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Silvio Muccino: “Volevo assolutamente raccontare proprio questa storia”

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Parlami d’amore è il nuovo film di Silvio Muccino. Il ragazzo che tutte vorrebbero è anche l’autore dell’omonimo libro (scritto a quattro mani insieme a Carla Vangelista), da cui è...

Parlami d’amore è il nuovo film di Silvio Muccino. Il ragazzo che tutte vorrebbero è anche l’autore dell’omonimo libro (scritto a quattro mani insieme a Carla Vangelista), da cui è tratta la sceneggiatura. Tra i baci e le grida, in mezzo ad una folla di ragazzine urlanti, sembra quasi impossibile raggiungerlo. Prima che lo schermo bianco dietro lui diventi il suo film, quando siamo abbastanza vicini alla sua cravatta verde, sembra quasi un amico con cui chiacchierare.

Sceneggiatore, regista e attore del nuovo film, quale di questi ruoli ti ha più divertito?
Divertito forse non è la parola giusta, in realtà, questa è stata l’esperienza di due anni. Sono stato immerso in questa storia perché per me è la vera protagonista. Regista, sceneggiatore, attore, tra un po’ sarò pure costumista. Può essere interpretata come ambizione, però è solo voglia di raccontare. Ci tenevo assolutamente a raccontare questa storia.

In questo lavoro di due anni quali sono stati i momenti più difficili?
Se un momento difficile c’è stato, non è stato durante la realizzazione, che certo è stata complicata perché abbiamo lavorato tantissimo. Il lavoro più difficile è stato scegliere di fare questo film come regista, perché avevo molte responsabilità sulle spalle. Quando ti chiami Muccino e pensi di fare il regista devi credere fermamente in quello che stai facendo. Questo è stato molto difficile, però, nel momento in cui ho accettato di iniziare, man mano che andavo avanti mi rendevo conto che questo film portava proprio il mio nome, cioè aveva proprio il mio timbro.

Aldilà dei limiti e delle responsabilità, essere il fratello di un regista già affermato quanto, invece, è stato un vantaggio?
Penso di essere una persona fortunata, partiamo da questo presupposto. Dopodiché faccio il mio ragionamento: ci sono molte persone che per arrivare a quest’occasione devono faticare, devono fare il percorso dal basso, invece, io sono partito da quell’occasione e ho dovuto lavorare per guadagnarmela. Lavoro molto, tra un film e un altro studio e tutto quello che non ho fatto prima lo recupero adesso, perché penso che mi devo sempre mettere in gioco. Cerco di lavorare nel cinema, accompagnando il mio pubblico nelle trasformazioni che faccio. Ho avuto una grande occasione e cerco di lavorare per non sprecarla e per dimostrare ogni giorno che quell’occasione è un regalo e quindi me lo devo meritare.

In genere la visione del film delude sempre le aspettative del libro. In questo caso, quali sono le maggiori differenze tra le immagini e la lettura?
In realtà, credo che il film e il libro, che sono due cose diverse, hanno lo stesso identico senso, la stessa anima. Però, seguendo il libro, il film non sarebbe finito più, quindi qualcosa ho dovuto tagliarla. Comunque quando racconti una storia, non è importante se questa storia ha una bella scenografia, ha una gran bella musica, l’importante è che tu racconti il senso di quella storia.

Parlami d’amore… per amore hai mai fatto qualche rinuncia?
Ho fatto delle rinunce per amore, ma mi è capitato, a volte, per paura di rinunciare all’amore. Se vuoi mi sdraio sul lettino e riusciamo a parlarne per un po’…

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