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La stagione dell’iris

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Mi succede sempre così (…) – disse – quando odoro un fiore. Perché ogni volta sento che al profumo è legato il ricordo di qualcosa di straordinariamente bello e prezioso...

Mi succede sempre così (…) – disse – quando odoro un fiore. Perché ogni volta sento che al profumo è legato il ricordo di qualcosa di straordinariamente bello e prezioso, che un tempo mi apparteneva ma che poi ho perduto. E lo stesso avviene per la musica, e a volte con la poesia: all’improvviso un lampo che dura un istante, come se scorgessi d’un tratto una patria perduta, in fondo a una valle, che però subito scompare ed è dimenticata.
[Da Herman Hesse “Iris” in ‘Fiabe e Leggende’ – A. Mondadori Editore; 1981]

L’unghiata pasquale di freddo non avrà tanto giovato al turismo, ma ha riportato nella media stagionale le temperature che sembravano avviate ad un’estate precoce, saltando tutti i tempi intermedi. Certo ha frenato la montata della linfa nelle viti e nelle piante di kiwi e rallentato la fioritura – che sempre troppo precoce resta, rispetto a quanto eravamo abituati a vedere – di crochi e forsythie, fresie e peonie. Soprattutto ha fermato gli iris, le cui avanguardie fiorite già si cominciavano a vedere nei giardini e ai bordi delle strade, mentre – a rigore, avrebbero dovuto aspettare ancora un mese.
E proprio di iris vogliamo parlare questa volta, insieme alle rose e alle orchidee tra i fiori più famosi; certo i più frequentati nell’araldica e negli stemmi, di casati, città e nazioni.
In proposito, c’è un curiosa confusione tra iris e gigli come il fiore rappresentato sugli stemmi.

Giglio (Lilium spp. – Fam. Liliaceae) e Iris (Iris spp. – Fam. Iridaceae) presentati a confronto: indipendentemente dai colori che possono essere i più vari, la forma è ben diversa

Il simbolo dell’iris su diversi stemmi: a sin. lo stemma della provincia di Firenze; a destra in alto il gonfalone del comune di Firenze (v. testo); in basso i gigli dorati in campo azzurro dei re di Francia

Benché si parli comunemente di ‘giglio di Firenze’, il simbolo riportato sugli stemmi è un iris. Il fiore bianco (Iris florentina) che per la particolare forma del bocciolo, come una stalattite di ghiaccio, è anche denominato “giaggiolo” (ghiacciolo), è diffuso per le colline toscane, ma anche dalle nostre parti; esso si ibrida spontaneamente con le varietà azzurro violacee (Iris Pallida) e viola scuro (Iris Germanica).
Lo stemma di Firenze aveva in origine il simbolo bianco su campo rosso, derivato appunto dall’iris florentina. L’inversione di colore risale alle lotte tra guelfi e ghibellini. Quando i guelfi assunsero il governo della città (nel 1251) adottarono il simbolo rosso in campo bianco (un iris di tale colore non esiste in natura) poi mantenuto nei secoli, mentre quello bianco in campo rosso rimase ai ghibellini. Nello stemma attuale della provincia i diversi colori sono combinati.

Iris florentina e I. germanica

Iris pallida

Ma i colori degli iris sono infiniti; non a caso il nome di genere deriva da Iris (Iride), la messaggera degli dei che sciogliendo la sua sciarpa, dispiegava sulla terra l’arcobaleno.
Gli iris sono fiori vistosi, dal portamento nobile, apprezzati da molte culture; diversi nobili e case regnanti lo scelsero a loro simbolo per sua forma – tre petali rivolti verso l’alto e tre verso il basso – facile da stilizzare. Il fiore presenta tre petali interni eretti (detti vessili) e tre petali esterni ricadenti, chiamati ali. Nelle immagini raffigurate nei testi religiosi e nei dipinti, dove il fiore simboleggia la trinità e il potere, i vessilli rappresentano la fede, la saggezza ed il coraggio.
Dal punto di vista botanico una distinzione grossolana, ma utile ai fini pratici, fa distinguere gli iris in bulbosi e rizomatosi. Per le caratteristiche del fiore si distinguono poi iris barbate, con una peluria colorata al centro di ogni petalo; iris imberbi, crestati e altri ancora, in una serie quasi infinita…

Le figure illustrano l’aspetto e (in parte) le dimensioni degli iris rizomatosi e bulbosi a confronto. Anche se non proprio il doppio, gli I. rizomatosi sono più grandi degli I. bulbosi; esistono peraltro tra i rizomatosi delle varietà nane (I. japonica, per esempio – v. in seguito).

Sei fioriture di Iris rizomatosi; molti di essi sono delicatamente profumati; di alcuni (come dell’Iris germanica) si utilizza il rizoma essiccato in profumeria

Sei immagini di iris bulbosi, nella loro varietà di colori. Questi iris, a differenza dei rizomatosi, più rustici ma dal fiore più delicato, si trovano spesso dai fiorai in bouquet monocromatici

Gli iris reticolati sono iris bulbosi, di piccole dimensioni e a fioritura precoce, caratterizzati da un particolare disegno dei petali

Gli iris comprendono anche varietà acquatiche: qui Iris pseudacorus, così denominato per la somiglianza dei lunghi steli che fuoriescono dall’acqua con l’acòro (Acorus – fam. Araceae), o calamo d’acqua

L’iris è uno di quei fiori con ‘qualcosa in più’, in grado di attrarre la fantasia degli uomini…
Viene da pensare ad un’analogia botanica-entomologica. Alcuni fiori hanno disegnate sui petali delle linee, che convergono verso la base di attacco; come delle piste di atterraggio, con la funzione di attrarre gli insetti verso gli organi del polline. Se per questo, anche gli iris ce l’hanno, ma più in generale… Alcune immagini, suoni, odori, anche dei luoghi, hanno capacità evocative; come modalità spontanee, inconsce di meditazione, possono sollecitare epifanie capaci di portare verso altre regioni del pensiero… A volte l’innesco può essere un fiore; spesso è l’iris.

Le vite segrete dell’iris (Secret lives of Iris II, III, IV) di Diane Wilson. Una serie di foto di iris che sembrano portare ad un modo segreto (da www.firelily.com )

Tra gli appassionati di piante non sono rare delle convocazioni urgenti – …Devi venire immediatamente! – per una fioritura inaspettata; o le richieste di andare a vedere una pianta mai vista prima: – Incredibile! Sembra che sia stato colorato con un pennello durante la notte! …Che poi era un iris japonica, un iris rizomatoso nano, che strisciando riesce ad invadere tutto lo spazio che gli si lascia; ma bisogna capire l’emozione della prima volta!

Fiore di Iris japonica, tra i piccoli iris uno dei più comuni e rustici

Del “fiore di velluto”, o widow iris, piccolo iris bulboso selvatico – uno dei fiori della memoria – si è già parlato e se ne sono mostrate le immagini (Hermodactylus tuberosa – Fam. Iridaceae; V. su “O” Autunno: le piante e i colori (parte seconda) 
del 18.11.07

Ancora… Si racconta di viaggi intrapresi per andare a cercare una pianta; per esempio, per la curiosità innescata da quelle immagini di iris neri trovate per caso, cercando fiori di colore scuro per scriverne sulla rivista di ‘Omero’, qualche mese fa.
È un fatto che gli scritti di “O” possano rivelarsi un formidabile strumento di stimolo e conoscenza: per i lettori (…si spera), ma certo per chi scrive. Così si organizzò un breve viaggio, poco prima di Natale, alla volta della Giordania, sulle orme di suggestioni insieme botaniche e cinefile (siamo dalle parti di “Indiana Jones e l’ultima crociata”, le cui scene conclusive sono state girate appunto nel tempio ‘del Tesoro’ di Petra).

Alcune varietà di iris di colore scuro. Da sin. e in senso orario: Iris nigricans, Iris chrysographes e Iris petrana. Il primo è il fiore nazionale della Giordania e anche I. petrana è originario di quelle regioni. Iris chrysographes è invece di origine cinese

Accadde, in Giordania, di trovare tante cose: un popolo gentile e ospitale, una cucina gustosa, vestigia romane sorprendenti per ricchezza e bellezza. Anche le rovine di Petra, naturalmente: un’intera città scavata nella roccia… Ma dell’iris petrana nessuna traccia!
La spiegazione dell’arcano, al ritorno, apparve ovvia come il famoso recupero di un intero giorno ne “Il giro del mondo in 80 giorni”. Si dà il caso che la Giordania non sia un paese tropicale, ma come l’Italia abbia clima temperato, e l’agognato iris petrana anche lì sarebbe fiorito solo in primavera (…starà per fiorire proprio in questo periodo!).

L’iris ha ispirato scrittori e pittori.
Herman Hesse era affascinato dagli iris. In un suo racconto (“Iris”, del 1918) il suo personaggio (Anselm) ne serba un ricordo prezioso dalla sua infanzia sognante, in cui si perdeva in mille fantasticherie avvicinando gli occhi ai petali del fiore e perdendosi nel fondo di essi.
Passano gli anni e Anselm abbandona il giardino e la sua casa e cerca la sua strada nel vasto mondo, ma sempre gli rimane, nel fondo dei pensieri, il ricordo di qualcosa di puro e incontaminato, come di un paradiso perduto. Più tardi nella sua vita incontra una ragazza, fragile e forte, che si chiama proprio Iris. Da questo incontro nascono in Anselm domande ineludibili sul significato della sua vita e i suoi pensieri prendono una direzione diversa. Progressivamente si distacca da tutto: dal suo lavoro di insegnante universitario, dagli amici, dalla città dove vive, e torna nella sua vecchia casa. “…Un segreto d’infanzia si conserva a lungo; qualcuno ne porta dietro un residuo, un’eco fino a che non si hanno i capelli bianchi..”
Anselm ritrovò infine il suo sogno infantile “…e vide, tra bastoncelli dorati, il sentiero azzurro chiaro venato che portava nel segreto e nel cuore del fiore, e capì che lì era ciò che cercava, lì stava l’essenza che non è più immagine.”

L’illustrazione che accompagnava la prima edizione del racconto di H. Hesse, successivamente raccolto nel volume ‘Märchen’ (Fiabe)

Tra i capolavori della pittura ci sono gli iris del giardino di Monet a Giverny (V. su “O”: Notizie dai giardini – Giardini veri e sognati
 del 02.04.07) e gli iris di Van Gogh…

Vincent van Gogh (1853 – 1890) – Vaso con iris (1889); The Metropolitan Museum of Art. Questo dipinto e il successivo appartengono al penultimo anno di vita dell’artista, e furono eseguite durante il suo ricovero presso l’ospedale di Saint Paul-de-Mausole a Saint-Rémy

Vincent van Gogh (1853 – 1890) – Piante di iris (1889); Paul Getty Museum, Los Angeles. Le piante sono in primo piano, all’altezza dello sguardo di un uomo seduto, eliminando l’orizzonte. A sinistra spicca un grande iris bianco completamente aperto

Gli iris per quanto molto comuni e non bisognosi di cure particolari, sono tra quei fiori mitici – per bellezza, varietà di colori, forma e profumo – che attraggono estimatori maniacali, club di ibridatori e appassionati, fiere apposite e mostre per la premiazione dell’iris più bello dell’anno.
A Firenze, all’angolo fra il viale dei Colli e Piazzale Michelangelo si trova l’ingresso del Giardino dell’Iris, un giardino dedicato esclusivamente agli iris, appartenente alla Società omonima formata da appassionati coltivatori.
Il Giardino dell’Iris, in cui si possono ammirare in piena fioritura più di 1500 varietà di iris provenienti da ogni parte del mondo, è un giardino tematico in cui vengono coltivate centinaia di varietà di iris, nella ambientazione tipica di un uliveto collinare, con prati e aiuole e un laghetto per la coltivazione delle varietà acquatiche. Ogni anno il giardino si arricchisce di nuovi esemplari, selezionati tra quelli presentati a concorso negli anni precedenti.

Per non concedere proprio nessun alibi:
il Giardino dell’Iris è aperto dal 27 Aprile – 20 Maggio 2008
 tutti i giorni (anche festivi) con orario 10.00 – 12.30 / 15.00 – 19.00.
L’ingresso è gratuito [Informazioni su: www.irisfirenze.it – sito ufficiale della Società Italiana dell’Iris]

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