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Todd Hasak-Lowy: “Come Keith Jarret”

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“Non ho nemmeno un seme quando comincio. Èch come partire da zero”; così si apre il sito internet italiano dedicato a Keith Jarrett.

“Non ho nemmeno un seme quando comincio. È come partire da zero”; così si apre il sito internet italiano dedicato a Keith Jarrett.
Non a caso, per la Stagione omerica, lo scrittore americano Todd Hasak-Lowy apre la sua lectio magistralis sul tema Embracing Your Deformity, con un brano tratto da The Koln Concert, registrato dal grande pianista jazz nel 1975.
A Colonia, infatti, dopo una serie di imprevisti tecnici, Jarrett improvvisò un’esecuzione musicale la cui incisione è diventata subito un disco di eccezionale successo e il concerto per piano solo più ascoltato degli ultimi trent’anni.
Come il musicista Jarrett, dovrebbe comportarsi uno scrittore, sostiene Todd Hasak-Lowy, che ha recentemente pubblicato per la casa editrice minimum fax il libro di racconti Non parliamo la stessa lingua.
Per improvvisazione l’autore americano intende l’opera creativa che viene fruita dal pubblico nel momento stesso in cui l’artista la realizza. All’estremo opposto di ciò che è improvvisato, sta quel che è preparato e studiato.
Tutte le categorie di arte si collocano fra questi due margini, le une più vicine all’improvvisazione (danza, teatro…), le altre più preparate (pittura, scultura, scrittura creativa…). La musica è piuttosto trasversale.
Sicuramente non si può improvvisare un libro, ma d’altro canto sarebbe ridicolo considerare la scrittura come una performance (tanto che approfittarono dell’accostamento grottesco i Monty Python, registrando uno sketch comico, intitolato “Scrivere un romanzo”, dove descrivevano tale attività come se fosse un avvenimento sportivo).
Quando scrive, Todd Hasak-Lowy cerca sempre (e consiglia agli aspiranti scrittori) di ritagliarsi uno spazio per l’improvvisazione, che non significa lasciarsi andare in modo estremo, muovendosi alla cieca dove porta la penna, ma vuol dire seguire l’ispirazione del momento attenendosi comunque a una struttura di fondo e a dei parametri definiti, come Keith Jarrett che, pur inventando al momento, conosce perfettamente la tecnica.
Todd improvvisa quando si concentra sulle singole frasi piuttosto che sul prodotto finito. Anche perché è il susseguirsi delle proposizioni che fa il racconto. E la stesura delle frasi è l’aspetto della scrittura di un libro che appartiene di più al suo autore, che non dovrebbe quindi porsi il problema del prodotto finito, se piacerà o meno.
È importante mettere nella scrittura la propria energia creativa.
Ed è questa energia creativa, secondo lo stesso scrittore, a latitare nella letteratura americana contemporanea, così fredda e ben confezionata.
Sarebbe corretto scrivere soltanto quando si è ispirati a farlo, consiglia Todd Hasak-Lowy, contrariamente ai tanti insegnanti di scrittura creativa che suggeriscono di “fissare degli appuntamenti” con la stesura dei propri lavori, in momenti definiti della giornata. La scrittura creativa, stabiliti alcuni parametri, deve essere creazione libera. Scrivere improvvisando è, fra l’altro, più divertente e consente di ritrovare quasi per caso, in quel che si è raccontato, gli stati d’animo vissuti nel momento in cui si scriveva, inconsciamente trasmessi alle proprie pagine.
Aspiranti scrittori, improvvisate come Keith Jarrett!

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