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La fiction: Castle. Il signore in giallo

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Ha preso il via, venerdì 16 ottobre, su Fox Life la nuova serie televisiva "Castle – Detective tra le Righe" creata da Andrew D. Marlowe.

Ha preso il via, venerdì 16 ottobre, su Fox Life la nuova serie televisiva “Castle – Detective tra le Righe” creata da Andrew D. Marlowe. Il ciclo iniziale di questo telefilm, della durata di 10 episodi, è andato in onda sulla rete ABC dal 9 marzo all’11 maggio del 2009.

Gli amanti di Jessica Fletcher, così, possono ritrovare, a distanza di alcuni anni, una fiction che prova nuovamente a fondere giallo, commedia e scrittura. Richard Castle (Nathan Fillion, “Firefly” e “Desperate Housewives”) è, infatti, un affermato scrittore newyorkese, affiancato da una singolare famiglia (madre invadente e figlia anche troppo educata), dongiovanni di fama, sempre pronto a darsi in pasto alle fanatiche ammiratrici, che ha raggiunto il successo grazie ad una serie di gialli il cui protagonista è ormai diventato, secondo il suo autore, troppo prevedibile. E così decide di “ucciderlo” e di cercare nuove fonti di ispirazione. È il momento che ogni scrittore “seriale” teme e prova a rimandare, ma inevitabilmente arriva e bisogna trovare la forza di affrontarlo. La situazione di stallo creativo viene scossa da una serie di delitti che avvengono secondo le stesse modalità che lo scrittore aveva raccontato nei suoi romanzi. La polizia della Grande Mela li definisce “Omicidi fotocopia” e la brillante ed aggressiva detective della polizia newyorchese Kate Beckett (Stana Katic) decide di interrogare lo scrittore. Tra Rick e Kate sono subito scintille: con l’agente divisa tra la fascinazione per lo scrittore popolare, tra l’altro uno dei suoi preferiti, e l’ostilità per l’atteggiamento supponente e sicuro di sé dell’autore, che la stessa Becket finirà per definire “un ragazzino fuori controllo”. Dopo la soluzione del caso, i due diventeranno veri e propri partners sul lavoro risolvendo altri casi di omicidio anche con i detective Tony Esposito, Kevin Ryan e il capitano della polizia Roy Montgomery.

Con questa fiction ritorna in luce, come si diceva, la figura dello scrittore di gialli ed investigatore profondamente radicata nell’immaginario della serialità televisiva. Un archetipo universale in grado di muoversi con vivacità dalla narrativa alla tremenda e dura realtà del crime, affrontando con intelligenza difficili casi di omicidi irrisolti e giungendo sempre e comunque alla verità.

Nel contempo è necessario evidenziare delle differenze con Jessica Fletcher. Questa era un’anziana insegnante d’inglese dotata di un’inesauribile verve, che, a dispetto dell’età, ha l’audacia, la curiosità e la perspicacia di un’altra straordinaria vecchietta del mistery, Miss Marple, sempre di Agatha Christie. Il contorno è composto da parenti ingenui e amici imprevidenti sparsi per il mondo e l’eterna tendenza,  tipicamente femminile, di mettersi costantemente in gioco.

Perché, invece, seguire Castle? In fondo anche questa serie ripropone la figura dello scrittore che dalle immaginazioni narrative emigra alla realtà, proprio come ne “La signora in giallo”. Però Castle è estremamente divertente. È una serie frizzante, fresca, piena di humour e di situazioni stravaganti, proprio come l’irresistibile protagonista. E poi regala alla realtà del mistero più ritmo, ironia e toni decisamente dark. La parte crime viene infatti affiancata da una molto più leggera e comica, che punta tutto sulle tensioni e i contrasti tra i due protagonisti. E, se c’è un aspetto che sembra riuscito sin da subito nella serie è proprio nei suoi personaggi principali e nell’alchimia tra loro. I due protagonisti sono stati disegnati e raccontati in modo completo offrendo interessanti sfaccettature in grado di costruire plot narrativi molteplici o, ancora, di giocare con situazioni inaspettate e imprevedibili. E così, da un lato abbiamo il fascino e il carisma dello scrittore, dall’altro la forza e la testardaggine dell’investigatrice che, insieme, regalano una straordinaria creatività allo show.

Solo abbozzati per il momento i personaggi comprimari, dalla madre di lui (Susan Sullivan) alla figlia sfrontata (Molly C. Quinn), fino alle altre figure del dipartimento di polizia, fin qui viste solo in modo fugace e che saranno sicuramente sviluppate in futuro. La stessa New York che fa da sfondo alle indagini è fotografata con un look più colorato di quello a cui siamo abituati, dando la sensazione di un ambiente più glamour che probabilmente serve a richiamare il mondo in cui Castle vive grazie al suo successo, ma che fa tornare alla memoria l’immagine cinematografica/televisiva che abitualmente leghiamo a Los Angeles. Considerando anche la costruzione registica delle scene, l’impressione che arriva è quella di un prodotto che, aggiustando il tiro su alcuni elementi non ancora a fuoco o non del tutto riusciti, può conquistare gli spettatori grazie all’intelligenza e alla solidità della sua struttura narrativa.

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