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L’uomo che non la smetteva mai di leggere le notizie del telegiornale

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Settembre è per me un mese difficile… A Settembre, ogni anno, io prendo un virus… di solito influenzale… anche quest’anno ho voluto rispettare la tradizione…

Settembre è per me un mese difficile… A Settembre, ogni anno, io prendo un virus… di solito influenzale… anche quest’anno ho voluto rispettare la tradizione… febbre… dolori di stomaco… dolori muscolari… Sono questi i momenti nei quali mi chiudo in casa e aspetto che venga a trovarmi una mia cara amica… l’ipocondria… di solito si mette seduta accanto al mio letto e sorseggia una tazza di tè… Io cerco di non darle molta corda e fingo di dormire sotto l’effetto straniante della febbre… ma è tutto inutile… lei, la mia amica, si mette a citarmi degli esempi illustri… di morte… quella straziante del povero Kafka che negli ultimi giorni di vita non riusciva più a parlare… chi ce lo dice, sibila maligna la mia amica, che il tuo banale mal di gola… io fingo di dormire e mi tocco… almeno Kafka, continua lei, aveva scritto dei capolavori… ma tu?… Io mi tocco ancora e accendo la televisione nel tentativo di alleviare il peso della sua ingombrante presenza… a leggere, con l’influenza, non se ne parla proprio… faccio uno zapping continuo… mi sembra di pilotare un’astronave impazzita… la mia amica adesso si è messa a raccontarmi la storia di Raymond Radiguet, l’autore de Il diavolo in corpo… forse ho mangiato delle cozze crude o dei molluschi avariati… tra poco, continua la mia fedele amica, potrei cadere preda delle convulsioni più dolorose… annuisco perplesso, ma comunque mi tocco… non si sa mai… continuo a passare da un canale all’altro… la qualità impera sul piccolo schermo, è indubbio… Franco Califano, ospite della Piazza, che racconta ancora la sua vita errabonda da maudì della Magliana… dice che l’amore tra un uomo e una donna non può durare che un anno e mezzo… dopo è mejo salutasse (daje così Califfo!)… poi le notizie su Garlasco commentate da un mezzo gigolò, una psichiatra infantile e uno scrittore di noir (minchia quanto si vola alto!)… Alda D’Eusanio che si carica i mali del mondo… Cucuzza che ride come un criceto in calore… Mtv che passa Jovanotti e i Negramaro insieme… I Negramaro… il presente e il futuro della canzone italiana… come fa quel verso della loro ultima canzone… parlami d’amore se quando nasce un fiore… eccetera eccetera?… amore/fiore… very original… la mia cara amica è adesso passata a considerare la vita di Pier Vittorio Tondelli… le faccio presente che non sono omo… non fa niente, dice lei, Franza o Spagna purché se magna… non capisco, ma mi tocco ugualmente… la febbre intanto mi si alza… sarà l’effetto Negramaro… all’improvviso la mia amica mi dice che le dispiace ma deve proprio andare… mi lascia in regalo il fucile di Kurt Cobain… potrebbe servirmi… la fiducia, d’altronde, è sempre in agguato… la ringrazio… prendo la tachipirina e mi stordisco a letto con la tv… continuo con lo zapping… il telegiornale di Teletevere… all’improvviso spalanco gli occhi… è lui, ancora lui… sempre e soltanto lui… Mario Moscetti… il decano dei mezzobusti dei telegiornali delle emittenti private laziali… ero bambino quando Mario Moscetti leggeva le notizie sui campionati del mondo dell’82… ero un adolescente quando leggeva le notizie sul Pentapartito e i continui rimpasti governativi… ero uno studente universitario quando raccontava, sempre leggendo, di Tangentopoli… sempre chino a leggere quei fogli d’agenzia con dietro quelle scenografie di cartapesta, degne di uno spaghetti western di Serie Z… mai una smorfia fuori posto… mai un commento alla notizia… Mario Moscetti leggeva soltanto… chissà quanti chilometri di carta avrà letto in tutti questi anni… e ancora sta lì accanto a quelle terribili scenografie da ex DDR… è invecchiato Mario… adesso ha dei profondi solchi ai lati della bocca… e le guance un po’ cadenti… i capelli ingrigiti… ora però è più partecipe quando legge… muove addirittura le mani e contemporaneamente legge… fantastico… ha un tono da buon padre di famiglia… vuol infondere sicurezza… portare un po’ di serenità anche se parla di serial killer e stragi… d’altronde sono trentanni che sta lì a leggere telegiornali… l’unico uomo che in Italia è sempre stato al suo posto… altro che bollini di Grillo… mi verrebbe da gridare… Mario Moscetti for President… ecco, ha finito… saluta e augura a tutti una buona serata… io ho ancora la febbre ma alla fine mi addormento un po’ più sereno… mi sembra di aver appena finito una favola di Rodari… dal titolo… L’uomo che non la smetteva mai di leggere le notizie del telegiornale…

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