Condividi su facebook
Condividi su twitter

A67: “Un album sulle periferie del mondo”

di

Data

C’è "A’ sissantasette", cioè la 167 di Napoli, il quartiere dormitorio di Napoli Nord, nato grazie alla legge di cui porta il nome. E poi ci sono...

C’è “A’ sissantasette”, cioè la 167 di Napoli, il quartiere dormitorio di Napoli Nord, nato grazie alla legge di cui porta il nome. E poi ci sono gli A67, il gruppo rock napoletano, nato tra le strade di quei quartieri. Daniele (voce), Andrea (sassofono), Enzo (chitarre), Alfonso (basso) e Luciano (batteria) che nel 2005 pubblicano “A’ camorra song’io”, come risposta alla difficile condizione sociale. Dall’album ottengono premi e critiche positive. “Abbiamo ricevuto un invito perfino dal Presidente della Repubblica (Carlo Azeglio Ciampi ndr)”, sono le parole con cui Daniele commenta il successo. Il nuovo disco è “Suburb”, un album tutto rock dedicato alle periferie del mondo.

Come definire Suburb?

Suburb in realtà è una sorta di concept album sulle periferie del mondo. Venendo da Scampia (uno dei quartieri napoletani più a rischio ndr), la periferia è stata sempre uno dei nostri temi fondamentali, insieme alla lotta alla camorra. Siamo fortemente convinti che le periferie si somigliano tantissimo e abbiamo voluto unirle immaginariamente e fattivamente attraverso la musica. Così abbiamo cercato i nostri alter ego in altre parti del mondo: Marsiglia, Instanbul… e poi abbiamo cercato di internazionalizzare la periferia, di identificarla e delocalizzarla, cioè prendere il locale e portarlo a livello base. Lo abbiamo fatto attraverso la musica.

 

Quali sono le caratteristiche comuni alle periferie?

Sicuramente ogni periferia ha le sue caratteristiche, però di fondo c’è un minimo comune denominatore che le unisce. Quello che ci ha sempre intrigato è l’aspetto mentale di chi vive ai margini. È come se ci fosse una sorta di periferia mentale di chi vie la periferia materiale e credo che questa sia una delle cose negative. Chi vive in una periferia come Scampia o come le Favellas pensa che sia l’unico mondo che esiste, pensa che ci sia proprio un muro mentale che lo divide dal mondo esterno. Quando ero piccolo, mi ricordo che se dovevamo scendere da Scampia per andare al centro, scendevamo in gruppo come se dovessimo andare proprio da un’altra parte, in un’altra città. Quando la distanza era di pochi chilometri, questo ti fa capire proprio come viene visto l’esterno nell’immaginario di un ragazzo di 15 anni.

 

Nel disco ci sono importanti collaborazioni, Mauro Pagani, Roberto Saviano…

Roberto noi lo conosciamo da prima che facesse il libro Gomorra, per me, onestamente, è come un fratello. L’idea del brano del “Tammorra anticamorra” in realtà risale a più di due anni fa, quando insieme ci eravamo detti di mandare un forte messaggio attraverso il veicolo della musica. Abbiamo presentato più volte il libro: facevamo delle serate in cui noi suonavamo e lui leggeva dei brani. Inoltre, abbiamo collaborato in “Voglie parlà”, un progetto di educazione alla legalità che entrava proprio nelle scuole. Instaurare un rapporto con i giovani è quello che pensiamo si dovrebbe fare in alcuni posti di Napoli.  Mauro Pagani, invece, lo abbiamo conosciuto nel 2006, fu il primo ospite del nostro spettacolo “Alien Azione”, fatto per arrivare nei luoghi dove l’alienazione è al massimo, come le prigioni.

 

Da “A’camorra song’ io” a “Suburb”, quale evoluzione?

Un’evoluzione sicuramente, sia sui temi che musicalmente. “A camorra song io” è un po’ più acerbo. Era un incontro di cinque teste, ognuna con un proprio background molto diverso, invece con suburb siamo arrivati a un livello molto più definito che poi alla fine risulta essere rock. In “Suburb” credo tutti si aspettavano qualcosa di molto simile, ma abbiamo dato un’altra idea, Napoli e Scampia non vengono mai citate, volevamo fare un forte manifesto, più universale.

 

Queste cinque teste, come si sono messe insieme per formare gli A67?

Nascono intorno al 2007, con il tentativo di portare alla luce le nostre periferie. Oltre ad esserci una forte passione per la musica, c’è un’importante comunione di intenti. E poi più o meno ci conoscevamo già tutti. I quattro quinti del gruppo viene dalla periferia nord di Napoli: Scampia, Miano, Marianella, Giugliano, solo Luciano è della periferia est: Barra.

Altri racconti
in archivio

Sfoglia
MagO'