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Il vincitore guida una Triumph Thruxton Bonneville. Sebbene abbia piovuto fino a poche ore fa la pista è ormai asciutta, ma la gara si è consumata su un terreno pastoso...

Il vincitore guida una Triumph Thruxton Bonneville. Sebbene abbia piovuto fino a poche ore fa la pista è ormai asciutta, ma la gara si è consumata su un terreno pastoso e umido. Filippo Reale con la sua Guzzi ha alzato ondate di terra sugli spalti e mettendo il solito piede a terra è scivolato due volte alla curva tre. Con la moto intraversata al sedicesimo giro ha ferito uno spettatore a bordo pista.
Un’altra Guzzi ha tenuto testa alla Triumph per tre quarti della gara. Una v35. Le gomme che montava erano quelle dentellate da enduro. Nemmeno a dirlo il terreno che sollevavano in curva. Le prime gradinate si sono riempite di fango, ma gli spettatori ormai sono pronti a tutto.
Le gare Vintage sono una novità in Italia. Si tratta di moto molto spartane, anche se molto veloci. Nessun motorino di avviamento o centralina elettrica. I motori sono visibili sul telaio. Niente carena. Tutto è meccanico, niente è elettronico. Insomma si corre secondo il vecchio spirito e quando mettono in moto uno di quei motori c’è sempre qualcuno che dice: ”che musica ragazzi.”
Il regolamento è molto scarno. Si può fare di tutto. Due settimane fa un calabrese con una Harley bicilindrica ha fatto volare fuori pista un tizio del nord Italia alla guida di una Bmw. In curva si può mettere il piede a terra per bilanciare l’azione della moto e non esistono norme sulle componenti del motore. L’anti formula uno. L’anti noia.
La Triumph Thruxton è scivolata via tranquilla per i trenta giri. Ha dominato dall’inizio alla fine. Dietro l’ha seguita la v35, e poi una Norton guidata da uno stravagante inglese. Tra questi tre e il resto dei piloti ci sono stati due giri di vantaggio.
La gente sugli spalti non ha l’aria di quella che va a vedere la Roma. Sono anche loro appassionati della domenica, ma l’attenzione che mettono nella gara è più privata, meno esibita. Molto spesso si sente solo il rumore delle gomme sul terreno e dei bicilindri. Nessun insulto.
Soltanto alla curva tre del ventesimo giro la Guzzi v35 è andata a infastidire la Bonneville. Per un giro si sono attaccate, con i due piloti che hanno fatto a spallate. Quello della Guzzi era sicuramente più strutturato, ma niente ha potuto contro la potenza Inglese. Alla Norton invece è andato a fuoco il motore a due giri dalla fine e lo stravagante pilota l’ha portata a spinta sino all’arrivo con la moglie che gli gridava: ”Go Josh.”
La moglie di Josh non porta niente di vistoso. Nessuna tuta dai colori accesi o scarpe con sette molle. Così come il resto delle persone radunatesi alla pista Bufalo, che è in realtà una pista per gokart, per vedere vecchi bolidi sfrecciare. Qualcuno addirittura pranza mentre si continua a girare. C’è un’aria distesa e divertita. Pensi davvero che a questa gente piaccia lo spettacolo che ha davanti. Così per quello che è.
Al dodicesimo giro Fernando Maurilli ha spezzato un supporto del motore e non se n’è accorto. Ovviamente non si usano radioline. Così uno della sua squadra ha iniziato a correre lungo il rettilineo dell’arrivo ogni volta che vedeva Fernando. Ci sono voluti tre giri prima che si fermasse ai Box.
C’è un gruppo di donne che incitano Gioselito. Un pazzo spagnolo che guida una Ducati scrambler da settecentocinquanta cc. Tengono le gambe accavallate e fumano in continuazione. Sembrano capirci parecchio di sport. Non fanno nessun tifo. Commentano la prestazione. Così è per tutti. Il posto che ospiterà al massimo tremila persone è riempito per metà. Il pubblico se ne sta a gruppetti sulle gradinate, con quelli messi in curva che si scansano ogni volta che una moto entra con la manetta tutta aperta.
Non appena la gara è finita hanno messo le moto su un cavalletto. Tutte allineate. Con i piloti che si sono tolti i caschi zuppi di sudore. Il pubblico li ha avvicinati e ci ha parlato del motore o delle modifiche che potrebbero fare alle loro moto. Mai visti piloti più disponibili.
Lungo i tre capanni di lamiera che hanno funzionato da boxe è rimasto un forte odore di sudore. Questa è una cosa che alla tv non dicono mai. Un pilota di moto in mezz’ora di corsa può arrivare a perdere due litri di liquidi. Gioselito si toglie la maglietta e la strizza e fa vedere un corpo pallido e minuto pieno di tatuaggi.

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