Una Reggia a saldo per Angeli e Demoni

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Gli italiani sono abituati a svendere i loro preziosi. In questi giorni, nelle sale cinematografiche si può ammirare (ma non troppo) il sequel del film Il Codice da Vinci.

Gli italiani sono abituati a svendere i loro preziosi. In questi giorni, nelle sale cinematografiche si può ammirare (ma non troppo) il sequel del film Il Codice da Vinci. Però, non tutti sanno che alcune location della pellicola sono italianissime, non è il caso della ben nota piazza san Pietro, ricreata ad hoc negli studios, grazie alle stratosferiche cifre di produzione. La Sony Picture ha invece fatto affari per utilizzare i luoghi italiani, e in particolare campani. Tre giorni di lavorazione per le scene di Angeli e Demoni, girate nella Reggia di Caserta. E poco più di cinquantamila euro pagati dalla produzione del film di Ron Howard per utilizzare le sale del palazzo vanvitelliano di Caserta. Un prezzo stracciato, considerate le cifre sborsate per altri musei e la chiusura della Reggia al pubblico, durante il periodo della lavorazione. Le stime per l’utilizzo di altri musei come set cinematografici le ha diffuse “il Sole 24 ore” e sembra che per utilizzare il Louvre per una sola notte, la troupe de Il Codice Da Vinci abbia sborsato più di un milione di euro. Invece, per avere a disposizione un set speciale come quello casertano non è affatto necessario staccare assegni milionari! Nel 1997 e nel 1999, George Lucas scelse la Reggia come luogo delle riprese per alcune scene degli ultimi episodi di Guerre Stellari. Nel 2006 fu la volta di Tom Cruise, agente segreto di Mission Impossibile III. Per il film, le sale della Reggia furono adattate alla location del Vaticano, luogo in cui la produzione non ebbe il permesso di girare. In entrambi i casi, le cifre sborsate dalle troupe per avere a disposizione il regale ambiente non hanno superato i 50 mila euro. Il tutto è frutto dell’applicazione di un tariffario dei Beni Culturali datato 1994, quando i conti si facevano ancora in lire. Sicuramente i set cinematografici creano un temporaneo indotto sull’economia locale e le immagini pubblicizzano la Reggia che, a causa dei problemi che stanno avvilendo la Campania, ha perso nei primi mesi di quest’anno il 30% dei visitatori, ma sarebbe il caso comunque di rivedere le stime per l’utilizzo di un sito così prestigioso. Se non altro, almeno per equiparare il valore della Reggia a quello dei musei analoghi all’estero.

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