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Pet therapy

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In casa ho tre strug: uno per me, uno per mia moglie e l’altro per Andy. Li abbiamo comprati a una fiera di paese durante una gita fuori porta. E’ stata mia moglie a volerli, diceva che avrebbero messo allegria alla nostra vita e ne scelse tre coloratissimi

In casa ho tre strug: uno per me, uno per mia moglie e l’altro per Andy. Li abbiamo comprati a una fiera di paese durante una gita fuori porta. E’ stata mia moglie a volerli, diceva che avrebbero messo allegria alla nostra vita e ne scelse tre coloratissimi, con le righe che sfumavano dal rosa shocking al turchese fino al verde mela. Il tizio che li vendeva ci consigliò di dargli da mangiare una volta a settimana, così da ritardarne la crescita.

“Perché?” chiesi io, totalmente ignaro di come si allevasse uno strug.

“Ve ne accorgerete quando inizieranno a struggire,” si limitò a rispondere l’uomo mentre ci consegnava la merce.

Ce ne tornammo a casa soddisfatti coi tre strug incartati nei fogli di giornale. Mia moglie per tutto il viaggio non fece altro che parlare e parlare e, per la prima volta dopo tanto tempo, la trovai più leggera e sollevata. Le era bastato tenere in grembo i tre strug appallottolati nel giornale che già la vita le sorrideva nuovamente. Del resto, come recitava la pubblicità, “se lo stress vuoi scacciare uno strug devi abbracciare!” E, in quel periodo, eravamo tutti molto stressati, compreso il nostro cane.

Appena arrivati a casa, così come ci era stato raccomandato, sistemammo gli strug dentro una bacinella colma d’acqua per farli rinvenire. Effettivamente dopo mezz’ora i tre strug avevano ripreso a muoversi con la lentezza tipica degli strug. Il pelo si era gonfiato e avevano iniziato ad aprire gli occhi. Prima solo due fessure nella matassa pelosa, poi le fessure erano diventate due palle da tennis con le ciglia arrotolate. Gli strug, con le zampine artigliate al bordo della bacinella e i musetti che si protendevano verso di noi, parevano urlare “prendimi!” e apparivano morbidi e irresistibili. Anche Andy, nonostante non amasse gli intrusi, invece di abbaiare all’impazzata come al solito, prese il suo strug per la collottola e lo sistemò dentro la cuccia, leccandolo e guaendo amorevolmente. Io e mia moglie passammo la serata seduti sul divano ad accarezzare ognuno il proprio strug. Spiegare cosa si prova ad affondare le dita nel pelo di questi cuccioli è come raccontare quello che si prova da ragazzini la prima volta che si fa sesso. E’ uno struggimento che prende alla bocca dello stomaco e si trasforma, carezza dopo carezza, in un’eccitazione selvaggia e in un orgasmo appagante. Quella notte io e mia moglie ci ritrovammo a fare l’amore come due ragazzini, cosa che non accadeva da tanto, e ricominciammo a fare progetti insieme, compreso quello di un figlio.

Gli strug intanto continuavano a crescere, anche se lentamente. All’inizio del nuovo anno erano diventati grossi come tre palle da rugby, tanto che lo strug di Andy non entrava più nella sua cuccia.

A Pasqua iniziammo a preoccuparci. Non solo gli strug erano ormai grossi quanto il comò della camera da letto, ma il loro pelo era diventato ispido e sbiadito, le zampe unghiute e la tenerezza che emanava dai loro occhi si era spenta, lasciando il posto a un’espressione triste e sofferente. Infine, da qualche tempo, soprattutto di notte, avevano iniziato ad emettere degli struggiti talmente angoscianti che ci fecero cadere di nuovo in depressione. Fu in quel periodo che nel nostro quartiere si moltiplicarono i casi di suicidio e quando anche Andy iniziò a perdere il pelo e a non mangiare, io e mia moglie capimmo che era arrivato il momento di sbarazzarci dei tre strug.

Innanzi tutto provammo col giardino zoologico, ma i direttori accamparono la scusa che non avevano più fondi fino al 2010. Allora ci rivolgemmo alle associazioni animaliste, ma tutte ci rispondevano che lo strugstrug su un camioncino e li portammo il più lontano possibile, sulle montagne, e lì li scaricammo. Due giorni dopo però ce li trovammo di nuovo fuori dalla porta. non è una specie protetta e dovevamo cavarcela da soli. Così una sera caricammo gli

A quel punto eravamo davvero disperati. Gli strug, traditi e abbandonati, struggivano peggio di prima e, per farli smettere provammo ad accarezzarli di nuovo, ma i peli erano diventati come aghi e si conficcavano nel palmo delle mani. Alla fine, distrutti da tanto struggimento, ci abbandonammo esausti sul divano, e fu allora che lo strug di mia moglie l’afferrò e iniziò ad accarezzarla. Mi accorsi in quel momento che anche lo strug di Andy lo stava facendo, e adesso toccava a me.

Cosa si prova ad essere accarezzati da uno strug?

Impossibile spiegarlo dopo averlo provato.

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