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Babbo Natale: “Oh Oh Oh”

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E’ uno degli uomini più famosi del mondo e, in questi giorni, non è stato facile trovarlo libero per raccontarci un po’ della sua storia e del suo lavoro.

E’ uno degli uomini più famosi del mondo e, in questi giorni, non è stato facile trovarlo libero per raccontarci un po’ della sua storia e del suo lavoro. Altissimo e grosso, più di quanto immaginiate, ha aperto la porta del suo laboratorio e, accanto al camino e ai biscotti, ha tenuto per lui ben pochi segreti. Adesso potrete dire “Si, è vero. Babbo Natale esiste!”.

Come inizia la sua storia di portatore di doni?
Commosso dalle preghiere di un nobiluomo, impossibilitato a sposare le sue tre figlie, decisi di lanciare per tre notti consecutive, attraverso una finestra sempre aperta della sua casa, tre sacchi di monete che avrebbero costituito la dote delle ragazze. La prima e la seconda notte le cose andarono bene, la terza notte trovai la finestra chiusa. Mi arrampicai così sui tetti e gettai il sacchetto di monete attraverso il camino, dov’erano appese le calze ad asciugare. Feci la felicità del nobiluomo e delle sue tre figlie.

Proprio per rendere felici le persone ha deciso di continuare il suo lavoro?
Regalavo cibo alle famiglie meno ricche calandoglielo anonimamente attraverso i camini o attraverso le loro finestre. Soprattutto durante l’inverno, era difficile per loro trovare cibo ed io non avevo grandi difficoltà a trovarne per loro. Condividere rendeva felici loro e me. Ho avuto poi a disposizione un oggetto mitico (il Sacro Graal N. d. R.) che mi ha dato la possibilità di regalare in abbondanza.

Come riesce ad essere presente in ogni parte del mondo?
Alcuni mi chiamano Sinterklaas e lavoro per loro il giorno del mio compleanno (6 dicembre N. d. R), altri mi chiamano Kerstman, Ded Moroz o Väterchen Frost, ma il mio ruolo in realtà non cambia molto da un paese all’altro. Per riuscire ad arrivare ovunque ho varie sedi. Per il lavoro negli Stati Uniti, ho una sede al Polo Nord (in Alaska). Per occuparmi del Canada ho un laboratorio nel nord del paese. Per i miei impegni in Europa ho una sede nel villaggio di Korvatunturi, in Lapponia. Le mie occupazioni in Svezia partono da Dalecarlia, ho anche una dimora a Cesarea…

Il suo lavoro richiede una fatica incredibile, chi la aiuta a distribuire e preparare i doni?
All’inizio avevo un laboratorio artigianale in cui lavoravamo tutto l’anno io e mia moglie e, con l’aiuto di un asino, distribuivo i regali. Poi abbiamo iniziato a realizzare giocattoli, distribuendoli con le renne volanti e con dei sostituti, naturalmente, che seleziono io personalmente. Ora abbiamo una fabbrica completamente automatizzata, in cui le più avanzate tecniche di produzione sono controllate dagli elfi, da me e da mia moglie.

So che quest’anno le hanno scritto una lettera anche Prodi, Berlusconi e altri politici italiani. Potrebbe dire cosa le hanno chiesto?
Romano Prodi, che è stato sintetico e chiarissimo, ha scritto che voleva il libro del filosofo Martin Heidegger, La sfida all’eternità. Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi hanno chiesto un regalo l’uno all’altro: un kalumè della pace da Silvio a Gianfranco e uno da Gianfranco a Silvio. Fausto Bertinotti ha chiesto le cravatte di cachemire che gli hanno rubato alcuni mesi fa. Francesco Rutelli ha chiesto due cose: un’idea politica e una telecamera. Veltroni ha detto di desiderare una legge elettorale, fatta d’accordo con Berlusconi in favore dei partiti più grandi, all’insegna del maggioritario, ma anche un testo che tenga conto delle esigenze dei suoi piccoli alleati, all’insegna del proporzionalismo.

Riuscirà a soddisfare le esigenze di tutti?
Con i bambini mi riesce sempre, anche se non riesco ad arrivare ovunque. In alcune situazioni avrei davvero bisogno di aiuto. Chi vede le cose e conosce delle condizioni difficili dovrebbe lavorare per me. Non sono pochi i bambini che non possono permettersi nemmeno di inviarmi una lettera.

Si può rintracciare Babbo Natale?
Oh, Oh, Oh! Nel 1955 molti bambini chiamarono al comando della difesa aerea degli Stati Uniti per sapere quando sarei arrivato nelle loro case e dove mi trovavo in quel momento. Harry Shoup, il comandante di turno quella sera, disse loro che sui radar c’erano dei segnali che mi mostravano in arrivo dal Polo Nord.

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