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Jovanotti: “L’atto creativo inizia già nel guardare le cose, già nell’ascoltare, nel sentire”

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Il Festival Della Creatività edizione 2008, al suo terzo anno di vita ha occupato, dal 23 al 26 ottobre, la Fortezza da Basso a Firenze. Già dal suo inizio...

Il Festival Della Creatività edizione 2008, al suo terzo anno di vita ha occupato, dal 23 al 26 ottobre, la Fortezza da Basso a Firenze. Già dal suo inizio tra gli argomenti principali ci sono state le manifestazioni di protesta studentesca; ad inaugurare il festival, inoltre, c’è stato l’incontro di Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, con quattrocento studenti delle scuole superiori.
A Jovanotti ci siamo rivolti per capire cosa ne pensasse della manifestazione studentesca che iniziava proprio durante il festival.

Visto il contesto non ci si può esimere dal chiedere quale sia il tuo rapporto con la creatività?
Una promessa di vita continua che si rinnova tutti i giorni. Io ho fatto della creatività un po’ la mia idea, fin da quando ero bambino ho avvertito che il bello della vita era in quello, nel vivere con creatività più che nell’essere creativi come artisti. Quindi l’atto creativo inizia già nel guardare le cose, già nell’ascoltare, nel sentire. Diciamo che l’atto creativo esiste prima ancora del creare. Si è creativi nel momento in cui si riceve, il che è un paradosso, perché uno generalmente pensa che la creatività sia costruire una cosa, invece la creatività credo che nasca molto prima, quando si ricevono le informazioni, perché non bisogna far altro che assemblare. In termini artistici non vuol dire altro che riarrangiare le informazioni che si hanno per creare altre informazioni nuove che non si avevano prima. Il lavoro più importante, più creativo è nel guardare e nell’ascoltare.

Il titolo di questo Festival è: Visioni, viaggi e scoperte, quali sono le tue visioni?
Quanto tempo abbiamo? Una settimana? (Ride, ndr). Troppe sono troppe, poi infatti mi ci ingarbuglio.

Quanto sono creativi i giovani d’oggi?
Secondo me c’è un problema di immaginario nel nostro tempo ed è un paradosso, perché siamo nell’epoca dell’immagine e c’è un problema di immaginazione, questo secondo me è una parte della questione. Oggi ci sono poi talmente tante possibilità di dare libero sfogo all’immaginazione che ci sembra sempre che lo facciamo poco. Un po’ come se tu giocassi una partita di calcio in un campo lungo 20 Km ti sembra sempre di non segnare mai! Però, in realtà, in un campo lungo 20 Km c’entrano molti più giocatori, quindi oggi viviamo in un tempo migliore dal punto di vista delle opportunità per potersi esprimere, però può essere anche un problema perché ti fa venire meno fame.

E cosa diresti ad un ragazzo di quattordici anni che ha aspirazioni creative?
Dico che è fortunato!

Anche questa protesta studentesca che ha invaso perfino il festival ti sembra creativa?
Forse. Io penso che tagliare i fondi alla scuola sia un grande errore, questo governo avrebbe dovuto aumentare i fondi alla scuola. La scuola avrebbe bisogno di energie, avrebbe bisogno di più attenzione. Penso che la protesta dei ragazzi sia motivata dall’impressione di essere lasciati a una scuola che invece di crescere e modernizzarsi, tende alla sottrazione invece che all’aumento delle forze delle energie. Quindi immagino che un ragazzo si senta tradito dalla politica che dovrebbe garantire il diritto allo studio nelle forme possibili dell’ambito in cui viviamo. Io penso che i sentimenti dei ragazzi siano condivisibili; evidentemente c’è qualcosa che non va dentro la scuola, poi, io sono per cercare di capire. Non conosco bene questa riforma. Di questa riforma (il riferimento è al decreto Gelmini ndr) conosco le cose che il governo comunica, che sono magari le più eclatanti. Poi magari ci possono essere delle cose positive ed io non le conosco. Parli con uno che non ha letto la riforma, ma solo le cose che scrivono i giornali. Però liquidare i ragazzi dicendo che nel momento in cui sollevano una protesta stiano sbagliando di per sé mi sembra un errore politico serio. Quando si parla di scuola bisogna ascoltare i ragazzi, perché sono loro che ci vanno tutti i giorni. Quando si parla di scuola si ascoltano i professori e i ragazzi chi altro?

Nell’incontro Jovanotti ha presentato un suo nuovo progetto: Migrazioni Creative, legato all’associazione neonata Orlando. Si tratta di una promessa di costruzione dei lavori legati all’arte, Migrazioni Artistiche prenderà il via tra il 2009 e il 2010, la Regione Toscana ha concesso all’associazione l’utilizzo della Fortezza di Girifalco a Cortona. Dopo aver creato da poco, i primi di ottobre, la Casa della Creatività a Firenze e a confermare il Festival per la terza edizione, la Regione Toscana dà un’ulteriore dimostrazione di vicinanza ai progetti artistici in senso allargato.

Il tuo progetto legato alla creatività; Migrazioni Creative, lo farai partire da Cortona, come mai questa scelta? Molti avrebbero preferito Milano.
Io vivo lì e la disponibilità per realizzare questo progetto l’ho avuta dalla regione Toscana. Alla Fortezza di Cortona cercherò di raccogliere le storie che hanno bisogno di ispirazione, sarà un centro di produzione che fa anche formazione. La fortezza è un luogo dove stiamo creando un sorta di luogo protetto per  la realizzazione di spettacoli per i festival europei, teatro d’avanguardia e tanto altro.

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