Condividi su facebook
Condividi su twitter

Colpito

di

Data

Credo che Giuliano abbia fatto bene ad aspettare tanto, un intero quadrimestre, per confessarmi che al posto del pisello aveva una pistola, una di quelle vere che si usano per sparare.

Credo che Giuliano abbia fatto bene ad aspettare tanto, un intero quadrimestre, per confessarmi che al posto del pisello aveva una pistola, una di quelle vere che si usano per sparare. Doveva prima fidarsi di me, avere la certezza che non l’avrei detto a nessuno, ma soprattutto che non l’avrei preso in giro.
Eravamo nel bagno della scuola, durante la ricreazione, sporti verso la finestrella. Giuliano fumava già da chissà quanto, io da quando, un paio di mesi prima, eravamo diventati amici. Mi ha passato una Marlboro già accesa, se n’è accesa una per sé e mi ha detto stammi bene a sentire. Nonostante il fumo arrotondasse il suo viso facendolo più distante, ho notato che era stranamente nervoso, serio.
– Che significa una pistola al posto del pisello?-, gli ho domandato tentando di scegliere un sorriso indecifrabile.
– Significa che dove tu hai il pisello, a me è cresciuta una pistola, canna di ferro grilletto mirino, una pistola tale e quale a quelle dei cowboy nei film , – ha risposto freddissimo.
Sono scoppiato a ridere ma siccome lui restava impassibile ho subito smesso. – Fammela vedere,- ho detto.

Altri racconti
in archivio

Sfoglia
MagO'