Faccia (e non solo) da bambola

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Una volta si portava la foto di Pamela Anderson dal chirurgo plastico per diventare come una bambola. Oggi si spedisce una foto per email perché una bambola diventi noi.

Una volta si portava la foto di Pamela Anderson dal chirurgo plastico per diventare come una bambola. Oggi si spedisce una foto per email perché una bambola diventi noi. È difficile decidere così, su due piedi quali dei due disturbi mentali sia più inquietante. Questo evidente salto di qualità nell’autostima generale che ha portato ad una sorta di follia collettiva è avvenuto – e chi se lo aspettava – negli Stati Uniti. Dove, per soli cinquanta dollari si può ordinare da Singapore una bambola che abbia le nostre sembianze. O meglio, per essere più precisi, avrebbe la nostra faccia, dal momento che per il resto del corpo, che si riduce a qualche centimetro di stoffa imbottita di sabbia per avere anche una funzione anti-stress, è prevista la stessa taglia per tutti. Altro valido motivo per ordinarne una dozzina e rimirarsi da tutti i lati dentro una tanto agognata 42.
Ma se la motivazione psicologica fosse davvero solo questa, se l’unica pulsione fosse un’insaziabile senso di vanità, si potrebbe inorridire solo per metà. E invece loro ce la mettono tutta perché l’orrore sia totale, e per “loro” si intende quella schiera di psicologi che si vedrebbe volentieri segregati tutti insieme ne “L’isola dei famosi”, senza però telecamere nè contatti con il mondo.
Questi professionisti hanno infatti messo le pulci nelle orecchie a migliaia di mamme, che oltre a badare al focolare domestico hanno preso l’avventata decisione di contribuire economicamente alla famiglia, con tutti i sensi di colpa verso la prole che questo comporta. E cosa se ne fa il mercato di tutto questo senso di colpa che aleggia nelle case americane? Fiuta l’affare, e lo trasforma in guadagno. Perché – riflettono gli illustri studiosi – non dare almeno l’impressione ai pargoli di non crescere soli e di poter sempre avere lo sguardo affettuoso di mamma o papà addosso, anche se le pupille sono di resina? I fortunati bimbetti potranno avere sempre con sé il loro caro, stringerlo al petto o strangolarlo all’occorrenza, senza peraltro spiacevoli conseguenze. Una probabile futura variante della bambola potrebbe prevedere una cordicella conficcata tra le scapole che, una volta tirata, farebbe riecheggiare nella cameretta dell’amato figlio frasi rassicuranti come “ti voglio bene”, o “sei sempre nei miei pensieri”, sottinteso: “anche se mi vedi una volta a settimana”.
Certo, poi ci sono anche altri consigliabili usi di una bambola personalizzata. Mettergli la faccia del capo e conficcargli la punta della matita negli occhi è uno di questi. E, a proposito di funzioni alternative: i maschietti devono rassegnarsi. Le bambole in questione sono alte appena 14 centimetri. Risparmiate dunque la fatica di mandare la foto della nuova collega.

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