Condividi su facebook
Condividi su twitter

Moni Ovadia: “Chi ha la verità ha sempre fatto massacri pensando di aver la verità”

di

Data

Arrivederci, bandiera rossa – dal Cremlino scivolata giù Non come ti innalzasti, agile, lacera, fiera, sotto il nostro esecrare sul fumante Reichstag, sebbene pure allora intorno all’asta, truffa...

Arrivederci, bandiera rossa – dal Cremlino scivolata giù
Non come ti innalzasti, agile, lacera, fiera,
sotto il nostro esecrare sul fumante Reichstag,
sebbene pure allora intorno all’asta, truffa si attuasse.

Arrivederci bandiera rossa… Eri metà sorella, metà nemica.
Eri in trincea speranza unanime d’Europa,
ma tu di rosso schermo recingevi il Gulag
e sciagurati tanti in tuta da carcerati.

(…)

Giace la nostra bandiera al gran bazar d’Ismajlovo.
La «smerciano» per dollari, alla meglio.
Non ho preso il Palazzo d’inverno. Non ho assaltato il reichstag.
Non sono un «kommunjak». Ma guardo la bandiera e piango

Inizia così il nuovo spettacolo di Moni Ovadia, attore e scrittore teatrale italiano. Il titolo è La Bella Utopia: uno spettacolo di canzoni, musiche, memorie, tracce poetiche, confessioni, icone, immagini che schizzano la memoria di quello stato perduto che era l’Unione Sovietica.

 

Il totalitarismo sovietico era un mondo possibile per gli ebrei?

Nel 1918, la prima costituzione sovietica dichiarava non solo che gli ebrei sono cittadini al pari di tutti gli altri, ma che l’antisemitismo è crimine contro lo stato, reato penale perseguibile.  Lenin aveva un nonno ebreo, il padre della madre era un ebreo svedese. In tutta l’epoca staliniana, per lo meno in modo istituzionale, Stalin attacca gli antisemiti e gli ebrei pullulano nei posti alti dello stato.  Gli ebrei russi svolsero un ruolo di primissimo piano nelle rivoluzioni russe. Poi, il 12 agosto 1952 Stalin fa fucilare tutti gli esponenti della cultura yiddish sovietica.

 

Quindi Stalin, in un primo momento, favorisce gli ebrei?

Se lei leggesse la costituzione di Stalin del 1936, e lo dico ironicamente perché Stalin era orgoglioso di questa costituzione, vedrebbe che è la più libera, la più bella, la più democratica che sia mai stata scritta in ogni parte del mondo e in ogni epoca. È vero, ma Stalin inserì un piccolo cavillo col quale ne venne fuori: non si applica ai nemici della rivoluzione. Allora basta che io ti dichiaro nemico dell’Urss e sei fottuto. Però, tutto il processo di acculturazione avveniva sul fondamento di costruire una società di uomini liberi, di uomini uguali. Ho un testo bellissimo di una teologa cattolica che dice che la domanda posta dalla nascita della Rivoluzione di Ottobre è rimasta inevasa.

 

Qual è la grande domanda rimasta inevasa?

L’uguaglianza dell’uomo, perché non c’è libertà senza uguaglianza, è evidente. Senza uguaglianza non c’è giustizia. Perfino Piero Ostellino, uno dei più conservatori del giornalismo italiano, quando nel ’92 vide la bandiera rossa che scendeva dal Cremlino scrisse che non aveva potuto fare a meno di sentire un nodo alla gola. Ci sono stati milioni di uomini che su quella storia hanno vibrato, hanno dato le loro vite, hanno creduto e sono stati uomini umili, gente semplice, gente che non aveva neanche nessun interesse al potere. Il professor Asor Rosa ha tracciato una differenza definitiva tra i fascisti e gli antifascisti, lui dice: il migliore, il più specchiato, il più onesto, luminoso dei fascisti o dei nazisti combatteva per lo sterminio di innocenti e per l’oppressione;  il peggiore dei partigiani, invece, comunque ha partecipato a un processo che al nostro paese ha riportato la democrazia e la libertà. Queste differenze non si possono cancellare secondo me.

 

Per questo, lei è stato accusato di difendere Stalin?

Il testo dello spettacolo l’ho tratto da un altro libro, un libro sull’umorismo ebraico del periodo sovietico (Lavoratori di tutto il mondo ridete, ndr). È curioso che il libro da cui è stato tratto lo spettacolo abbia avuto attacchi, pur essendo costituito da storielle ferocissime sul comunismo, che sono tutte materiale sovietico. Perfino il direttore del “Corriere della Sera” mi ha accusato di riabilitare Stalin nel mio spettacolo. Comunque c’è una grande differenza tra i comunisti apostati e i comunisti critici, cioè coloro che hanno fatto un percorso critico, rendendosi conto delle antinomie e sapendole affrontare.

 

Qual è la differenza?

Allora, scoppia la rivoluzione di ottobre e i bolscevichi prendono tutti, queste due categorie stanno entrambe con la rivoluzione. Mentre i comunisti critici sarebbero finiti nei gulag, i comunisti apostati sarebbero stati gli sgherri di stato: questa è la differenza. Posso essere sereno perché so che sarei stato dalla parte delle vittime. Ci sono stati i crimini staliniani, ma se io faccio i nomi di sei comunisti: Antonio Gramsci, Umberto Terracini, Giorgio Amendola, Nilde Iotti, Enrico Berlinguer, Giorgio Napolitano, chi pensa ai gulag? Nessuno, perché questi sono stati comunisti che hanno partecipato al processo di liberazione, di democratizzazione, di trasformazione delle società. Il comunismo è molte cose, lo ha detto l’onorevole Rotondi, ministro senza portafoglio, ex democristiano di destra. Rispondendo a un parlamentare dell’Udc, Rotondi ha detto: – non c’è stato un comunismo, ci sono stati molti comunismi, a noi i comunisti ci hanno riportato la libertà col sangue dei partigiani.- È un democristiano di destra, questa si chiama onestà intellettuale.

 

La Bella Utopia dunque è la storia degli ebrei traditi nel sogno?

Attraverso lo strumento dell’umorismo, è un modo di restituire umanità a quella storia, perché in quella storia ci sono stati uomini che hanno fatto un immenso sogno. Questo sogno ha poi avuto i tratti dell’incubo, è stato tradito per molti aspetti, ma ci sono uomini che hanno dato la vita per una grande storia. Nella seconda guerra mondiale, i morti sovietici sono stati 27 milioni, loro hanno abbattuto i cancelli di Auschwitz. Mi dispiace per il mio amico Benigni, a cui voglio molto bene, ma non si mostra una bandiera a stelle e strisce dove c’è Auschwitz: è stata la bandiera rossa che ha abbattuto i cancelli. Con tutto il rispetto per gli Stati Uniti d’America, per il grande sacrificio dei militari americani, di 330 mila soldati che hanno lasciato le loro giovani vite in terra d’Europa. Ma nessuno il 9 maggio ricorda l’immane sacrificio dell’Unione Sovietica: io sono vivo grazie a loro. Tutte queste cose le racconto nel mio spettacolo, con storielle ferocissime contro lo stalinismo.

 

Può esserci obiettività nella storia?

Questo per me è qualcosa che riguarda in generale il problema della verità. Noi proponiamo interpretazioni alla ricerca della verità. La verità si può cercare, trovare mai, sennò si trova un idolo e chi ha la verità ha sempre fatto massacri pensando di aver la verità. Da agnostico, dico: – la verità ce l’ha dio, ammesso che esista.

 

E come è possibile insegnare la storia?

A seconda dell’orientamento e della formazione, lo storico avrà un tipo visione storica. Il modo onesto di insegnarla è presentarsi ai propri studenti,  quando questo è possibile (perché con i bambini è tutto molto più delicato, ma i bambini si raggirano più difficilmente),  allora bisogna dire qual è la propria formazione e chiedere di ragionare, pensare e cercare le contraddizioni nel proprio pensiero. Noi siamo detentori di opinioni, di approssimazioni.

 

Ritornando all’uguaglianza, lei ha affermato che l’Italia sta diventando sempre più razzista.

Lo abbiamo visto adesso, con il processo dei rumeni. Improvvisamente, la materia organica non è la loro, ma erano già stati condannati. E hanno avviato ronde contro ronde, le annuncio che mi faccio una mia ronda personale: girerò con la mia ronda, per controllare le ronde. Il grande, grandissimo Marx sta cominciando a rivenire fuori, ci son tre pagine di Marx che spiegano il fenomeno di oggi punto per punto.

Altri racconti
in archivio

Sfoglia
MagO'