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Provaci ancora fiction

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Uno sguardo sui dati d’ascolto della fiction italiana. Qualche sera fa la messa in onda su Canale 5 della serie Crimini Bianchi ha ottenuto il 13,99%. Il giorno prima, sempre su Canale 5, l’ultima puntata della fiction Il Sangue e la Rosa ha ottenuto il 18,24% di share. Ascolti sotto la media, non solo di rete, ma dello stesso genere: la fiction.

Uno sguardo sui dati d’ascolto della fiction italiana

Qualche sera fa la messa in onda su Canale 5 della serie Crimini Bianchi ha ottenuto il 13,99%. Il giorno prima, sempre su Canale 5, l’ultima puntata della fiction Il Sangue e la Rosa ha ottenuto il 18,24% di share. Ascolti sotto la media, non solo di rete, ma dello stesso genere: la fiction.

Nella scorsa stagione televisiva i titoli trasmessi sono stati 56, con un incremento di produzioni di oltre il 30% rispetto al periodo 2005-2006. Fiction che hanno trovato spazio soprattutto all’interno dei palinsesti delle ammiraglie RaiUno e Canale 5, capaci di adattarsi a ospitare un prodotto nazionalpopolare di carattere quasi sempre familiare. Non vanno però dimenticate le produzioni di RaiDue, RaiTre e del satellite. Anche se quelle proposte su queste reti difficilmente riescono a coinvolgere il pubblico in maniera esponenziale. Si prenda “Terapia d’urgenza”, medical drama tratto da un format spagnolo. Questo prodotto, in onda il venerdì sera su Rai Due, ottiene una media dell’8% di share.

La fiction ha fatto il suo tempo? Più si produce e più diventa brutta?

Proviamo a capirne un po’ di più dando uno sguardo a quello che è successo l’anno scorso nel settore della narrativa seriale. Ebbene, per la stagione 2007/2008, ben tre programmi Rai si piazzano nelle prime tre posizioni, ovvero la miniserie in due parti Rebecca, la prima moglie (29,2%),  il film tv La Vita Rubata e l’outsider Per una notte d’amore, produzione poco promossa ma che ha catalizzato l’attenzione di più di sette milioni e mezzo di telespettatori.

Canale 5 entra in classifica al quarto posto con Il Capo dei Capi, un successo al di sopra di ogni aspettativa, che, attraverso la ricostruzione della vita di Totò Riina, è arrivata a un ascolto di 7 milioni e 279 mila individui con il 28,3% di share.

Mediaset è quasi sempre stata al di sotto delle aspettative Mogli a Pezzi, Vita da Paparazzo, Moglie a Pezzi, Carabinieri 7 o Aldo Moro. Il vero e proprio fenomeno della scorsa stagione televisiva è stata la storia de I Cesaroni (Canale 5) che, nonostante abbia registrato solo un sesto posto in classifica (a causa di una programmazione ballerina e ridotta a un episodio a serata per far da traino a Un Ciclone in Famiglia), ha raggiunto un ascolto di 6 milioni e 958 mila con il 28,2% di share.

Un buon riscontro di pubblico lo hanno avuto due fiction di carattere investigativo/legal come Il Maresciallo Rocca e l’Amico d’infanzia (RaiUno) che ha catturato quasi 7 milioni di individui con il 25,4% di share. Buona partenza per Ho sposato uno sbirro (RaiUno), che è riuscita ad ottenere un ascolto medio di 6 milioni e 577 mila con il 25,9% di share.

Complessivamente, comunque, sui 56 titoli analizzati più della metà ha realizzato una media di share superiore al 20%, dimostrando che la fiction è un genere forte e che ha una rilevanza strategica per le emittenti televisive sia in termini di posizionamento che di ritorni economici (vendita diritti all’estero per Rai e repliche di passaggi televisivi per Rai, Mediaset, Sky, Fox).

Il problema di fondo è sempre quello della scrittura: dialoghi improbabili, storie sfilacciate. Mancano gli autori, scarseggiano gli sceneggiatori. Se poi ci si mette anche un mediocre regista e un cast di improvvisati, allora sì che la fiction appare «brutta» come ha dichiarato Valeria Golino durante l’ultima edizione del Festival del Cinema di Venezia.

Se si vuole continuare a conquistare gli spettatori  bisogna migliorare la forma e i contenuti tenendo presente che una parte di pubblico non riesce più a ritrovarsi in questo tipo di racconto televisivo.

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