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Autunno francese

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“A egregie cose il forte animo accendono/ l’urne de’ forti, o Pindemonte; e bella/ e santa fanno al peregrin la terra che le ricetta.” Dei Sepolcri, U. Foscolo
“A egregie cose il forte animo accendono/ l’urne de’ forti, o Pindemonte; e bella/ e santa fanno al peregrin la terra che le ricetta.”
Dei Sepolcri, U. Foscolo

Non ci sono più le mezze stagioni? Forse in Italia, ma, a Parigi, almeno l’autunno sembra resistere. Ed è, questo, da solo, un buon motivo per tornare a visitare la Ville Lumière, la città degli intellettuali, degli artisti e degli innamorati.

Però siete scettici; a Parigi siete stati già troppe volte: Louvre… visto, Tour Eiffel… di nuovo tutti quegli scalini?, Musée d’Orsay… lo conoscete a memoria, per non parlare di Notre Dame, del Quartiere Latino e via, avanti così.
Però, se capitate a Parigi a novembre… vale sicuramente il viaggio una passeggiata nei due più importanti cimiteri parigini, quelli di Père Lachaise e Montparnasse, alla ricerca delle tombe delle celebrità tanto ammirate, come anche alla riscoperta della stagione quasi perduta: l’autunno con i suoi colori caldi e le foglie che scivolano dai rami.

Così, fra un vialetto e l’altro, fra Jim Morrison e Chopin, Modigliani ed Edith Piaf, Oscar Wilde e De Nittis, Proust e Molière (tutti a Père Lachaise), come pure fra Sartre e Simone de Beauvoir, Baudelaire e Ionesco, Beckett e Gainsbourg, Man Ray e Brancusi (a Montparnasse), vi potrebbero tornare in mente i dipinti, le sculture, le canzoni, le battute, i versi che vi sono rimasti nel cuore. E così, nello stesso modo, potreste ricordare di quando c’era ancora l’autunno e, da piccoli, saltavate fra le foglie secche per sentirne lo stropiccio sotto le scarpe.
Potrebbe valerne la pena, n’est pas?

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