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Ang Lee, Tony Leung e Tang Wei a Venezia 2007

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Finale a sorpresa alla 64esima mostra del cinema di Venezia. Nessuno se lo sarebbe aspettato che a vincere sarebbe stato chi aveva ottenuto il leone d’oro due anni fa. Ang Lee regista taiwanese, ma dal 1978 in Usa,

Finale a sorpresa alla 64esima mostra del cinema di Venezia. Nessuno se lo sarebbe aspettato che a vincere sarebbe stato chi aveva ottenuto il leone d’oro due anni fa. Ang Lee regista taiwanese, ma dal 1978 in Usa, autore del celebre “I segreti di Brokeback Mountain”, “Il banchetto di nozze” e “Mangiare bere uomo donna” (ma anche di “Hulk” e “La tigre e il dragone” con cui ha vinto l’Oscar come miglior fim straniero), ha conquistato il suo secondo leone d’oro con “Se, Jie (Lust, Caution)” che tradotto in italiano suona “Attenzione, lussuria”. Il film si ispira a un racconto di Eileen Chang su una storia d’amore torbida, ambientata durante l’occupazione giapponese della Cina durante gli anni ’40, tra il potente politico collaborazionista Mr. Yee (Tony Leung) e Wang Chiah-Chih, una bella attrice partigiana (Tang Wei). Quest’ultima si trova coinvolta in un pericoloso gioco di intrighi e emozioni che fanno fallire il suo piano eversivo portandola alla morte con i suoi compagni. Il film è pieno di scene erotiche e violente allo stesso tempo tra i due amanti che diventano, a turno, vittima e carnefice e continua, per così dire, il percorso di un regista che ha indagato l’amore nei suoi aspetti più crudeli e nelle situazioni più impensate. A qualcuno, pochi, è piaciuto per questa coerenza di Lee, ma molti ne hanno criticato il limite della materia troppo ben confezionata e le scene esplicite di sesso un po’ patinate. Il film non è piaciuto molto al pubblico, più alla critica che comunque non se lo aspettava. È per questo che all’annuncio della vittoria si sono sentiti i fischi. In questi giorni circolavano con insistenza i nomi del regista francese Kechiche con il suo “La Grain et le mulet” e quello di Haynes autore di “I’m not there”, il film tributo a Bob Dylan. Così sono andato alle conferenze stampa di questi film, sicuro di una loro vittoria, per impugnare poi un’intervista ai registi quando sarebbe finita la mostra. In una, quella di Haynes, c’era un Richard Gere in grande spolvero che sparpagliava sorrisi per la sala in compagnia dello scorbutico Heath Ledger, assente Cate Blanchet. Nell’altra, quella di Kechiche, c’era l’esordiente Hafsia Herzi, una giovanissima attrice di origine tunisina che poi ha vinto il premio Mastroianni per una interpretazione impeccabile e una danza del ventre finale in cui faceva traballare tutta la carne della pancia, a cui ho chiesto l’autografo e mi sono complimentato personalmente. Questi due registi, Kechiche e Haynes, hanno preso il premio di consolazione della Giuria, mentre Brian de Palma ha ottenuto il leone d’argento per “Redacted”.
Per caso ho anche assistito alla conferenza stampa di Ang Lee, con Tony Leung e Tang Wei, quindi non tutto è perduto, e la riporto qui di seguito.

Come ha lavorato per adattare il racconto di Eileen Chang al film?
Lee: Nessun’altra storia di Chang è tanto bella quanto crudele. Ho rivisto il testo per anni e anni ritornandoci sopra come un criminale a volte torna sulla scena del crimine, o una vittima ricostruisce un trauma subito, raggiungendo il piacere solo variando e immaginando di nuovo il dolore. Non abbiamo semplicemente adattato il racconto, ma l’abbiamo ricostruito proprio come fanno i personaggi mentre recitano. Chang ha inteso la messinscena e la mimica come qualcosa che è brutale di natura: gli animali, come i suoi personaggi, si mimetizzano per sfuggire ai loro predatori e per attirare le loro prede. La mimica e l’esibizione sono anche dei mezzi per aprire noi stessi, come essere umani, a grandi esperienze, a rapporti umani indescrivibili, a significati più elevati, all’arte e alla verità.

Per Lee: Perché ha scelto un’attrice esordiente per il ruolo da protagonista?
Per Wei: Come è stato esordire con una parte così difficile e interpretare le scene erotiche?
Lee: Non appena abbiamo fatto il provino abbiamo capito che Wei era perfetta anche perché si sposava bene con il personaggio. Wang è un’attrice dilettante che intraprende la strada dello spionaggio per motivi patriottici. Diventa l’amante di Mr. Yee perché è un volto insospettabile e innocente, un volto nuovo. Io penso che Wei sia riuscita proprio a creare questo personaggio.
Wei: Per me è stato molto difficile, ma sono stata aiutata nelle scene più difficili e abbiamo fatto molte prove con Leung.

Per Leung: Questo personaggio sembra allontanarsi dai suoi precedenti perché è un personaggio completamente negativo.
Leung: Non credo che questo personaggio si allontani da alcuni altri da me interpretati nei film di Wang Kar Wai. È vero che è un carnefice, un cattivo, ma la sua psiche vacilla dall’arrivo di questa donna. È come se lui diventasse la vittima a un certo punto. Nel momento decisivo, è vero, ritorna spietato, ma è un personaggio complesso e combattuto che non riesce a credere che la sua amante sia una spia.

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