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La fiction: Amanti. Socie. Donne

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Questa settimana parliamo di due serie che hanno debuttato da poco sul canale satellitare "Lei" (125 di Sky), che propone una programmazione tutta al femminile.

Questa settimana parliamo di due serie che hanno debuttato da poco sul canale satellitare “Lei” (125 di Sky), che propone una programmazione tutta al femminile.
La prima è “Amanti” ennesima serie sulle donne e le loro relazioni che va ad incastrarsi in quella fase post “Sex and the city” che abbiamo raccontato già in altri articoli. La differenza consiste nella nazionalità delle protagoniste, non più americane, ma inglesi. La serie, creata da SJ Clarkson e Lowri Glain e girata a Bristol, è prodotta da Ecosse Films per BBC, che l’ha trasmessa lo scorso anno con un buon successo di pubblico e di critica.
La narrazione coinvolge quattro amiche che si conoscono dai tempi dell’università. Donne differenti, diverse e costantemente alla ricerca del rapporto ideale. Alla prese con una vita ben distante dai sogni fatti in gioventù. Troviamo Katie (Sarah Parish) una dottoressa che ha avuto una relazione con un suo paziente in stato terminale, senza dire nulla a nessuno; Trudi (Sharon Small), vedova dell’11 settembre e madre di due figlie, che non si rassegna alla perdita di suo marito.
A loro fianco ci sono Jessica (Shelley Conn), spirito libero e spregiudicato e cinico, allergica alle relazioni e interessata solo al sesso, con il suo capo e con altre donne; Siobhan Dillon (Orla Brady) è un avvocato di successo felicemente sposata ma ben presto la voglia di avere un bambino e la fine del desiderio sessuale mettono in crisi la sua vita perfetta. Una serie sexy, sofisticata e audace, ambientata in un mondo dove le amiche diventano per ciascuna donna un supporto ineguagliabile, una vera famiglia. Donne frizzanti, ironiche, anche piccanti e sono sempre più alla ricerca di equilibrio stabile e sereno.
C’è stato anche il tentativo di dare vita anche ad una versione americana della stessa serie (“Mistresses”) che sarebbe dovuta andare in onda l’inverno scorso su Lifetime e avrebbe visto come protagonista e produttrice l’ex strega Holly Marie Combs. La messa in onda, però, è stata sospesa e non si sa ancora se e quando vedremo questo remake.
“Socie”, al contrario, è una serie comedy composta da 39 episodi suddivisi in tre stagioni e andata in onda sul canale argentino Canal Trece. Divertente, glamour, intrigante e sprizzante la fiction racconta le vicende di tre donne, Ines, Dolores e Mia, avvocati di grido, alle prese con una complicata vita privata.
Ines Asturias è una donna sensibile, positiva e insieme alla figlia adolescente si è da poco trasferita a casa del suo nuovo compagno, Riccardo, un famoso e instancabile giudice di successo e “pericoloso” playboy pentito, che lei è riuscita (forse) ad “addomesticare”. Insieme proveranno a costruire una nuova famiglia, ma in agguato c’è Alvaro, un chirurgo plastico milionario nonché vecchia fiamma di Ines che con le sue insistenti avance farà di tutto per tornare con lei.
Dolores Mollet rappresenta la single felice: indipendente, calcolatrice, razionale, determinata e dal temperamento forte raffigura il prototipo della donna in carriera dei nostri tempi che non è capace di gestire le relazioni con l’altro sesso, nemmeno in ambito lavorativo (ad esempio con il suo collaboratore Mariano, innamorato di lei, seppur più giovane di venti anni), perché vuole avere una posizione dominante. Le due sono molto amiche ed accolgono nel loro studio associato anche Mia, donna disinvolta in procinto di separarsi dal marito Federico Ibanez (Federico D’Elia), uomo furbo che pensa solo a guadagnare.
La vita personale, privata e ricca di colpi di scena si confonde e mescola con i casi pubblici che le tre avvocatesse affrontano quotidianamente. Interessante nella costruzione narrativa la centralità che vengono ad assumere i processi legali che diventano quadri e situazioni di confronto tra loro e con se stesse.
Emerge, ancora una volta, dall’analisi di questi due casi la necessità di confrontarsi con la scrittura e le narrazioni al femminile che paiono essere le uniche in grado di raccontare oggi le trasformazioni della società professionale ed affettiva. E proprio la fiction, attraverso l’utilizzo di immagini e dialoghi verosimili, viene a porsi come quel genere che meglio descrive l’evoluzione delle modalità di rappresentazione della donna nella cultura popolare e nella vita quotidiana.

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