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Bari vecchia, niente da vedere

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Bianca e azzurra, Bari è una porta verso oriente fatta di pietre e di mare. Tra l’antico e il nuovo porto si trova la città vecchia...

Bianca e azzurra, Bari è una porta verso oriente fatta di pietre e di mare. Tra l’antico e il nuovo porto si trova la città vecchia, groviglio di vicoli e persone. I bambini corrono per strada e sbucano dagli angoli, mentre i vecchi siedono alle porte strette delle case. Le pietre di Trani ricoprono ogni facciata e il mondo intorno San Nicola ha un aspetto duro.
Tra le vie del centro, motorini e passanti scansano i retini con la pasta, messa fuori ad asciugare sugli stenditoi. Alle porte, le tende velano le mani delle donne che danno forma alle orecchiette. Per fare l’incavo all’interno dell’impasto non usano il ferro, ma le dita: si prepara così la pasta autentica di Bari. I laboratori di produzione artigianale sono le case, dove le signore lavorano per i negozi e i ristoranti. Tra i vicoli e le corti, proprietà originaria di nobili casate, ristoratori e famiglie sistemano i tavoli all’aperto e gli odori delle cucine si confondono con quelli della strada. Nelle corti, gli spazi antistanti le case hanno la funzione di piazzette e, tra gli edifici, spuntano stradine. La navata destra della chiesa di San Marco dei Veneziani è la via omonima che collega due piazzole, dove gruppi di uomini giocano a carte, tra casse di bottiglie vuote.
Ad ogni incrocio di viuzze, si notano i voti alla Madonna dell’Annunziata e a San Nicola. Le loro immagini compaiono tra gli svincoli e sotto gli archi, rischiarate da luci stonate che creano colori suggestivi sulle persone e le pareti. I bambini giocano e urlano per strada e, tra i ruderi della chiesa di Santa Maria del Buonconsiglio, hanno il luogo ideale per rincorrersi. Restano in piedi solo le dodici colonne, perfette per nascondersi e contare.
Da via San Nicola si arriva alla Basilica, dove si pensa sia custodito il Santo Graal, il calice da cui Gesù bevve durante l’ultima cena. Forse è solo una leggenda, simbolico sostegno all’importante ruolo di porto per la Terra Santa che la città ebbe durante le Crociate.
La storia di Bari è legata al mare e a San Nicola. Il mare dà lavoro alla maggior parte della popolazione, che si occupa di pesca in uno dei luoghi più prolifici della costa adriatica, e, dal mare, viene anche Nicola, il santo protettore della città. Nel 1087, 62 marinai organizzarono una spedizione e, di ritorno da Atiochia, si fermarono a Myra, si impadronirono delle reliquie di San Nicola e le portarono a Bari. Da allora, tra il santo e la città si è creata un’unione così forte da rendere difficile anche solo nominare l’uno senza legarlo all’altro. Simbolo dell’incontro tra religione d’oriente e d’occidente, il santo è il patrono delle donne in cerca di marito, dei bambini e degli uomini in mare. In sintesi, veglia su tutto ciò che incontriamo tra le antiche strade.
Sul porto vecchio, i pescatori sbattono i polpi che venderanno al mercato. Contro la pietra, i molluschi si arricciano e raggiungono la consistenza adatta per essere mangiati crudi. “I polpi devono essere croccanti e almeno per una mezz’ora devono essere sbattuti”, avvisa Andrea, uno dei pescatori arrivati al porto. La pietra sotto di lui è diventata liscia a forza di lavorarci su. Un pò del pescato lo tiene da parte, per portarlo a casa e mangiarlo con la famiglia.
Nel vecchio centro, le nonne sono in piedi accanto alle porte e aspettano che arrivi il pesce per preparare il pranzo. Molte di loro non sanno né leggere, né scrivere, ma ricordano a memoria le preghiere a San Nicola, le stesse che recitavano ogni mercoledì, girando intorno alla pietra nella cripta della Basilica. Andavano a chiedere al santo di sposarsi e lì incontravano i pretendenti che le aspettavano per guardarle. “Ho conosciuto così mio marito”, racconta Antonietta che aspetta seduta l’arrivo dei pescatori.
Il piano di ristrutturazione urbana, voluto nel 1997, ha cambiato il volto all’antico centro della città. La creazione di una rete fognaria e il rinnovamento degli edifici hanno dato il via anche alla realizzazione di nuove attività commerciali e turistiche. La microcriminalità è diminuita e il borgo ha ripreso a vivere anche di sera. Secondo Michele, presidente della Pro Loco, è difficile puntare tutto sul turismo: “Molti abitanti del vecchio centro lo hanno lasciato e dove abitavano loro ora ci sono locali, bar o ristoranti. Le cose però non sono migliorate del tutto. Le vecchie attività sono rimaste così com’erano, non si sono sviluppate e si continua a lavorare in nero o nelle case”. In bilico tra l’ovest e l’est, il passato e il futuro, il centro antico ha un fascino grezzo e deciso e mantiene comunque intatto il ruolo di ponte tra le diversità.
Eppure, entrando in Bari vecchia, due ragazzi ci avevano detto: “Qui non c’è niente da vedere”.

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