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Esordienti da spennare

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L’edizione 2007 di “Più libri, più liberi – 6a Fiera della piccola e media editoria” ha replicato il successo dell’anno precedente e ha offerto ai visitatori un così ampio assortimento di incontri da far rimpiangere ai più di non possedere il dono dell’ubiquità.

L’edizione 2007 di “Più libri, più liberi – 6a Fiera della piccola e media editoria” ha replicato il successo dell’anno precedente e ha offerto ai visitatori un così ampio assortimento di incontri da far rimpiangere ai più di non possedere il dono dell’ubiquità.
Gli aspiranti scrittori si sarebbero sicuramente interessati alla presentazione, sabato 8 dicembre, di due libri di Terre di mezzo Editore: Esordienti da spennare di Silvia Ognibene e Voglio fare lo scrittore di Davide Musso.
Nel corso dell’incontro, cui sono intervenuti Marco Cassini di minimum fax edizioni, Giulio Mozzi di Sironi editore e la stessa Silvia Ognibene, sono stati dispensati preziosi consigli a chi si sia deciso a fare il grande passo tirando fuori dal cassetto le proprie opere narrative per tentare di proporle a un possibilmente vasto pubblico di lettori.
Ma quali canali si devono seguire per esordire come scrittore? Davide Musso, attraverso dieci interviste a operatori del settore (editor, editori e agenti letterari), nel suo Voglio fare lo scrittore raccoglie una serie di suggerimenti in proposito. E spiega, fra l’altro, che, comunemente, gli editori alla ricerca di talenti e di libri potenzialmente di successo, si basano sugli invii spontanei, sulle indicazioni degli agenti letterari e, da qualche anno, sulla lettura di siti internet e blog letterari.
Tuttavia gli editori sono imprenditori e l’Italia, più che un paese di lettori, è un paese di scrittori o aspiranti tali, tanto che, su 55.000 titoli pubblicati ogni anno, il 18% vende due copie, il 47% una sola copia e il 20% non ne vende nessuna. I dati sono forse desolanti, ma, per chi volesse esordire, fa ben sperare il fatto che il numero delle piccole case editrici aumenta comunque ogni anno e la maggior parte di esse non pubblica autori affermati ma si rivolge proprio agli esordienti. Ovviamente ciò rappresenta una scommessa per l’editore, che, basandosi su una serie di valutazioni, decide di pubblicare il libro di un autore sconosciuto: si tratta del cosiddetto rischio di impresa, che, di regola, ricade sull’imprenditore.
L’editore onesto si assume il rischio delle proprie scelte imprenditoriali e stampa, promuove e distribuisce (in una sola parola: pubblica) il libro sul quale ha deciso di puntare. Eppure esistono tanti “editori”, spesso quasi omonimi (fatto casuale?) di editori affermati, che, ricevuto un manoscritto, richiedono, per stamparlo, un contributo economico all’autore.
Silvia Ognibene, nel suo libro-inchiesta Esordienti da spennare, indaga il sottobosco dell’editoria a pagamento e mette in guardia gli aspiranti scrittori, sottolineando che un libro stampato non equivale a un libro pubblicato, quindi sostenuto, pubblicizzato e distribuito. Spesso, purtroppo, gli editori a pagamento, che quindi non si assumono il rischio di impresa insito nello scommettere su un prodotto piuttosto che su un altro, si limitano alla stampa, tralasciando tutte le altre fasi, comunque necessarie, che rientrano nella pubblicazione e ne costituiscono il momento più delicato.
Questo tipo di editori, che stampano e rendono le copie all’autore contro il pagamento di un prezzo, resistono sul mercato, forti del fatto che, in fondo, ogni scrittore aspira ad essere letto. Voi, scrittori effettivi o potenziali, ricordate che un libro stampato non necessariamente viene letto e, soprattutto, sappiate che un buon libro trova sempre qualcuno disposto a crederci. Non prestate fede alle false promesse: fidatevi solo di chi non ha paura di pubblicare i vostri racconti.

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