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La preparazione del panino ai tempi di You Tube

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Da Andy Warhol alla zuppetta di Nanni Loy, passando per Bozzo, Hal e mr Bean

Da Andy Warhol alla zuppetta di Nanni Loy, passando per Bozzo, Hal e mr Bean

Chi scrive storie, specie un autore fantareale, guarda il mondo e le persone che lo abitano con gli occhi vuoti del maniaco per farsi sorprendere per bene da quello vede. Per rubare azioni, scene, sguardi e rianimarli e metterli a nuovo dentro la propria scrittura. E penso che lo scrittore maniaco su ‘you tube’ può trovare molti spunti narrativi. Per passare all’azione di appostamento fantareale, stando come voi adesso davanti al computer, provo subito a intercettare qualcosa di buono e utile per gli occhi di chi cerca immagini da trasformare in possibili storie letterarie.
Siccome ho fame e mi farei volentieri un panino, mi lascio prendere la mano e provo a scrivere sul motore di ricerca ‘google’ alla categoria ‘video’ la frase in italiano basico ‘mangiare panino’. Piovono nel mio computer immagini tristissime, squallide, di panini ingurgitati interi per scommessa o spruzzati di lacca per fare uno scherzo all’amico di turno messo in mezzo.

Panino by Bozzo

Ma poi becco il re della pop art Andy Warhol che una trentina d’anni fa si prepara un panino. E scopro che il panino dopo trenta anni non si è ancora avariato, mentre il vate della pop art sì. Almeno per i miei occhi web fantareali. Mangia composto e in silenzio e a ogni fotogramma che passa vuole dirci che lui, il re della pop art, è fico pure quando mangia un panino con maionese e ketchup. È un lento mastichio artistico, comune a tutti gli esseri umani implicati con la pop art, ed è pur sempre un sopra le righe warholiano. Ma il mio occhio vuoto da maniaco nota qualcosa che fa impressione, che davvero mi stranisce. Il panino pop-art di Andy Warhol non genera molliche, non perde materia. E sulle labbra warholiane non si formano sbafi di cibo. Così l’idea fantareale che trasuda dal panino di Andy Warhol può diventare un’idea letteraria simile a quella dell’uomo senza ombra. Da Andy Warhol che moooolto pop art si mangia il panino può cadere nel mio computer l’idea fantareale di un personaggio che non lascia impronte, tracce, pur avendo un peso e una fisicità.

Panino Andy Warhol

Poi mi lascio prendere di gusto da un paio di panini televisivi molto da ridere e lì il racconto comico cammina benissimo per conto suo e anzi due risate mi piacerebbe che ce le facessimo insieme, computer vs computer. Con Hall e con mr Bean ci si può solo lasciar andare ai loro meravigliosi ed esilaranti progetti paniniformi.

Panino Hall, Malcolm in the Middle

Panino mr Bean

Ma poi tornano dal passato della tv italiana degli anni sessanta le immagini molto tenere di una follia composta, docile, affettuosa, che cerca collaborazione nel prossimo. Io metto il cornetto e poi prendo da te, senza chiedertela, la bevanda ideale per la mia zuppetta. Di fantareale c’è lo stupore antropologico di chi subisce quella tenera follia inzuppante. Uno stupore che dovremmo ritrovare per intero oggi, cari fratelli fantareali.

La zuppetta col cornetto fantareale del grande Nanni Loy

Alla fine il binomio ‘mangiare panino’ mi ha portato a scovare un possibile racconto sull’uomo molto gentile che non lasciava tracce, e a farmi un po’ di sane risate. E ora mangio un panino o ne scrivo il racconto?

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