Condividi su facebook
Condividi su twitter

Michele Serio: “Sono specialista in libri di culto”

di

Data

«La dote» di Michele Serio è il libro campano dell’anno. E così la storia di Maria e della sua dote, secondo i lettori del «corrieredel mezzogiorno.it», è il racconto...

«La dote» di Michele Serio è il libro campano dell’anno. E così la storia di Maria e della sua dote, secondo i lettori del «corrieredel mezzogiorno.it», è il racconto campano più avvincente del 2008. Superando di un soffio «Presto ti sveglierai» di Francesco Costa, piazzato al secondo posto, e «Non avevo capito niente» di Diego De Silva, arrivato terzo, la storia del sedere di Maria, creata ad arte da Serio, ha ottenuto il 29,1% di voti. Il sondaggio del Corriere è partito qualche mese fa ed ha visto fronteggiarsi i migliori narratori campani, in uno scontro all’ultimo minuto tra 21 testi, tra cui «La kryptonite nella borsa» di Ivan Cotroneo, «Lo spazio bianco» di Valeria Parrella, «Vico Fico al Purgatorio» di Giuseppina De Rienzo.

Michele Serio, musicista, autore teatrale e narratore è sorpreso del risultato. «Sono contento di essere arrivato primo… e mi sento un po’ un ciclista alla fine del giro», è lo scrittore napoletano a parlare, che continua «Mi sembra strano aver vinto in un sondaggio del genere».

Perché non si aspettava il primo posto?
La dote è una storia molto particolare, incentrata su Maria e precisamente su una parte del corpo di Maria, il sedere. E l’Italia è un po’ ideologizzata, ce l’hanno tutti a morte con il corpo, non mi aspettavo che il tema sarebbe stato preso bene. Ho avuto difficoltà anche a trovare un editore che lo pubblicasse».

C’è un motivo particolare che l’ha spinta a scegliere il tema?
«Era semplicemente la voglia di comunicare al lettore. Ho costruito una trama complessa intorno alla conquista del sedere di Maria ed è stato molto difficile. Il racconto è organizzato un po’ come i Promessi Sposi, con una serie di peripezie che ostacolano i pretendenti».

Lei ha avuto molto successo anche in Francia…
«La dote non è ancora arrivato in Francia, ma sarà tradotto a breve. I francesi mi amano molto e non immaginavo che mi avrebbero accolto come una star. Quando sono arrivato in Francia per presentare “Pizzeria Inferno”, mi sentivo come George Clooney. Per sette giorni, mi hanno letteralmente rapito. In Italia, più che per la quantità, sono specialista in libri di culto, cioè testi che hanno un successo enorme, ma non vendono grandissimi quantitativi».

A cosa sta lavorando ora?
«Sto preparando la storia di un personaggio che risolve le situazioni, una sorta di detective, però ne sto facendo il racconto nel corso del tempo, dall’adolescenza, fino alla vecchiaia, ma non è detto che ci riuscirò. A me piace scegliere la cosa più difficile e vedere se riesco a farla».

Altri racconti
in archivio

Sfoglia
MagO'