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Gli immigrati? Ce li racconta Madonna

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1990. Quando Evgeny Aleksandrovitch Nikolaev Simonov arriva in Vermont come rifugiato politico, si immagina di tutto, ma di certo non lo sfiora neppure per un attimo l’idea di poter fondare...

1990. Quando Evgeny Aleksandrovitch Nikolaev Simonov arriva in Vermont come rifugiato politico, si immagina di tutto, ma di certo non lo sfiora neppure per un attimo l’idea di poter fondare la band gitana dei Gogol Bordello e di raggiungere il successo mondiale. 1990. Madonna Ciccone è in giro per il mondo a dare scandalo con il Blond Ambition Tour, dopo mesi di polemiche sul suo album The Immaculate collection: riferimenti tutt’altro che casuali alla chiesa,  immagini patinate di Jean Baptiste Mondino e sessualità esplicita. Sacro e profano si mescolano senza problemi in Louise Veronica Ciccone. Simonov è sfuggito a Chernobyl, ha attraversato mezza Europa ed è approdato negli Stati Uniti scegliendosi un altro nome, Eugene Hütz. La prima cosa che un Paese ti chiede per poter realizzare i tuoi sogni è di dargli un pezzo della tua identità: d’ora in poi niente più Evgeny, solo Hütz. Niente più Veronica, solo Madonna. È una specie di patto col diavolo, uno scambio: il tuo nome, una parte della  tua vita per il successo. Rinunciare a qualche lettera non è poi un sacrificio così grande se diventi la star più famosa al mondo. Se poi, occidentalizzare il tuo nome di battesimo ti serve ad ottenere l’attenzione della star più famosa al mondo, allora è decisamente un buon investimento. È il film che vede Madonna dietro la macchina da presa: Sacro e profano, “Filth and Wisdom”, sporcizia e saggezza. Sono pieni di entrambe gli immigrati che popolano la Londra raccontata da Madonna, per la prima volta dietro la macchina da presa. Un cantante di origine ucraina ( Eugene Hütz) cerca di pagarsi da vivere prostituendosi ai borghesi con tendenze masochiste. Con lui Juliette,  farmacista , molestata dal suo capo indiano, con la voglia di partire volontaria per l’Africa e Holly, ballerina classica squattrinata costretta a fare la lap dance. Tutti immigrati nella Londra multietnica al sapore di curry e immersa nelle musiche dei Gogol Bordello, di Madonna e di Britney Spears. Tutti immersi nella sporcizia di una vita non voluta e nella saggezza di un riscatto sociale. Nomadi, zingari per professione, per piacere o per necessità. Nessuno è al di sopra di questo binomio. Nessuno può dirsi completamente pulito o pienamente saggio. Neppure Madonna: anche lei è figlia di immigrati, anche lei senza soldi, costretta a girovagare per vivere. Sporcizia e saggezza, alto e basso, sacro e profano. Questa è la vita. Questi sono gli uomini, immigrati e non. Per dirlo ci voleva Madonna.

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