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Indie… pendente Nada

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La musica rock indie non ha davvero età e lo dimostra il fatto che a distanza di ben 40 anni, Nada Malanima continua imperterrita la sua carriera underground.

La musica rock indie non ha davvero età e lo dimostra il fatto che a distanza di ben 40 anni, Nada Malanima continua imperterrita la sua carriera underground a dispetto del tempo e delle mode. Era il Sanremo del 1969 quello che vide la sua prima performance sulle scene musicali italiane con Ma che freddo fa: Nada aveva solo 16 anni. Nel 1970 canta Pa’, diglielo a ma’ in coppia con Ron sempre a Sanremo, mentre nel 1971 vince con Il cuore è uno zingaro in coppia con Nicola Di Bari. Dopo due anni è di nuovo sul podio con Re di denari, che si classifica al terzo posto. Degli anni ’80 rimarrà celebre il suo Amore disperato, al quale farà seguito poi un lungo periodo di silenzio discografico.

 

La riscossa in qualche modo arriverà con gli anni 2000: già nel 1999 a Sanremo il brano Guardami negli occhi otterrà un discreto successo, nel 2001 la svolta decisamente più rockeggiante di L’amore è fortissimo il corpo no e nel 2004 Tutto l’amore che mi manca, prodotto da John Parish, porteranno Nada a collaborazioni nuove, importanti ed innovative, come per esempio quella con Massimo Zamboni (chitarrista e compositore prima dei CCCP e poi dei successivi CSI). Nel 2007 la signora Malanima torna nuovamente a Sanremo con Luna in piena, un brano estremamente interessante, dal punto di vista armonico e melodico, che la consacra decisamente all’andamento rock dei suoi ultimi lavori.

La sua ultima apparizione di rilievo sulle scene risale al 2008 con il concerto tenutosi a Stazione Birra a Roma, dal quale viene tratto il suo primo album live ufficiale Live Stazione Birra che contiene due inediti ed un arrangiamento rock davvero stimolante.

Nada è probabilmente l’artista contemporanea più originale e indipendente della scena musicale italiana. E’ amata dal grande pubblico come dai più giovani, sa coniugare mirabilmente la tradizione più alta con l’energia sferzante e provocatoria del rock, le sue canzoni sono spesso oggetto di cover riviste e corrette dai più o meno grandi gruppi che rappresentano la scena indie italiana.

 

Eppure c’è anche un’altra vena artistica che nel frattempo si è rivelata tra le corde di Nada: la scrittura. Il mio cuore umano, suo primo romanzo, edito dalla Fazi Editore nell’ottobre 2008 (già nel 2003 la Fazi aveva pubblicato la raccolta di poesie e racconti Le mie madri), è la storia autobiografica e poetica di un mondo che non esiste più, dove l’essenza magica della natura, il tempo che passa, la pazzia, la passione, la morte, il diventare grandi, sono raccontati con una voce personale e affascinante.

Ed è proprio per il film documentario tratto da Il mio cuore umano, prodotto da Bìbì Film con la regia di Costanza Quatriglio, che il prossimo 2 aprile Nada si proporrà di nuovo sulla scena romana (al Circolo degli Artisti) in compagnia, ancora una volta, di Massimo Zamboni (tastiere e chitarre), per lo spettacolo L’Apertura, tratto dal nuovo cd in uscita della Malanima, fatto di brani di entrambi i repertori solisti dei due artisti con alcune perle dei CCCP. Sul palco i due saranno accompagnati da Simone Filippi (chitarre) e Luca Rossi (basso) in uno spettacolo che davvero è da non perdere, caleidoscopico ed innovativo come potrà risultare il connubio tra la voce graffiante e sensuale di Nada e la densità da incubo con gli stupori sonici di Zamboni.

Insomma prendetela come una testimonianza musicale che va resa ai posteri, come dovere storico musicale di una rappresentante del rock davvero sorprendente che, a 50 anni suonati, ancora oggi è in grado di scatenare le folle: la musica rock davvero non ha età.

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