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Gianrico Carofiglio: “Nel cuore di tenebre della città accadono cose che voi, abitanti del giorno, non potreste immaginare”

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“I poeti immaturi imitano, i poeti maturi rubano” – Thomas Eliot. Non poteva trovare citazione più azzeccata Gianrico Carofiglio da inserire in una lezione sulle citazioni.

“I poeti immaturi imitano, i poeti maturi rubano” – Thomas Eliot. Non poteva trovare citazione più azzeccata Gianrico Carofiglio da inserire in una lezione sulle citazioni. Quella che lo scrittore barese ha tenuto lo scorso sabato nell’ambito delle Lectio Magistralis organizzate dalla Scuola Omero è una esaustiva dimostrazione di come si possa copiare continuando ad avere la coscienza pulita. Anzi: di come si possa copiare andandone fieri, persino gongolando.
L’ascoltare per due ore un uomo che nella vita fa di mestiere il magistrato e che tenta di spiegare come rubare onestamente è senz’altro un’occasione più unica che rara. E merita di essere preso seriamente in considerazione l’autore di “Testimone inconsapevole”, “Ad occhi chiusi”, “Il passato è una terra straniera” e “Ragionevoli dubbi”, che con questi primi quattro romanzi ha superato il milione di copie vendute. Rubare, dunque. Naturalmente si deve trattare di un’operazione etica, e non di plagio. Anche perché, se di questo si fosse trattato, non avrebbe certo avuto l’incoscienza – o l’idiozia – di condividere il segreto con una platea di aspiranti scrittori. Carofiglio individua due momenti sublimi per uno scrittore: il primo è quando, dopo più di un’ora di faticosa scrittura, finalmente le parole cominciano a venir fuori da sole e per di più trovando l’ordine giusto. Il secondo momento consiste nell’affiorare da qualche angolo nascosto della memoria di un’immagine, di una frase, di un qualcosa insomma creato da qualcun altro e che si sposi perfettamente con quanto lui stesso sta creando. Qualcosa che potrebbe essere scritto apposta per il soggetto che sta nascendo. Qualcosa preso dall’esterno che, se inserito in quel determinato punto della storia, può farla progredire o può essere utile a raccontare un personaggio, tanto che, una volta incastrato lì, sembra che quello sia il suo posto naturale, quello e nessun altro. Ed è esattamente quanto non accade quando una citazione viene buttata a caso tra due frasi con l’unico scopo di mostrare al lettore che l’autore ha letto almeno un paio di libri prima di cimentarsi con uno proprio. La pura e semplice erudizione, spiega lo scrittore, suona falsa e non produce nulla: è un oggetto inerte poggiato su un piano. Si capisce se una citazione è rubata nel modo giusto quando invece prende vita propria all’interno del racconto. E poi, con questa tecnica, si innesca un simpatico gioco con chi legge, che, se si trovasse sulla settimana enigmistica si potrebbe intitolare così: “trova la citazione nascosta”. Simpatico per modo di dire, perché Carofiglio stesso ammette di trovare abbastanza insopportabile chi indovina subito. Ma, non essendoci la soluzione dell’enigma scritta al contrario alla fine del libro, lo scrittore dice di preferire comunque chi percepisce lo stato d’animo che voleva trasmettere inserendo proprio quella citazione piuttosto che un’altra. E poi fa un esempio concreto. Sfoglia le pagine del suo “Ad occhi chiusi” che – giura – si trova casualmente sul tavolo davanti a lui. E legge. La scena vede l’avvocato Guerrieri, protagonista delle sue storie, che si ritrova a fumare una sigaretta seduto da solo in un bar, e osserva le uniche altre due figure presenti: un uomo e una rossa seduti poco più in là, infinitamente soli. “Hopper”, giunge chiara più di una voce dal pubblico. Si, è “Nighthawks” di Hopper, ma è facile indovinare quando ormai il trucco è svelato. Carofiglio non dà niente per scontato e spiega il perché di questa scelta: il quadro rimanda ad una percezione di silenzio e solitudine, e la citazione ha la funzione di amplificare questa sensazione, che è esattamente quella che permea ogni singola pagina di quella parte di storia. Tutto chiaro. Volendo esagerare, mostra anche il suo ultimo lavoro, “Cacciatori nelle tenebre”, una graphic novel con i disegni del fratello Francesco, che è tutta una citazione. Di pittura, scultura, scrittura, film, tutto rimescolato in una veste originale e al servizio della fantasia dello scrittore. Impossibile per chiunque sia vissuto sulla terra per gli ultimi vent’anni non riconoscere la citazione della frase iniziale: “Nel cuore di tenebre della città accadono cose che voi, abitanti del giorno, non potreste immaginare”. Citazione che si lega perfettamente al pensiero che emerge alla fine della lezione: nella testa degli scrittori accadono cose che voi, umili lettori, non potreste immaginare…

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