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La Reggia delle Meraviglie

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La Reggia delle Meraviglie non è il titolo di un film di animazione ma un progetto di valorizzazione del territorio voluto dall’Ente Promozione Turismo di Caserta

La Reggia delle Meraviglie non è il titolo di un film di animazione ma un progetto di valorizzazione del territorio voluto dall’Ente Promozione Turismo di Caserta che attraverso il ricongiungimento con un passato borbonico e barocco vuole ricrearne i fasti Settecento-Ottocenteschi.

“Il nostro lavoro” spiega il Presidente dell’Ept, Enzo Iodice, “rispetto ad altri promotori è tre volte maggiore perché siamo in un territorio ricordato soltanto per l’emergenza rifiuti e per la criminalità. Che una forte influenza mediatica non ha agevolato. Sarebbe bello parlare delle eccellenze di questa Caserta, di un territorio con la più alta percentuale di beni culturali tutelati dall’Unesco. Della storia e dell’arte che di diritto vogliono garantirsi un futuro nel settore turistico”.

Per l’insieme di tante forze congiunte il 28 e 29 novembre la Reggia si trasformerà quindi in uno scenario fiabesco volto a  celebrare i fasti di corte del lungo regno di Ferdinando IV e Maria Carolina d’Austria con due perle di rappresentanza: l’inedita mostra “La Reggia e le Regine” (che sarà aperta al pubblico fino a Gennaio 2010) curata dalla Collezione Tirelli Costumi; e “Il Gran Ballo Dei Borbone” diretto dal Maestro Fabio Mòllica con il regale accompagnamento del Gran Cerimoniere Maurice Agosti.

La Collezione Tirelli con i suoi 22 costumi riporterà in auge non soltanto gli intrecci amorosi dei regnanti di tutta Europa bensì la tessitura di fama internazionale che le Seterie di San Leucio acquisirono durante il regno Borbonico.

Tra i principali capi  storici in esposizione ci sarà l’abito di lino avorio, ricamato in oro del 1805, appartenuto alla Regina Carolina Bonaparte sposa di Giocchino Murat, sovrani del Regno delle Due Sicilie; e l’abito appositamente ricostruito di Maria Carolina di Borbone, d’Asburgo-Lorena, definito l’abito che esce dal quadro perché tratto dal quadro del pittore Filippo Marsigli, finora tenuto nascosto nei sotterranei della Reggia.

Dino Trappetti della Tirelli Costumi aggiunge “La nostra idea, dopo aver già collaborato con le Seterie di San Leucio, per l’evento dedicato a Farinelli, è quella di far rivivere nei nostri abiti la ricercatezza e la bellezza del passato. Per promuovere soprattutto la moda di fattura napoletana.”

I danzatori settecenteschi che sfileranno lungo le vie del centro storico in una promenade rievocativa, colorata dei costumi dell’epoca, si esibiranno nel disegno architettonico vanvitelliano, Piazza Carlo III, ampiamente restaurata per l’occasione. E poi celebreranno il Gran Ballo negli interni della Reggia.

Il maestro Fabio Mòllica lo descrive come una “Belle Dance” aggiungendo che “non è tecnicamente usuale far ballare 230 danzatori insieme ma che essendo questi provenienti dalle ex Regge di Modena, Torino, Parma, Milano, sapranno eseguire quadriglie, contraddanze e valzer così come da manuale dei Balli di Corte. Soprattutto perché ci sono venti anni di esperienza nello studio e nella diffusione della danza ottocentesca”.

A completare la cornice pittorica ci sarà l’associazione Movimento Neo Borbonico che ha ricostruito nel tempo, pezzo per pezzo, con una grande ricerca storica, la divisa di ogni corpo dell’esercito, Lucania, Marina, Ducale (1860 di Garibaldi) e Ufficiali, l’artiglieria e un cannone. “Un modo” dice il capitano dell’esercito “per ricostruire la storia di un re e del suo popolo. Basti pensare che la reggia non è mai stata circondata da mura e questo la dice lunga sul rapporto che esisteva tra sovrano e sudditi”

Il gran Cerimoniere Maurice Agosti, ci ha invece anticipato con la sua incredibile mise, un abito della Collezione Tirelli proveniente dal film di Sofia Coppola “Marie Antoinette”, quelle che saranno le esibizioni lungo la promenade e le sorprese all’interno della Reggia.

Ci dice: “Ogni sala ospiterà artisti eccezionali, di grande impatto scenico, che senza alcun supporto tecnologico si esibiranno in acrobazie fantastiche. Ci sarà il Duo Viola, accompagnato appunto dal dolce suono di una viola; I Titani D’Oro, e la russa Sneedeva che si esibirà su un trapezio autoportante. Inoltre si attende la partecipazione del contraltista Nicola Marchesini, come omaggio a Farinelli, per il cui contributo sarà aperta la Cappella Palatina”.

La madrina di questo evento sarà Maria Grazia Cucinotta, presente alla conferenza stampa, la quale parla da “gemellata” del regno delle due Sicilie, oggi riunite per creare un grande progetto comune.

Ci racconta della sua vita partendo dalle origini umili lasciando trasparire il suo sentirsi fortunata. “Per questo” dice “E’ sempre importante dedicarsi agli altri. Per questo io sono qui. Il mio contributo è di voler far nascere il sorriso sul volto di bambini invisibili, storie di vita invisibili. Non ho la bacchetta magica ma anche un piccolo gesto ci può far sentire fatine”.

Maria Grazia Cucinotta è stata scelta per il suo sostegno all’Unicef, al quale ha devoluto l’intero incasso del film “L’imbroglio nel lenzuolo”, del quale è produttrice. Una scelta che si sposa con l’iniziativa dell’Ept di devolvere l’incasso della “Reggia delle Meraviglie” alla Lega del Filo d’Oro. Maria Grazia Cucinotta ha attinto personalmente gli abiti del film dal laboratorio Tirelli di Formello, tra circa centosessanta mila costumi di scena. Così ha descritto la sua visita al laboratorio “E’ stato come entrare nel Tempio delle Meraviglie. Assistere ad una magia, vedersi cucire in dosso l’arte, un pezzo unico fatto dalle sapienti mani di artigiani. E per un attore l’abito è importante, ti permette subito di entrare nel personaggio…”

Maurice Agosti, in piedi dietro di lei, le tocca una spalla e le dice: “Guarda me cara. Sono un esibizionista patologico, lo so, ma volevo sentire sulla pelle l’effetto di un epoca che mi sta divinamente indosso” e sorride di gusto, accompagnato dagli applausi.

“Al termine dell’evento” informa Enzo Iodice “presso la reggia saranno previsti dei work shop rivolti agli operatori del settore con il pretesto di creare nuove opportunità per Caserta che in realtà già si stanno delineando”.

Ha poi concluso la conferenza stampa dicendo “Il sud può trovare il suo riscatto soltanto ritrovando l’origine”.

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