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Il MEI di Faenza, la musica indipendente in fiera

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Giunto alla sua dodicesima edizione il MEI è l’unico luogo di incontro per chi si occupa di musica emergente in Italia. MEI sta per Meeting delle etichette indipendenti e della autoproduzioni e nell’ultimo fine settimana di novembre ha occupato lo spazio fieristico di Faenza, in provincia di Ravenna. 

Giunto alla sua dodicesima edizione il MEI è l’unico luogo di incontro per chi si occupa di musica emergente in Italia. MEI sta per Meeting delle etichette indipendenti e della autoproduzioni e nell’ultimo fine settimana di novembre ha occupato lo spazio fieristico di Faenza, in provincia di Ravenna.

Dal 28 al 30 novembre 2008 i tre padiglioni espositivi, le due sale congressi e il teatro Masini, al centro della città, hanno ospitato chi vuole fare nuova musica in Italia.

Il MEI ha lo scopo di mettere in contatto gli artisti, le case di produzioni di piccola e media grandezza e tutto l’entourage di quello che è legato alla musica. Non ci si aspetta in questa sede nomi conosciuti ai più, anche se qualche sorpresa l’abbiamo avuta. Ci piace ricordare Niccolò Fabi con la presentazione del suo progetto Violenza 124, una combinazione artistica di sette variazioni sullo stesso tema, un lavoro molto interessante che è fruibile sul sito www.violenza124.com.
Il MEI nasce da un’idea di Giordano Sangiorgi che è il titolare dei Materiali Musicali, agenzia organizzatrice dell’evento. Sangiorgi ha costruito un colosso mediatico legato alla musica emergente, forse facile per il terreno della Romagna ma difficile da presentare in tutt’Italia. Operazione riuscitissima in termini di presenze e di pubblico, oltre ventimila  i visitatori, trecento gli espositori e quattrocento artisti che si sono alternati dal vivo in questi tre giorni, tutti di corsa, nella musica indie, così chiamata in gergo.

Il successo di una manifestazione di questo tipo è che, anche se siamo nell’epoca della globalizzazione e si ricevono facilmente informazioni da dovunque, c’è ancora bisogno di spazi preposti per l’incontro e la discussione, per la presentazione di nuovi progetti e la riscoperta di spunti storici di importanza saliente. Il settore della musica deve correre velocemente, deve confrontarsi con le nuove tecnologie e le diverse arti per presentare un prodotto artistico sempre all’avanguardia. Nel MEI intravediamo uno spazio di discussione, con i suoi limiti e le sue enormi potenzialità. Unica indicazione in questo inventario vastissimo è quello della musica indipendente che per forza di cose è alternativa nell’espressione, nei canali di distribuzione, nella scelta stilistica e soprattutto, almeno si spera, nei contenuti. Il meeting ha avuto nomi di notevole rilevanza che magari amano giocare con la loro indipendenza ma che a loro modo, come chiunque nella vita e non solo nella carriera artistica, devono confrontarsi con un mercato e rispettare delle regole legate al commercio.

Anche la politica ha avuto modo di intervenire sull’argomento, ci si aspetta da questa risposte da tempo, per il finanziamento alla musica popolare.  Sono intervenute due onorevoli dei due schieramenti, Fiorella Ceccacci Rubino (PDL) e Pina Picerno (PD), hanno parlato di collaborazione e di accordo tra le parti, nella costruzione di una nuova legge che apra le porte ai finanziamenti alla musica che in quanto popolare non è confrontabile con quella definita colta. Il solito problema culturale tra i movimenti dal basso e quelli dall’alto, e le solite promesse politiche. Con una crisi in corso nei settori della produzione, che lasciano a casa padri di famiglia, si aiuteranno i figli a fare della cultura una possibilità di sussistenza? Perdonerete il cinico disincanto (nome di un’etichetta tra le tantissime presenti) ma ci crediamo poco…

Piuttosto crediamo, o vogliamo disperatamente credere, alla volontà di fare arte di chi non riesce ad ascoltare per più di una volta la rotazione proposta dalle radio, sempre la stessa che poi ritroviamo su MTV e che ci fa sentire degli ignoranti rispetto alle molteplici scelte che si sono trovate nello spazio faentino. L’arte parte dal basso e deve trovare i canali giusti, scendere a compromessi, stringere i denti e provarci, anche solo iscrivendosi ai molteplici concorsi musicali di tutt’Italia, presenti in sede. Magari si è sogghignato  un po’ per la presenza di Morgan che ha presentato in quest’occasione il suo libro, IN pArte  MORGAN, edizioni Eleutheria, in cui Marco Castoldi, in arte Morgan, dice a Marco Garofalo, giornalista del Sole 24 Ore, delle sue scelte alternative dai tempi in cui usava farsi chiamare Kevin Møurmeöugh, per arrivare a quello che è oggi. Come non aspettarsi domande su XFactor? Uno dei programmi più discussi in un ambito come il MEI, forse per un po’ di sana invidia, forse perché le scelte proposte dal programma sono oggettivamente differenti da quelle sentite in questi tre giorni, sta di fatto che neanche Morgan dichiara, nell’incontro con il pubblico, di aver sentito l’ultimo album di Giusy Ferrero.  Però è un peccato non seguire chi, in un modo o nell’altro, si è proposto.

Tra i nomi più conosciuti, per i comuni consumatori di musica, ricordiamo Daniele Silvestri che, abbiamo apprezzato per l’onestà intellettuale, non si è presentato alla fiera come un alternativo doc, per poi cadere in scontate contraddizioni. Il MEI l’ho visto nascere, ha detto Silvestri, siamo cresciuti insieme cercando l’indipendenza artistica e metodologica, io più dentro il sistema ma guardando con attenzione a questa realtà fino a quando i nostri percorsi si sono intrecciati con l’esperienza della mia etichetta indipendente, la Panama Music. Questo premio non è solo per i miei quindici anni, ma per i quindici anni in cui sono cambiate molte cose.
Concordiamo con il cantautore romano quando dice: Generazioni di artisti si sono sostituite alle precedenti che sembravano eterne. Bisogna far fronte al cambiamento delle tecnologie e al rapporto col pubblico.

Crediamo che il MEI serva a questo, permette il confronto usando una piattaforma tradizionale, quella del dialogo e crea nuovi contatti facendo nascere relazioni e collaborazioni tra gli artisti e gli addetti del settore.  Ci piace pensare che quando si crea un confronto e un tavolo di discussione si è riusciti a conquistare un risultato.

www.meiweb.it

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