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Babbo stress

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Quei simpatici babbi natali che si arrampicano sulle scalette e sembrano tanti impiccati alle finestre, le lucine psichedeliche degli addobbi nei centri commerciali che se li guardi per più di un minuto...

Quei simpatici babbi natali che si arrampicano sulle scalette e sembrano tanti impiccati alle finestre, le lucine psichedeliche degli addobbi nei centri commerciali che se li guardi per più di un minuto hai una crisi epilettica sulle scale mobili, le signorine scosciate con il cappellino rosso che cercano – con il sorriso – di rifilarti di tutto. Che bello, è Natale. E ogni anno arriva sempre prima, perché prima senti l’atmosfera natalizia, prima cominci a mettere mano al portafogli per i regali. I regali di Natale. Impossibile non sentire un brivido lungo la schiena quando si materializza questo pensiero nella mente. E va bene, non sarà poi una tragedia, basta scriversi su pezzo di carta l’elenco dei familiari e/o affini (gli amici no, se sono veri amici, comprendono la tortura e si accontentano della telefonata di auguri), e segnare diligentemente qualunque idea-regalo da associare ad ogni nome. Tanto c’è tempo per i regali. Non c’è fretta, mancano ancora due settimane. Solo che, nel frattempo, quel foglietto di carta striminzito su cui si erano riposte tutte le speranze per non impazzire, come sempre, il 24 pomeriggio, finisce non si sa bene come risucchiato in qualche buco nero. Di una tasca del pantalone, fra le pagine di una delle 299 agende, sotto una delle gambe della scrivania per non farla traballare più. E allora si ricomincia daccapo – cos’è che avevo pensato per Barbara? -, fiduciosi, tanto c’è tempo. Ma poi, inesorabilmente, anche questo appunto si volatizza. Porca miseria, è stato usato per segnare i numeri del lotto da giocare per mamma. Che quindi deve averlo ingoiato per la rabbiadopo l’estrazione. Calma, niente, panico, a questo punto si procede come l’anno scorso – e quello prima, e quello prima ancora, ecc ecc. Si gira per i negozi finchè non si trova l’idea giusta. E che cavolo, in fin dei conti basta conoscere un po’ i gusti di tutti, e trovare un buon compromesso con i propri, di gusti. E certo, perché se davvero compro quel berretto che avevo in mente per mia sorella, poi me lo presta. Me lo deve prestare, gliel’ho regalato io. Allora, è deciso. Si va per negozi. Però non oggi, c’è da lavorare. E domani… no, non lo posso rimandare. Uff, certo, buttarsi fra le vetrine il sabato pomeriggio già normalmente è un suicidio, e sotto Natale potrebbe essere considerato un martirio, vista la nobile finalità. Si si, è deciso, domenica si va. Vabbé, non si avrà più tutto questo tempo per soppesare, valutare, confrontare, ripensarci e ri-ripensarci. Però, basta avere un buon occhio, e modestamente… Eccoci qua, uno di quei negozi f-a-n-t-a-s-t-i-c-i che hanno di tutto dentro, dai libri, ai dvd, ai giocattoli per bambini. Che meraviglia, qui inizia il giro, e qui finirà. Però, quanta gente. Mi sa tanto che tutti hanno avuto la bella pensata di riempire l’alberello di casa due giorni prima di Natale. Il che ha anche un senso, sennò Babbo Natale che fa, resta una settimana in attesa con il saccone sulle spalle? Dvd…dvd…eccoli là. C’è anche un piacevole sottofondo musicale, che viene da canticchiare.. kingle bells, jingle bells… E che cavolo, “I pirati dei caraibi” stanno a 27 euro e 90? Ma che, mettono a disposizione direttamente il forziere? Meglio cambiare rotta, e rido da sola nella mia testa per la splendida battuta. Beh, a giudicare dal prezzo degli altri dvd, mi sembra di capire che le case produttrici hanno una voglia matta di fallire. Bene, aboliti i dvd. Niente panico, guada quanti libri, si troverà pur qualcosa. Permesso..permesso…s, ho capito che è Natale, però se mi urtate in continuazione i nervi mi saltano lo stesso. Ma guarda un po’, le confessioni di Moggi. E in bella vista tutta la sfilza delle giovani porno-erotico-ecc- scrittrici. Ma dai, ci sarò qualcosa di decente? Se solo riuscissi a vedere, con tutte queste mani che prendono, posano, sfogliano. E quel bambino che piange? Adesso gli ficco Moccia in bocca. E questa cavolo di jingle bells, ma hanno solo questa? Calma, inspirare, espirare. Manca il respiro. Meglio avvicinarsi all’uscita. E quelli cosa sono? Fantastici segnalibro con gli animali a 4 euro e 90 l’uno. E’ un raptus quello che mi è preso? Uno, due, tre, quattro, cinque, sei, e sette. No, la balena l’ho già presa. Ecco, la giraffa, e fanno sette. Non mi scoraggia più quella fila davanti alla cassa che arriva fin dentro i magazzini, ogni passo fatto sarà un mezzo metro di avvicinamento all’uscita. E provassero a lamentarsi dei miei regali. Ci ho pure perso tempo a pensarci.

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