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Simone Perotti: “Gratis e senza sforzo, che mi risulti, non è mai arrivato niente”

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Seguire il proprio ritmo, i propri interessi. Anche a costo di lasciare un posto di lavoro remunerativo, di quelli che agli altri fanno dire…"Beato te, che sei sistemato".

Seguire il proprio ritmo, i propri interessi. Anche a costo di lasciare un posto di lavoro remunerativo, di quelli che agli altri fanno dire…”Beato te, che sei sistemato”. Simone Perotti ha preferito dare un taglio netto alla sua carriera di manager per tuffarsi senza paura in altre esperienze. Oggi è  marinaio e scrittore, e il suo ultimo libro dal titolo Adesso Basta (Chiarelettere) sta avendo successo. In tanti leggono parole e motivazioni in cui si ritrovano.

 

Iniziamo da un concetto base a cui di certo avrà già risposto tante volte: dove si trova il coraggio per cambiare vita?

Nella motivazione per fare qualcosa che amiamo, non tanto in quella per lasciare ciò che non ci piace. Il cambiamento è sempre qualcosa “in positivo”, non ha nulla a che fare con la fuga.

 

In molti sognano di dare una svolta alla propria esistenza, poi si scontrano con la prospettiva delle difficoltà economiche. Allora, avere la possibilità di una vita diversa è solo per chi ha le “spalle coperte”?

No, è per chi ha le spalle cariche… di sogni, di motivazioni, di voglia di aprirsi alla vita, viverla senza freni, senza farsi troppe domande. A chi in questo momento sta pensando “eh, sì… facile a dirsi” consiglio di credermi. È così.

 

Quanta filosofia e quanto senso pratico ci vogliono per dire “Adesso basta?”

Entrambe le cose. Come sempre, la nostra vita è un mix di componenti, di ingredienti, senza i quali la torta non viene bene. Nulla vale più del desiderio, dell’ispirazione, della motivazione. Mai visto un uomo motivato non fare qualcosa di buono prima o poi. Poi viene la testa, la caparbietà, il metodo, la disciplina. Testa e cuore. Qualcuno ha mai realizzato qualcosa senza questo mix?

 

In tempi di crisi economica a suo parere c’è spazio per reinventarsi, soprattutto in Italia dove chi ha più di 30 anni è già fuori mercato?

L’ideogramma cinese con cui si scrive la parola “crisi” contiene anche il significato di “opportunità”. Obama stesso ha ammonito i suoi concittadini “non perdiamo le occasioni che vengono sempre da una crisi”. E ha ragione. Dover rifondare la propria vita o misurarla con un’epoca difficile, sconvolge molti ma consente a tutti di fare qualcosa di nuovo. E questo mi pare già moltissimo.

 

Ha un blog molto seguito, in tanti le esternano sentimenti e desideri: non ha timore di essere visto come un guru e dunque ritrovarsi ingessato in un ruolo?

Direi di no. Questa storia del guru non voglio neanche più commentarla. Io dico qualcosa. Se a uno piace dialoga con me, altrimenti un caro abbraccio e via. Ho scritto un libro, se dice cose interessanti bene, altrimenti fa niente.

 

Sempre dal blog mi sono permesso di riportare un suo intervento: Nella nostra epoca le cose sono così mal messe che, come fossimo dentro Matrix, dobbiamo diffidare dei nostri sogni, vivisezionarli per capire se sono androidi replicanti oppure vivi, veri, nostri, originali. Non basta amare il mare, amare l’artigianato, la musica. A fare l’avvocato del diavolo si potrebbe dire: dopo aver amato tutto ciò, oggi che si mangia?

Si mangia, si mangia… Il cibo per persone normali non è mai un problema vero. Si teme di morire di fame, ma direi che il rischio è molto remoto. Si muore invece assai facilmente di tedio, di tristezza, di demotivazione, di paura, tutte cose che se ci si mette sulla via del cambiamento, si lavora, ci si impegna, si evitano subito a piè pari. Essere in marcia è già una soluzione, anche se non si è ancora arrivati.

 

Parliamo di libri e pubblicazioni. Lei ha scritto: “Ho buttato tutto all’aria per questo, per il sogno di poter scrivere. E’ difficile da spiegare, è come procreare, generare vite. Ma scrivere non basta, bisogna pubblicare. Una cosa scritta, una storia che ti ha appassionato e tenuto per mesi, per anni, senza poi pubblicarla, è come un aborto, generare un essere moribondo…” Ritengo che tutti coloro che amano la scrittura e si sono confrontati con l’approccio ad un romanzo o ad un saggio si siano scontrati con case editrici poco disponibili o con agenti che  non fiutando l’affare commerciale, hanno cestinato il manoscritto. E’ più facile dire “Adesso basta” o pubblicare un libro con soddisfazione?

Mi sa che è più facile dire “Adesso Basta”… pubblicare è difficilissimo… Però tra poco gli eBook dilagheranno e ognuno potrà confrontarsi col pubblico. Il mio eBook (uscito per la prima volta nel mondo in contemporanea col cartaceo, una settimana prima di Dan Brown) sta andando benissimo. Ecco una soluzione per tutti. Certo occorre studiare come si fa, impegnarsi, investire qualcosina… Insomma, gratis e senza sforzo, che mi risulti, non è mai arrivato niente. “Adesso Basta” è soprattutto una questione di impegno. E di ottimismo.

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