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Le pacchiane di Montecalvo Irpino – foto di Giovanni Barba

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Fatto più unico che raro, a Montecalvo, in provincia di Avellino, è possibile ammirare tuttora il tradizionale costume femminile, non in una riproduzione da museo, ma...

Foto di Giovanni Barba

Fatto più unico che raro, a Montecalvo, in provincia di Avellino, è possibile ammirare tuttora il tradizionale costume femminile, non in una riproduzione da museo, ma direttamente indossato dalle cosiddette pacchiane. Fino a qualche anno fa, molte donne usavano gli abiti tradizionali e oggi può capitare ancora di incontrarne qualcuna che, tutta agghindata, si reca al mercato. Rosa e Filomena camminano per le strade scoscese del paese, tenendosi l’una all’altra per non scivolare. Sembrano abituate ad essere intervistate e fotografate e raccontano la loro tradizione come una realtà ancora viva nel paese. Il loro abbigliamento è del tutto insolito per la moda del nostro tempo: scarpe artigianali con tacco e fiocco di raso rosso, calze nere di lana legate al ginocchio, mutandoni in cotone arricchiti da merletti, gonna in lana ricoperta dal vantesino, una sorta di grembiule con ricami e applicazioni, camicia bianca arricchita da decorazioni e, per finire, pannuccia sulla testa, copricapo in lino che incornicia il volto e copre i capelli. “Tutto quello che indosso mi è stato donato dalle persone più anziane della mia famiglia che lo hanno lasciato a me in eredità”. Rosa è orgogliosa delle collane e degli orecchini che adornano il suo vestito. Devono essere tanti, grandi e lucenti, ma non necessariamente preziosi. Nella tasca legata sotto la gonna, Filomena porta dietro le castagnette, corredo indispensabile al vestito. “Bisogna essere sempre pronte per ballare e fare festa”. È la caratteristica delle pacchiane. Colorate, allegre e lavoratrici danno un tocco di folklore alle strade del paese. Indossano l’abito del lavoro e del divertimento, simbolo chiassoso della vita contadina di Montecalvo. Camminando sulle strade di Rosa e Filomena, si arriva alla parte più suggestiva del paese, la zona chiamata Trappeto. Edificato fuori le mura, il Trappeto è un vasto insediamento abitativo, molto simile ai più famosi Sassi di Matera. La zona è anche meta privilegiata di percorsi magico-naturalistici, come quello che porta all’Occhio del Diavolo, una sorgente di acqua ferrosa che si dice fosse usata dalle janare montecalvesi per preparare filtri magici e curare i bambini. La cultura contadina, si sa, è piena di credenze magiche, sarà per questo che le pacchiane si riuniscono a ballare sotto gli alberi di noce.

© Giovanni Barba
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