Lo Zio d’America

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Ma questo zio d’America esiste davvero o è una figura mitologica? Insomma, considerando il numero di immigrati italiani all’estero è plausibile che, scavando bene...

Ma questo zio d’America esiste davvero o è una figura mitologica? Insomma, considerando il numero di immigrati italiani all’estero è plausibile che, scavando bene, ognuno riesca a trovare il modo per risparmiare sull’alloggio in un eventuale gita oltreoceano. E se, una volta giunti davanti alla porta di zio Frank – all’anagrafe Franco – lui dovesse contestare che non ha mai sentito nominare zia Caterina, la seconda moglie del cugino di papà? Niente paura, con i metodi moderni lo scrocco è assicurato. Basterà infatti sventolare sotto il naso dello zio un accurato albero genealogico che stabilisca con precisione l’innegabile parentela, e non importa quanti rami bisogna saltare prima di fare il collegamento tra il vostro nome e quello dell’amato zietto. Le prove schiaccianti lo costringeranno ad offrirvi almeno un letto.
E come fare a ricostruire nel dettaglio legami che esistono solo perché nominati di tanto in tanto dalla nonna? Un fantastico sito internet può venire incontro a questo tipo di esigenze. Anzi, può fare molto di più: promette di rintracciare gli avi degli avi, fino a risalire – udite udite – agli spostamenti dei nostri antenati fra i continenti per migliaia di anni. Così potrete intrattenere lo zio Frank durante il vostro soggiorno in America, mettendolo al corrente delle sue origini africane. www.ancestry.com/dna è il nome di questo sito americano, ma ne esiste anche una versione italiana. Il meccanismo è semplicissimo, e soprattutto gratis: basta immettere i propri dati e quelli dei familiari più prossimi in apposite caselle ed ecco che magicamente l’albero si materializza davanti ai nostri occhi con tutte le sue ramificazioni. Perlomeno, quelle scontate: mamma, papà, fratelli, sorelle, nonni. L’obiettivo è trovare i parenti nascosti, quelli di cui non si sa neppure l’esistenza, e se anche loro sono iscritti al sito e stanno portando avanti la stessa ricerca, è possibile persino mettersi in contatto con loro. Sarà il motore di ricerca di Ancestry a fare tutto il lavoro: il sito contiene ben cinque miliardi di nomi disponibili per la consultazione, 2,4 milioni di alberi genealogici già bell’e pronti, 24mila archivi storici online e 760mila utenti registrati. Fra tutti quegli archivi storici qualche parentela – e conseguente spostamento del familiare – esce fuori per forza. La curiosità è troppa: si deve provare. Prima casella da compilare: nome e cognome della sottoscritta, data e luogo di nascita. Stessa trafila per mamma, papà e nonni vari. E’ fatta, sta per succedere qualcosa. E infatti tra i rami spunta una fogliolina verde, che sta ad indicare che qualcosa è stato trovato. Tra i possibili parenti da aggiungere all’allegro alberello c’è un certo Nicola Abate sposato con una certa Jennie, residente in Philadelphia Ward, 39, Pennsylvania. E poi c’è un altro Nicola Abate, sposato con una certa Sigismunda, residente in Manhattan Ward, 12, New York. Segue una sfilza di Nicola Abate. Ora, non avendo mai sentito nominare questi probabili parenti, viene subito da fare una considerazione: la prima è che, tenendo bene a mente il discorso riguardante lo zio Frank, non avrei alcuna reticenza nell’accogliere a braccia aperte tali consanguinei, soprattutto quello che vive a New York. La seconda considerazione che si può fare in merito, è che i Nicola Abate della mia famiglia hanno davvero una capacità unica nel trovare mogli con nomi orrendi. E fin qui, come si diceva, la ricerca è del tutto gratuita. Il discorso cambia se si ha il desiderio di andare un po’ più in là nel tempo, diciamo di qualche decina di migliaia di anni. Pagando dai 149 ai 199 dollari e ficcandosi tre tamponi in bocca su cui lasciare la traccia del proprio DNA tramite la saliva, si può infatti tornare a ritroso nel tempo fino a tracciare una linea genealogica che racconterà la storia del proprio gruppo genetico, fin dall’antichità. E si parla dei grandi spostamenti in massa dal nord Africa all’Europa, mica l’epoca delle fondazioni delle nazioni. Basta spedire i tre tamponi sputacchiati a Salt Lake City e aspettare un paio di settimane, e ci si possono togliere tutte le curiosità.
E poi, c’è un’altra finalità per cui si può utilizzare la mappa genealogica di qualcuno. Con una paziente ricerca, rubando in qualche modo il DNA della persona che più si odia al mondo, si può risalire ai suoi antenati con la clava. Perché limitarsi ad offendere la madre? Vuoi mettere il gusto nell’insultare tutta la sua stirpe, uno ad uno, partendo da 20mila anni fa?

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