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Una cosa per volta

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Ci sarebbero stati, sì, ancora un paio di libri da leggere: ma erano difficili da raggiungere, uno all’altro capo del mondo e l’altro proprietà di un geloso collezionista. Per il resto, aveva letto tutto.

Ci sarebbero stati, sì, ancora un paio di libri da leggere: ma erano difficili da raggiungere, uno all’altro capo del mondo e l’altro proprietà di un geloso collezionista. Per il resto, aveva letto tutto.
Era il frutto del metodo educativo della scuola che aveva frequentato: il metodo esaustivo. Le tre attività fondamentali, leggere scrivere e far di conto, erano affrontate con strettissima propedeuticità, per cui non era opportuno iniziare a scrivere se prima non si era letto tutto quello che c’era da leggere. Molti dopo qualche anno abbandonavano, e tornavano all’insegnamento tradizionale, con addosso il carico del ritardo e della fretta di recuperare.
Lui invece si era trovato a suo agio e, uno dopo l’altro, aveva prosciugato ogni genere, romanzi storici gialli horror noir fantascienza polizieschi sentimentali diari thriller verismo epica biografie (auto e non) saghe epistolari fiabe reportage.
Con ordine, aveva letto raccolte saggi studi antologie opuscoli manuali prontuari ricettari sussidiari manifesti monografie repertori trattati pamphlet enciclopedie opereomnie cinquecentine papiri.
Ogni tanto gli capitava un libro di testo per l’autoapprendimento di una lingua straniera, ed ecco schiudersi nuovi orizzonti cartacei: così aveva potuto leggere testi italiani francesi inglesi tedeschi spagnoli portoghesi russi magiari turchi slavi hindu greci (antichi e moderni) latini sanscriti aramaici fenici egizi.
Quella mattina si svegliò e sentì dentro di sè una voglia, divertita ed entusiasmante, di cambiare. Di imbarcarsi in una nuova avventura. Si alzò dal letto, indossò la vestaglia, prese il bastone appoggiato al muro, attraversò i corridoi dagli scaffali carichi di letture, si recò al tavolo dello studio, inforcò gli occhiali da presbite, tirò il primo cassetto a destra, estrasse un quaderno ingiallito, aprì la copertina nera, impugnò la matita, controllò la punta.
Per tutta la mattina riempì una pagina di incerte asticciole.

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