Condividi su facebook
Condividi su twitter

Anche voi credete che universi paralleli possano creare il vuoto?

di

Data

Le possibilità fanno parte della vita di un uomo. Aprite una porta e ci trovate un pazzo che vi vuole sgozzare perché il cervello gli dice che dovete essere sgozzati.

Le possibilità fanno parte della vita di un uomo. Aprite una porta e ci trovate un pazzo che vi vuole sgozzare perché il cervello gli dice che dovete essere sgozzati. Oppure aprite la porta e ci trovate la coniglietta del mese che vi saluta con un bacio. Nessuno di noi sa cosa bene o male c’è dietro la porta. In qualche modo questo si chiama vivere o comunque gli somiglia molto.
Le possibilità possono essere anche sciupate e questa cosa accade più di quanto uno possa pensare. Eravate seduti sulla panchina del parco in una splendida giornata di aprile. Dovevate baciare la ragazza, quella ragazza che non ha dato tregua alle vostre fantasie negli ultimi mesi. Eppure non l’avete fatto. Il motivo qui non conta molto. Non l’avete fatto e col tempo avete dimenticato il parco e la bella ragazza. Ogni tanto quando si tira in ballo l’argomento o quando qualcosa ci viene a grattare laggiù dove abbiamo nascosto il ricordo la tiriamo nuovamente fuori. Ma mai più che per pochi secondi. Credo che sia un sistema di autodifesa. Nessuno sa meglio di noi che il tempo passa e le cose vanno prese al volo.
Supponiamo però che oltre a non aver dato un bacio alla bella ragazza, glielo abbiate dato nello stesso momento. Così come in quel momento ci avete litigato e lei vi ha versato addosso la bottiglietta d’acqua che teneva nervosamente in mano. Supponiamo che mentre facevate tutte queste cose è anche arrivato il ragazzo di lei e ve le ha date di santa ragione addosso a una quercia.
Nessuno di noi ha mai assistito a questo fenomeno a meno che non sia convinto di essere superman o che in qualche negozio a buon prezzo si possano comprare dei super poteri.
Uno studio del gruppo di ricerca guidato da Lawrance Rudnick, astronomo dell’università del Minnesota (Usa), rivela che questa cosa è possibile. Ognuna delle situazioni del parco continua a vivere. Dall’incontro con la ragazza torniamo felici e con il prossimo appuntamento fissato. Tristi per non essere riusciti a dire qualcosa di serio o con la testa che gira per quante ne abbiamo prese. Nessuno di noi sforzandosi per quanto possibile ricorda di essere uscito fuori da una situazione in vari modi. Io me ne ricordo uno solo e molto spesso non è stato quello giusto.
Eppure lo studio afferma questa cosa e spiega anche perché ognuno di noi ricorda una sola occasione e non le altre.
Le possibilità continuano a vivere separatamente e non si influenzeranno mai. Secondo il gruppo di lavoro statunitense il tizio che ha dato il bacio alla ragazza non incontrerà mai il tizio che se ne torna a casa bagnandosi la testa sotto la prima fontanella per i lividi. Separati, ma vivendo in tempi paralleli, continueranno a fare la loro vita e a creare altre circostanze. Se dovessero avvicinarsi a sufficienza si respingerebbero lasciando del vuoto nelle loro vite.
Più possibilità non sono concesse per ogni universo. Sono concesse più possibilità per più universi.
Non so come sia spiegabile tutto questo scientificamente, comunque è una cosa che motiva il vuoto e per un motivo o per un altro mi viene facile crederci.
Nell’universo è stata scoperta una cicatrice. Lawrance Rudnik, usando i dati del Very Large Array del National Radio Astronomy Observatory di Socorro, New Mexico, ha trovato un vuoto enorme. Nella costellazione di Eridano a circa nove miliardi di anni luce dalla terra. Tale buco cosmico è troppo grande per essere spiegato con le normali leggi della fisica. A questo punto è stata fatta avanti la teoria degli universi paralleli dalla dottoressa Laura Merini-Houghton (maledetta fuga di cervelli). Il suo studio afferma quanto ho cercato di spiegarvi fin ora con l’esempio del parco. Se due universi dovessero venire a toccarsi provocherebbero una repulsione della materia. Quindi un mare vasto centinaia di miliardi di anni luce in cui regna il vuoto.
Da qualche parte là fuori c’è un mondo simile al nostro, in cui le cose però hanno assunto un’altra piega a partire da un momento x. E di questi momenti x, a pensarci bene, ce ne sono milioni. Ogni volta che apriamo una porta per tornare al nostro primo esempio. Ma tra loro non possono in nessun modo entrare in contatto, altrimenti si respingerebbero creando il vuoto.

Dietro l’angolo ci sono vampiri e mostri pronti a liquefarci. Li incontreremo tutti in altrettanti mondi e tempi paralleli.
Personalmente invidio il mondo in cui incontrerò andando al lavoro un vampiro alto due metri sfuggito da chissà dove. E se non credete nei mostri dovete solo credere che le possibilità sono infinite così come gli universi.
Eppure non lo incontrerò mai. Il vuoto si crea perché il mondo dei vampiri di due metri non può entrare in contatto con il nostro. Perché il mondo in cui farete miliardi alla lotteria non può assolutamente parlare con quest’altro.
“Sbrigati per la puttana che ho poco tempo!” dice il voi stesso a voi stesso.
“Che numeri hai detto…tredici, sei e…”.
Una spiegazione del nulla ci voleva non trovate? Ora abbiamo l’anima in pace e possiamo dormire sogni tranquilli. Il nulla nasce dalla repulsione di due mondi. Noi ogni giorni lo vediamo e ci siamo sempre chiesti perché? Ma ora sappiamo perché Napoli può rimanere in quello stato, anzi perché c’è necessità che rimanga in quello stato. Il vuoto che l’attanaglia è frutto di due realtà, quella in cui abbiamo baciato la ragazza e quella in cui non l’abbiamo baciata. I due mondi che non possono stare nello stesso posto. Qui verrebbe da fare tutta una serie di riferimenti alla democrazia e alla mafia… ma sarebbe troppo semplice.
Io ci credo, anzi ci voglio credere o forse ci devo credere. Davvero si regge tutto su questo e sulle possibilità. A meno che la dottoressa non abbia fatto fiasco. Perché se così fosse possiamo tranquillamente girare l’angolo una sera dopo aver visto l’ultimo film in un cinema del centro e in una via che non ha nulla di sinistro. Voltiamo l’angolo e teniamo sotto braccio nostra moglie e le parliamo della scena che ci ha più eccitati. Siamo presi dal volerle trasmettere tutto quello che abbiamo capito e lei ci ascolta. I bambini sono a casa con la baby-sitter che ci ha fatto un prezzo forfetario per tutta la serata, quindi non c’è fretta di rientrare.
Arriviamo a un incrocio e da dietro l’angolo salta fuori un mostro di due metri dalla pelle putrefatta e lunghe unghie nere. Si vede che il corpo si è dovuto adattare a situazioni a ambientali molto più rigide della nostre. Eppure ha sembianze umane. Qualcosa ci dice che è solo uno scherzo della natura. Forse è solo un uomo malformato poveretto. Ma mentre facciamo questa riflessione quell’essere ci ha già afferrato e ha spalancato la bocca schermata da una fila di denti aguzzi. Ci farà secchi lì sul posto e poi spaccherà a metà nostra moglie. Trascinerà i corpi dietro il colonnato che stavamo costeggiando e lì tre piccoli mostri lo aspetteranno.
Toccherà la testa bitorzoluta a ognuno di loro come un buon padre prima di insegnargli a succhiare e a mangiare un essere umano.

Altri racconti
in archivio

Sfoglia
MagO'