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Non si esce vivi dagli anni ‘80*

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Dopo essermi imbattuto nella tristissima performance dei Knack (invecchiati) di “My Sharona” nella trasmissione CiaoDarwin di Bonolis, sono caduto preda di visioni che ho cercato di trascrivere sulla carta…

Dopo essermi imbattuto nella tristissima performance dei Knack (invecchiati) di “My Sharona” nella trasmissione CiaoDarwin di Bonolis, sono caduto preda di visioni che ho cercato di trascrivere sulla carta…

Cammino per strada, all’improvviso mi si accostano i Frankie goes to Hollywood e mi trascinano in una specie di luna park/zoo, cantando Welcome to the Pleasuredome. Appena entro vedo una gabbia. Dentro c’è Ronald Reagan con in testa il cappello da cowboy, al suo fianco uno scimpanzè. Hanno entrambi in mano dei pulsanti, sembra che stiano partecipando a un quiz a premi. Lo scimpanzè vince sempre. Reagan è incazzato di brutto, vuole costruire uno scudo stellare anti-scimpanzè. La moglie Nancy ha preso a dargli bacchettate sulla nuca. Vado oltre, entro in una specie di sala conferenze. C’è il dibattito sulla Trans-avanguardia. Achille Bonito Oliva è in piedi sul tavolo dei relatori, completamente nudo. Mostra a tutti il suo batacchio e grida “Questa è la vera arte”. Corro via, sbatto contro Howard Jones che mi grida What is love? Da una caverna di plastica esce Guido Angeli e mi chiede se per caso ho bisogno di una cucina componibile. Cerca di mettermi il suo pollicione in bocca. Scappo terrorizzato. Arrivo davanti a una casa, sopra la porta c’è scritto “La casa stregata dell’amore”. Mi apre Kim Wilde che canta Cambodia e poi attacca a piangere. Cerco di asciugarle le lacrime, tento di raccoglierle dentro le mie mani. Le dico “ti amo, non ti lascerò mai Kim, anche se canti queste canzonacce del Kaiser. Te lo giuro, io ti salverò”. Ma lei continua a piangere. E a forza di piangere il suo corpo si squaglia. Entro dentro la casa. Apro la prima porta che trovo. Dentro c’è Serena Grandi/Miranda che si fa il bidè. Le guardo la fica e le tette. Sono eccitato, cerco di tirarmelo fuori ma lei mi urla disperata di andarmene. No che non me ne vado, fossi scemo. Solo che cerco nei pantaloni ma non trovo una beneamata ceppa. E il mio coso che fine ha fatto? Le dico di non muoversi da lì, che appena lo ritrovo le faccio un culo tanto. Salgo le scale, busso alla seconda porta. Mi apre Richard Chamberlain/Padre Ralph. Gli chiedo se me lo può prestare, lui d’altronde è un prete. Deve (o dovrebbe?) praticare la castità. Lui mi ride in faccia e poi richiude la porta. Faccio nuovamente le scale, incrocio Kim Basinger in sottoveste di seta, le calze a rete. Mi perdo ad ammirare la sua bocca. La bocca di Kim Basinger è una delle cose più belle che ho visto nella vita. Mi prende la camicia e mi stringe violentemente a sé. Ha l’alito che sa di Chanel numero 5. Sottovoce, all’orecchio, mi chiede di legarla e poi di frustarla e poi ancora di prenderla a cazzotti. Le dico di pazientare un attimo che tra poco la gonfio come una zampogna. Intanto mi rimetto a cercare il mio coso. Apro un’altra porta. Dentro la stanza, sul letto c’è Stefania Sandrelli con il culo all’aria. Si gira e mi sorride. Dice che è venuta apposta per me. Cerco ancora nei miei pantaloni, ma non trovo niente. Lei mi implora di avvicinarmi, mi urla che ha una voglia matta di farlo. Pure io, solo che non mi ritrovo più il batacchio. Intanto è arrivato Padre Ralph che si fa il segno della croce, si sveste della tonaca e si infila nel letto, accanto alla Sandrelli. La solita storia, c’è sempre qualcuno che mi soffia la donna. Vabbé che questa è una casa stregata, ma a tutto c’è un limite. Scappo di sotto a vedere se ritrovo Serena Grandi. Mickey Rourke l’ha legata ad un enorme mortadella e la sta frustando a sangue. Dalla finestra fa capoccella Guido Angeli che mi chiede di che colore voglio la cucina. Entro per sbaglio in un sgabuzzino. Dentro c’è Margaret Thatcher in completo da mistress che sta torturando Morrissey. Gli sta facendo imparare a memoria le canzoni dei Duran Duran. Esco terrorizzato dalla casa, ripasso vicino la gabbia. Ronald Reagan sta cercando di imparare l’arabo dal colonnello Gheddafi. Ogni volta che sbaglia il colonnello gli tira addosso una bomba. Per strada mi si accosta Bettino Craxi e mi chiede se per caso c’ho cento lire. Gli dico di prendere la scala mobile. Vado sulle montagne russe. Alla biglietteria c’è Gorbaciov che cerca di vendermi delle scatole di caviale e un orologio dell’Armata Rossa. Insieme a me salgono pure i Bronski Beat, i Depeche Mode, i Joy Division, gli Erasure, e poi i Sisters of Mercy, i Cure, i New Order e i Mission. Facciamo un gran baccano. Entriamo nel tunnel della morte, all’entrata c’è una fotografia di Leonid Breznev raffreddato. Il moccio gli cola dappertutto, sale pure sopra il colbacco. Mi accorgo soltanto adesso che seduto accanto a me c’è Sandy Marton che con quel tastierone finto tra le mani comincia a cantare People from Ibiza. Usciamo dal tunnel, alla fine della corsa ci attende Cesare Ragazzi con dei parrucchini speciali, pronti all’uso. Cerco di uscire da questo luna park/zoo, ma improvvisamente dal cielo vedo avvicinarsi uno stormo fittissimo. È lo stormo degli uccelli Moncleair. Hanno ali lunghissime e impermeabili. Volteggiano sopra di me e poi scaricano… sì è proprio quella… merda purissima.

*Canzone degli Afterhours, dall’album “(Non è per sempre)”

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