Condividi su facebook
Condividi su twitter

Data

Ho incontrato una vecchia guarda del Kruger Park. Il parco nazionale Sudafricano. Il tizio è voluto restare anonimo, non ho capito per quale motivo. Si è presentato...

Ho incontrato una vecchia guarda del Kruger Park. Il parco nazionale Sudafricano. Il tizio è voluto restare anonimo, non ho capito per quale motivo. Si è presentato fuori dalla sua abitazione con dei pantaloncini Lotto da tennista blu, macchiati di sugo e una camicia cachi a scacchi con delle linee verdi. Aveva la faccia madida e nelle labbra stringeva una Marlboro rossa. Indossava dei sandali da cui uscivano le unghie dei piedi incarnite.
Il tizio è italiano e ha vissuto per venti anni in Sudafrica.

 


Come sei finito in africa?

Quando ho compiuto vent’anni avevo un amico a cui piaceva sparare. Questa persona è finita non so come in Sudafrica come guardiacaccia al Kruger Park. Era un uomo basso e dall’aspetto rivoltante. Dopo sei mesi mi ha chiamato e mi ha detto che c’era lavoro anche per me. Io curavo i software in Italia per una ditta di Pretoria. Quando mi hanno licenziato sono andato a trovarlo e ci sono rimasto per vent’anni.

Perché ti hanno licenziato dal vecchio lavoro?
Ho dei vizi.


Che cosa facevi nel Kruger Park?

Controllavo… avevo una pistola, un cinturone e un berretto. Giravamo con i Land Rover, delle volte abbiamo trovato qualche cacciatore di frodo, ma solo delle volte. Il parco è talmente grande che non si può controllare. Mi capitava anche di portare i turisti in giro.
Ma per lo più non sapevamo cosa fare durante l’orario di servizio. Io e quel mio amico e un altro di cui ho dimenticato il nome andavamo a sparare.


A cosa sparavate?

Nel Kruger Park ci sono colline di rame. Sono bellissime sotto il sole. Sparavamo alle pietre più grandi o ai minerali di Azzurrite. L’africa è il paese più ricco di risorse sulla terra e nessuno può immaginarlo se non c’è stato.


E perché è povera?

Perché nessuno ha voglia di lavorare e i negri sono razzisti tra di loro. Ognuno ha la sua tribù e pensa solo a tirare acqua al proprio mulino. Le altre tribù devono essere distrutte. I guerrieri uccisi, i bambini uccisi perché saranno i guerrieri di domani e le donne vanno catturate.


Adesso pare essere una polveriera il Sudafrica…

Tutte stronzate… chi te le ha dette queste cose? I problemi non sono mai stati tra bianchi e negri, ma tra negri e neri. I bianchi sono arrivati prima dei negri in Sud Africa. I negri sono stati presi  dai paesi a nord intorno all’ottocento per avere manodopera a basso prezzo.
L’apartheid… lo sai che vuol dire?

No. Non credo.
Vuol dire protezione. In due parole, se io mettevo sotto con la macchina un negro mi davano sei mesi di carcere. Se mettevo sotto un bianco me ne davano due. Ci sono problemi che qui in Italia non capite. C’è il problema di una razza che difende un’altra razza. Solo un coglione penserebbe che le razze non esistono. Bisogna viverle certe cose per poterle credere e giudicare.

La parte più bella che ha visto?
La Skeleton Coast, nel deserto della Namibia. Una  volta quel mio amico era in crisi e minacciava di suicidarsi. Allora abbiamo deciso di fare un viaggio, non mi ricordo chi ci aveva consigliato la costa degli scheletri tra il fiume Cunene e Swakop. Il deserto finisce nel mare Atlantico e lungo la costa vedi le chiglie di centinaia di navi. Perfino galeoni che sembrano provenire dall’altro mondo. Quando sei li sotto ti rendi conto di certe cose e poi quando torni tante cose cambiano. Ma prima devi stare tanto tempo in Africa.

Che cosa le ha dato questo lungo tempo in africa?
Niente… se vivo in un palazzo come questo niente. Però ci sono cose che vanno vissute. Non c’è altro modo per poterle vedere e toccare. Credo che l’Africa mi abbia dato la violenza. Prima di allora non sapevo cosa fosse. Ora so cosa vuol dire violenza e inseguire. Un ‘altra cosa dell’Africa che qui non c’è… lì qualcuno ti insegue… sempre… e non sai mai, fino all’ultimo, finchè non gli vedi la faccia e le mani, che cosa voglia da te.

Altri racconti
in archivio

Sfoglia
MagO'