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Angelo “Bobo” Conte: “La musica ci tiene vivi”

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Una domenica pomeriggio pigrissima: caffé, amaro e sbadigli, finché non arriva Angelo “Bobo” Conte. Bobo è la voce e l’anima della Peppa Marriti Band, un gruppo musicale di Santa Sofia d’Epiro (Cosenza)

Una domenica pomeriggio pigrissima: caffé, amaro e sbadigli, finché non arriva Angelo “Bobo” Conte. Bobo è la voce e l’anima della Peppa Marriti Band, un gruppo musicale di Santa Sofia d’Epiro (Cosenza) che si muove in un limbo musicale dove convivono senza problemi il paisley underground dei Dream Syndicate, il folk rock dei Pogues e la canzone d’autore “latina” alla Manu Chau. Tutto questo sarebbe già abbastanza singolare, ma a rendere il piatto ulteriormente gustoso ci sono i testi della Peppa Marriti in italo–Albanese (arbëresh per i linguisti), ovvero la lingua minoritaria che buona parte della popolazione di Santa Sofia utilizza nella vita di tutti i giorni. Bobo è venuto a trovarmi per parlare di rock, di ricordi e del nuovo disco della Peppa. Restate sintonizzati.

Quali sono gli obiettivi che si prefigge la Peppa Marriti Band?
Il fine del gruppo è quello del divertimento. Tutti noi abbiamo delle famiglie, io ho due figlie (sorride, e lo farà spesso nel corso dell’intervista NDR) e la musica, il rock ‘n roll se vuoi, è uno sfogo. Non abbiamo dietro una grande casa discografica ed alla fine se qualcuno, anche solo una persona, si interessa alla nostra proposta per noi è già una vittoria. Non è che a più di quaranta anni mi aspetti dalla musica celebrità e ricchezza.

Il vostro primo album (Rock arbëreshë NDR) andava nella direzione di un folk rock molto robusto con inserti di tastiera mai invadenti. Il nuovo che strade batte?
A questo punto il rock etnico è solo uno degli elementi del nostro suono. Pensa che abbiamo introdotto elementi pop ed abbiamo recuperato alcuni vecchi pezzi risalenti alla primissima formazione del gruppo. Pezzi scritti da Gigi Fabbricatore (il primo cantante NDR) che prima che essere un cocker è un poeta. Chiaramente il suono che anima questi pezzi è rock abbastanza sostenuto.

Tu da sempre sei un grande amante del rock. Quali sono gli artisti che più ti hanno ispirato?
Quando abbiamo cominciato la “scena rock di Santa Sofia” gravitava attorno a Radio Epiro ed eravamo parecchio integralisti (ride di gusto NDR) in fatto di musica, infatti pensavamo che tutto ciò che venisse dall’America, faccio per dire Bruce Springsteen, John Cougar Mellencamp, Tom Petty e J.J. Cale, fosse il massimo. Con il passare degli anni e con il rinnovo generazionale abbiamo cominciato ad ascoltare artisti che si discostavano da un certo tipo di suono. Ah ecco, mi piacciono molto anche due album di Tom Waits: Blue Valentine e Rain Dogs.

La tua poetica è indissolubilmente legata al posto in cui vivi? O meglio, pensi saresti diventato un musicista se fossi nato in un altro posto?
Penso che per me Santa Sofia sia la principale fonte d’ispirazione. A questo proposito mi ricordo un particolare della mia infanzia (sorride NDR), posso raccontartelo? Mio padre lavorava in Svizzera in una segheria ed io avevo tre anni. Bisognava che anche io e mia mamma andassimo in lì, così partimmo e mia madre si diede da fare per cercare un lavoro entro i tre mesi consentiti dal visto. Io ero molto legato a mia madre e lei per non lasciarmi ad estranei decise di tornare in Calabria. Penso che questo forte attaccamento a Santa Sofia mi abbia in seguito spinto a fare del rock ed a cantarlo in Albanese.

Però la Peppa Marriti Band nel 1994 ha avuto l’occasione giusta per aprirsi ad un pubblico maggiore…
Ti riferisci ad Arezzo Wave, si è vero, all’epoca andammo molto bene e ci furono pareri positivi e contatti con alcune case discografiche. Ma noi avevamo cominciato a suonare troppo in là con gli anni ed eravamo assolutamente digiuni di cosa possa essere la diplomazia con le case discografiche. Ma non ho nessun rimpianto, anche perché sono una persona felice ed assolutamente realizzata.

Voi siete stati fra i primi ad esprimere attraverso l’uso del bilinguismo un sentimento che più tardi avrebbero sdoganato come “Multiculturalismo”, cosa pensi delle ondate di violenza che vedono protagonisti gli extracomunitari (o gli stranieri comunitari) nel ruolo di vittime e carnefici?
Io penso ci sia confusione. Da idealista vorrei che ognuno potesse vivere in pace nel mondo, senza mai trovarsi nella situazione di abbandonare la propria terra . Dall’altra parte in alcune metropoli italiane la situazione sta diventando insostenibile. Posso dirti che qui a Santa Sofia, e lo vedi con i tuoi occhi, moltissimi immigrati Polacchi e Rumeni vivono decentemente e sono abbastanza integrati. Forse quella della cattiva integrazione degli stranieri è un problema che fortunatamente ancora non ci tocca.

Finita l’intervista Bobo mi offre un caffé al bar, andiamo in macchina ed ascoltiamo qualche pezzo del nuovo disco. Le chitarre sono distorte e la batteria è in primo piano. Mi accorgo che si sta sforzando di tenere la voce dentro gli strumenti. Insomma questo sarà un gran disco. Il paese è vuoto ed in piazza c’è la corona per i caduti in guerra che perde, malinconicamente, i petali. La musica ci tiene vivi. Hai ragione Bo’.

Se vi interessa conoscere ancora la Peppa Marriti Band andate su:
Myspace.com\peppamarritiband
www.peppamarriti.com

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