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Buscar el levante

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Che bella che è Genova. Ci sono stato per la prima volta poco tempo fa. Dopo una giornata di lavoro sono andato nel centro, e mi sono inoltrato per i vicoli. Stretti stretti, si incrociano, piegano, girano, fiancheggiano un palazzo signorile, si aprono di colpo in piazzette illuminate dalla facciata di una chiesa.

Che bella che è Genova.
Ci sono stato per la prima volta poco tempo fa. Dopo una giornata di lavoro sono andato nel centro, e mi sono inoltrato per i vicoli. Stretti stretti, si incrociano, piegano, girano, fiancheggiano un palazzo signorile, si aprono di colpo in piazzette illuminate dalla facciata di una chiesa. Vicolo, piazzetta, vicolo, vicolo, piazzetta, vicolo, a ogni passo Genova mi catturava e mi portava più indietro nel tempo.
A metà dell’ennesimo vicolo si apriva l’ingresso di una taverna, e io avevo sete. La taverna era con i muri a rustico, le travi in legno, tavolacci e panche e gente che vociava. Mi piaceva mescolarmi ai genovesi veri, ai “zenesi” come dicono loro, e mi sono seduto. Mi hanno dato una coppa di legno e mi hanno versato del vino rosso da una brocca di terracotta. Ero lì: guardavo i volti di quei marinai bruciati dal sole, ascoltavo la loro parlata cantilenante e così musicale, annusavo l’odore di pesce di cui la bettola era intrisa, gustavo il vino forte che sapeva di legno, toccavo la coppa ben levigata e il tavolo ruvido.
E intanto sentivo vicino a me uno di questi uomini di mare che discuteva con i suoi compagni: che si poteva arrivare dritti alle Indie, ma non per terra come facevano tutti, bensì per mare. Era semplice: bastava andare in senso opposto, per raggiungere l’oriente bisognava andare a occidente, “buscar el levante por el ponente”, diceva.
Un’assurdità così non l’avevo mai sentita, ma quell’uomo aveva uno sguardo intenso e più parlava e più ci convinceva, noi che eravamo al tavolo e poi quelli del tavolo accanto e poi gli avventori che uno alla volta si avvicinavano incuriositi.
Ora devo sbrigarmi a inviare questo messaggio. Siamo in mare aperto, tra poco non ci sarà più campo e forse non avrò più neanche bisogno di questo pc. Forse lo butterò in acqua. Attraversiamo l’oceano su tre caravelle: non vi crediate, sono tre veri gusci di noce. Ma siamo tutti entusiasti: il nostro amico ci ha convinto, arriveremo alle Indie per mare, e saremo i primi a farlo.
Che bella che è Genova: se avete tempo, andateci, e fate una passeggiata per i vicoli.

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