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Valentino Zeichen: “La noia è un serpente sottile che può farti morire”

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In fondo al lungo corridoio della Casa delle Letterature, ormai luogo di incontro di diverse espressioni artistiche, c’è un dipinto intitolato "Membra Disjecta" che in francese significa "Arti o membra del corpo sconnessi",

In fondo al lungo corridoio della Casa delle Letterature, ormai luogo di incontro di diverse espressioni artistiche, c’è un dipinto intitolato “Membra Disjecta” che in francese significa “Arti o membra del corpo sconnessi”, creato da Christian Bonnefoi in occasione della rassegna Doppio Passo. Una rassegna avvenuta il 3 novembre scorso durante la quale il pittore è stato accompagnato dalle parole del Poeta e autore teatrale Valentino Zeichen, i cui versi sono visibili nelle targhe  ai lati del dipinto.

 

“Nel mondo dei minerali dormono da miliardi di anni embrioni che sognano forme, memoria che il pensiero analogico risveglia. Cosa c’era di astratto prima dell’arte astratta?”.

 

Parte da questa semplice frase la nostra scoperta di un Valentino Zeichen che utilizza la pratica della conversazione come tecnica di avvicinamento alla scrittura di dialoghi in narrativa, cinema e teatro.

La scoperta di un poeta che ama stupire.

Lei definisce L’ispirazione un pulviscolo lasciatoci in dono dagli dei. Lei scrive solo se ispirato?

Scrivo per volontà perché è questa che richiama l’ispirazione. La costanza.

Da Area di rigore del 74′ a Metafisica Tascabile del 91′ la chiave ironica non abbandona mai la voce poetica.

L’ironia è subentrata. Ero una persona seria. La neoavanguardia pensava che si potesse smontare il linguaggio, creare un linguaggio ironico spostando delle parole o farle collidere, creare un non-senso. Ma questa non basta. L’ironia può essere concettuale, un prodotto del pensiero. Anche il modo di parodiare nella commedia dell’arte è ironia. Carmelo Bene prese Pinocchio. Un’opera immortale, assoluta. Lo ha ricomposto senza badare alla poeticità. Volle deviare i ruoli ed il senso. E questo è un metodo. La parodia come scherzo, gioco, deviazione del significato.

In Metafisica Tascabile l’altro elemento dominante è la riflessione civile. Lei è per il nucleare e contro i combustibili fossili. Contro i viaggi, perché gli aerei rilasciano i residui dei combustibili fossili del kerosene. Lei però come molti di noi è costretto a servirsi di cose di cui disapprova l’utilizzo. Non c’è il rischio di cadere in contraddizione con se stessi?

Certo, il livello di coscienza si abbassa ma se la percezione di ciò che facciamo è tollerabile, anche la contraddizione diventa tollerabile. In verità non si può uscire dalla gabbia di una società e dai suoi, chiamiamoli, valori.

 

1983 – Pagine di gloria; 2000 – Ogni cosa a ogni cosa ha detto addio. In entrambi è presente la pagina “Mausoleo di Augusto” che si differenzia nel concetto di romanità. Ma cosa intende per romanità?

Roma è una città la cui identità storica appartiene all’Europa perché l’Europa sono i luoghi in cui Roma si è fatta conoscere esportando il diritto, la lingua, i giochi. Per questo è bene deitalianizzare la romanità. Ha presente Il gladiatore? Ci sono battute significative. Quando al Gladiatore viene chiesto “Sei mai stato a Roma?”. Lui risponde “No”. “Allora per chi combatti?” Lui risponde “Per Roma”. Perché Roma è un ideale e Ridley Scott ne ha ben capito il senso.

 

In Ogni cosa a ogni cosa ha detto addio, lei stimola appunto il confronto diretto con la storia, parlando della civiltà occidentale, di Roma che ne è universalmente l’emblema. Ma questo è un libro scritto dopo la fine di una storia con una donna che lei amava. Ha coniugato amore e storia. Ma qual è l’idea di fondo?

L’idea di fondo è il lutto. Poi l’elaborazione del lutto. Di lei. Perché ero morto dopo. Ed ho scritto di Roma perché è un libro che nasconde un altro libro. Quello della fine e del principio.

In Gibilterra, ha trattato le tecniche belliche. Perché ha scritto un libro che nessuno avrebbe scritto?

Per sfida. E anche perché c’era un aspetto poco illuminato sulla questione. Un libro sulla sportività tecnica. Oggi dicono che è il migliore che abbia mai scritto ma per dieci anni mi hanno fatto la guerra.

Nel 2006 lei scrive Neomarziale. E descrive queste figure: “I Neoromani”. Possiamo dire che la figura più vicina ai neoromani sono i turisti che apprezzano le bellezze di Roma? O ce ne sono altri?

Si proprio il turista che viene con dedizione e desiderio di conoscere. È il miglior amante del passato.  Perché cerca la romanità sfaccettata.

Le viene riconosciuta l’immediatezza della parola senza false cornici. Lei prende spunto dal parlato ed ha una grande percezione della realtà. Il grande dono della chiarezza. E sembra quasi che lei si sia dato un compito, quello di diffondere la conversazione. Quanto impiegherà l’Italia a capire che conversare significa evolversi?

L’Italia non ha capito il problema. Solo nel problema può trovare la risoluzione. Bisogna creare delle scuole spontanee. Più si conversa di argomenti non pertinenti ai propri interessi maggiore può essere lo spunto dal quale ripartire.

Non lo sappiamo ma creiamo “Assurdo”, una conversazione con dialoghi a perdere. L’estro è quello di servirsi dei frammenti. Utilizzare le parole come forma di esercizio.

Io ho assistito a molti pranzi e non sempre mi era concesso di parlare, però ascoltavo e cercavo di non lasciarmi sfuggire niente perché le stupidaggini sono il modo più difficile per riuscire a spendersi. Ma bisogna evitare di annoiarsi. La noia è un serpente sottile che può farti morire. Quindi trovare la giusta misura di un proprio intervento.

Però scusi, perché parlare di cose frivole?

Perché la gente si è stancata dei troppi concetti ideologici. È stanca della politica e dei compiti sociali che gli vengono impartiti. Basta psicologia, basta introspezione.

Si ma ad esempio la poesia nasce dai sentimenti consumati di chi scrive e passa allo spirito umano altrui. 

Si beh perché lo spirito va salvato.

 

“Per l’ipnotico cromatico la turista allunga la mano, per afferrare la magia, sfiora la pittura fresca e s’impolvera le dita”

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