi in molti seguono gli insegnamenti di questa ragazzina. Mark Boyle, ex brillante studente di economia ed ex paladino del commercio etico, avrebbe potuto ottenere un ottimo posto di lavoro in un’azienda, lavorare 10 ore al giorno e guadagnare così tanti soldi da non riuscire a spenderli. Eppure, dopo una laurea e un po’di esperienza nelle industrie di alimenti biologici, ha capito che la parola “affare” e la parola “etica” non possono andare d’accordo. Così a 28 anni si è trasferito in India, con il progetto di vivere  soltanto grazie al libero scambio. Eppure per combattere i mali del sistema capitalistico non occorre fare scelte così drastiche. John Berger, scrittore, poeta e pittore inglese, ha deciso anche lui di ritirarsi, non dall’altra parte del mondo, ma in un piccolo villaggio delle Alpi francesi. E da lì cerca di diffamare il sistema economico, colpevole, non solo di creare disuguaglianze  e ingiustizie, ma soprattutto di distruggere i sentimenti degli esseri umani. Per Berger non si tratta solo di numeri, economisti, teorie o autosostentamento: il consumismo può spezzare amori che solo la letteratura è in grado di ricostruire. “Da A a X. Lettere di una storia” (edizioni Scheiwiller) è il libro che lo ha portato alla ribalta nel 2008, quando il crack finanziario americano aleggiava su di noi. Berger racconta una storia semplicissima: Xavier è in prigione, perché ha commesso qualcosa contro il sistema. Potrebbe essere un assassino o un semplice rapinatore di banche. Aida è una donna che manda delle lettere a questo prigioniero sconosciuto. Forse è la sua fidanzata o forse la sua amante. Quello che è certo è che entrambi sono vittime dei soldi, delle ingiustizie sociali, della fame: se così non fosse lui non sarebbe in galera e lei non parteciperebbe a delle riunioni di un piccolo gruppo di resistenti: due vecchi e una ragazza che fingono di giocare a carte, mentre vorrebbero distruggere il mondo, resistere al sistema. X e A si scrivono: tenere lettere d’amore, commenti politici, teorie, poesie. Ma sanno di non potersi mai amare, perché divisi. Non da qualcuno né da qualcosa: è il mondo, la società che respinge il loro amore. In questa realtà la loro vita non è possibile. In un’altra chissà. Per John Berger questa è la più grande delle ingiustizie: si può vivere senza soldi e senza lavoro, ma non senza amore.

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